Il Casato Di Luna

Casato Borghese della Repubblica di Firenze
 
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 [Gdr] Ovunque Andremo

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Vindrveraly
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MessaggioTitolo: [Gdr] Ovunque Andremo   Ven 01 Giu 2012, 21:17

1 Settembre 1459

Vindrveraly ha scritto:
Grosseto, prime luci dell'alba.


Endymion a passo lento la seguiva, mentre stavano per raggiungere le terre senesi.
Penultimo giorno di solitario cammino, prima di raggiungere Orbetello ed iniziare il vero viaggio.

Era tornata a casa il 28 Agosto, dopo lunghi giorni di ritiro nel convento dell'Arcidiocesi di Pisa, e subito si sarebbe messa in cammino per raggiungere sua madre Aurora, se Agnese non l'avesse rinchiusa nelle sue stanze con un abile scusa.
Bè "abile", diciamo ingegnosa quanto bastava per far correre Vera nella sua camera a controllare che i suoi oggetti più cari, il libro donato dalla cugina Helena, la collana donata da sua madre Aurora, la veste donatale dalla sua defunta madre Syria, ed il libercolo scritto con Celia, fossero al sicuro.

Così il 29 Agosto la porta si era aperta finalmente, grazie all'aiuto di Evaristo.

"Ho già sellato Endymion mia Signora.. inutile dirvi però che sono d'accordo con mia madre"

La giovane sospirò Ed è anche inutile che io ti ripeta i motivi di ogni mia partenza da ClaraLuna.. accontentati del tempo che abbiamo trascorso assieme e non chiedere altro..
A presto!


Aveva visitato Volterra, e ritrovato la vecchia cara Piombino.
Non rimaneva che superare la città di Grosseto.

Mon cheval, ci fermeremo qualche ora alla Locanda Deversorium Grossetanum, poi riprenderemo il cammino!

Sorrise, ancora un giorno ed avrebbe riabbracciato l'adorata madre.

2 Settembre

Vindrveraly ha scritto:
Orbetello, mattina


Dolci fumi si levavano dalle cucine delle grandi case presenti in città, e Vera sentì il suo stomaco brontolare.
Era un mese ormai che non faceva altro che cibarsi di pane, ed anche quello che aveva portato con se in viaggio non esulava dal tipico pasto.
A ClaraLuna però si era potuta cibare di carne.

"Oh, inferno e dannazione! Devo riuscire a mangiare un pasto decente anche quando non sono a ClaraLuna.. quando me ne andrò io.."

Fermò i suoi pensieri e chinò il capo sul petto.
Endymion si fermò al suo fianco, al centro del mercato della città.

Vera gli rivolse poi un sorriso, gli accarezzò il muso e disse:

Dobbiamo trovare Aurora! Proviamo a vedere se ha preso alloggio alla locanda municipale... si hai ragione, forse prima dobbiamo trovare la locanda municipale!

Rise e chiese informazioni...

Cele ha scritto:
    [hrp]Orbetello, pomeriggio del 2 Settembre 1459[/hrp]


    Aurora si era lasciata "Il lago dei sogni" alle spalle.
    La camera nella locanda gestita dal Municipio era confortevole e, nonostante le sue condizioni, si stava trovando bene.
    Il pancione ora era parecchio evidente e Aurora aveva trovato in molti cittadini un grosso aiuto. Primo fra tutti il Prefetto Senese.

    Forse partire da sola non era stata la scelta migliore, ma ormai lo aveva fatto, inutile pensarci.
    Salutò i presenti e si incamminò verso il porto.
    Ci andava due volte al giorno.
    La prima volta di mattina, dopo essersi preparata, e la seconda volta la sera, per controllare che tutto fosse a posto.

    Quella sera trovò un uomo sulla banchina.
    A braccia conserte osservava la Presence.

    Aurora lo affiancò e si mise anche lei a guardare la sua Galea.


    Bella vero? disse richiamando l'attenzione di quel Signore Mi emoziono ogni volta Sorrise.

    L'uomo annuì e le chiese se conoscesse il proprietario.


    Sono io Messere rispose divertita.

    L'uomo era interessato ad un passaggio per tornare a casa. A Gaeta.
    Aurora non aveva impegni imminenti in Repubblica e anche se sentiva già il bisogno di tornare a casa a rivedere tutti, decise di accontentare il desiderio di quell'uomo. In fondo anche lui voleva tornare a casa dalla sua famiglia.


    Ci vediamo domattina qui Messere.
    Il viaggio sarà breve e speriamo senza troppi intoppi.


    Lo salutò con un inchino e dopo aver dato un'ultima occhiata alla Presence, lasciò la banchina per tornare in locanda.
    Il pancione pesava decisamente troppo.

Vindrveraly ha scritto:
Orbetello, pomeriggio


Non ci credo!
Sette, no dico, sette persone abbiamo fermato e tutte non sapevano dove fosse la Locanda Municipale!
Endymion allora le sfiorò il braccio Bè si l'ottavo ci ha detto che sapeva dov'era ma non come arrivarci, e quest'ultimo.. oh quest'ultimo batte il piede a terra, indicando di fronte a se ci ha portati in un vicolo cieco!

Tornò indietro giocherellando nervosamente con le briglie del cavallo, quando da lontano scorse un'insegna "Il Lago dei Sogni", così le avevano detto chiamarsi la Locanda che cercava.

Stupita si avvicinò e lesse il cartiglio posto innanzi alla porta.

[rp] Il lago dei sogni

gestita dal municipio
Birra per 0,85 ducati, Menù a partire da 5,20 ducati


Benvenuti nella Taverna Municipale di Orbetello!

Specialità della casa:
PANE SENESE 5.20 ducati
BISTECCA AI FERRI (2 punti forza) 16.30 ducati
BIRRA a 0.85

...
[/rp]

Corse dentro senza legare Endymion e chiese al taverniere
Aurora Celeste Di Luna.. Aurora Celeste Di Luna alloggia qui?

Annuì con aria circospetta
S..si, ma sappiate che è appena uscita, quindi dovrete aspettare per poterla vedere

Vera annuì di rimando Si, vi ringrazio

Uscì fuori e accompagnò Endymion a bere.
L'abbiamo trovata finalmente amico mio!
Non vedevo l'ora! Rimani qui, se farai il bravo ti porterò qualche verdura fresca


Dopo averlo accarezzato, Vera tornò all'interno della locanda, prese posto ed attese il ritorno della madre davanti ad un boccale di birra.

Cele ha scritto:
    [hrp]Orbetello, tardo pomeriggio[/hrp]

    Mamma mia che caldo. Camminare con tutto sto fagotto appresso è una fatica assurda. Bofonchiava Aurora mentre con le mani cercava di aiutarsi con
    quel pancione innaturalmente gonfio.

    Agli occhi degli altri poteva sembrare una giovane madre che accarezzava il frutto del suo amore con il marito,
    e invece no, cercava semplicemente di alleggerirsi da sola quel peso.

    Spinse la porta della taverna, pronta a salire direttamente le scale per raggiungere la sua camera, ma la vista della scalinata la fece desistere.
    Si appoggiò al bancone, il respiro era lento e affaticato.

    Con un cenno della mano richiamò il taverniere.
    Dell'acqua gentilmente.

    Lui la guardò divertito Pesa eh? Mi ricordo mia moglie quando aspettava i nostri due gemelli. Faceva una fatica.

    Aurora sorrise cordialmente Già! In effetti è un po' faticoso. Cresce ogni giorno di più e questo caldo non mi aiuta.
    Per fortuna non dovrebbe mancare poi tanto.


    L'uomo sorrise annuendo EccoVi l'acqua, riprendeteVi perchè avete visite.

    Visite? Ma non aspetto nessuno. Soprattutto qua ad Orbetello.

    Sarà l'uomo incontrato al porto
    pensò affacciandosi verso i tavoli.

    Una donna vestita di blu e dal cascetto corvino le dava le spalle.


    Non ci posso credere!!
    Esclamò Aurora Ma è lei? chiese al taverniere che ovviamente non poteva avere la risposta.

    Con fatica lasciò la sua postazione e si avvicinò a quel tavolo.
    Non poteva che essere lei.


    Vera?

Vindrveraly ha scritto:
Sempre Orbetello, verso il vespro


"Ho fame!

Non pensarci..

Ma ho fame!

Ssh! Presto arriverà Aurora e non avrai più tempo per pensarci!

Si, ma ora.. ho fame! Maledette tasse! In questi giorni le ho pagate due volte! Detesto le tasse.. io non ne ho mai messe! .. ed ora ho quasi finito i ducati..

Non che te ne sia mai importato di averne, se non fossi partita così all'improvviso, forse ne avresti ora!

Non ha importanza.. maledette tasse!

Bè almeno ne hai per una birra! E ricorda l'acquavite acquistata a Piombino

Vero.."


Guardò il boccale davanti a lei e sospirò.

"Però non posso berla.. dopo mi sono ricordata che in quelle condizioni mamma non può assolutamente bere!

Che bravo medico!

Non sono ancora un medico.. aspiro semplicemente ad esserlo!

A proposito hai ancora il libro di tuo zio Bartolomeo?

E certo! Durante il viaggio in nave avrò tanto tempo per leggerlo..

Ah, sai già la meta?

Si.. ovunque!"


Distese le braccia allindietro e sbadigliò.
Stava per riprendere l'interessante conversazione con la vocina fastidiosa, quando sentì il suo nome.

Si? disse, voltandosi.

Fu allora che vide sua madre.. prima il suo pancione, poi il suo viso.. ma comunque era lei!

Finalmente! Maman! è tanto che ti aspetto! Appena ho saputo che eri qui sono partita immediatamente!

Cercò di abbracciarla, ma non vi riuscì, anche dopo tentativi diversi.
Alla fine sorrise e si limitò ad un bacio sulla guancia.

Come sta la futura mamma? Ma prego siedi, vuoi qualcosa da ber.. ehm da mangiare?

Le mostrò il suo miglior sorriso, era così contenta di averla ritrovata finalmente.

Cele ha scritto:
    [hrp]Orbetello, ora di cena.[/hrp]


    Con sto pancione non posso neanche stringerti come vorrei. Disse Aurora sconsolata mentre prendeva posto sulla sedia di fronte quella di Vera.
    Aspettò che si accomodasse anche lei e subito prese le sue mani sul tavolo che le divideva.


    Ma che ci fai qua? Io non sapevo fossi rientrata dal tuo ritiro.
    Sono dovuta partire talmente in fretta che a stento ce l'ho fatta ad avvisare tutti e, a dirla tutta,
    non so neanche se la notizia del mio viaggio sia giunta a Vittorio. Anche lui in monastero.

    Riprese fiato respirando a fondo.

    Che caldo. Sbuffò.

    No grazie, niente da mangiare per me.
    Ma tu prenditi quello che vuoi.
    Se sei arrivata ora avrai di certo una gran fame e sete.


    Guardò il taverniere e gli fece cenno di portare qualcosa di buono per Vera e da bere.

    Ma sei arrivata qua da sola? Come stai? Che bello rivederti.

    E in effetti rivedere quegli occhi procurava ad Aurora una gioia immensa.
    Quasi aveva dimenticato quel continuo scalciare e quelle caviglie gonfie.


    Neanche puoi immaginare. Sono dovuta partire perchè le tasse portuali stavano diventando così esagerate
    che o vendevo la Galea per pagarle o non sapevo cos'altro inventarmi.
    Ed eccomi qua... Come una matta!
    Tutta sola e con un pancione più grande di me.


    La guardò con la fronte ancora imperlata di sudore Meno male che sei arrivata tu, va...

Vindrveraly ha scritto:
C'è Endymion con me, ed anche se è un cavallo, riesce a farmi molta più compagnia di quanto si possa pensare! sorrise e proseguì - ma tu, nelle tue condizioni non avresti dovuto!

Mi spiace per le tasse, ti avrei dato volentieri una mano, spero tu lo sappia!

Sai una volta tornata a Livorno ho intenzione di mettere in vendita il campo e restituire la bottega piena di polvere.. pensavo di trasferirmi qui nella Repubblica senese o continuare a viaggiare senza fissa dimora

Quei giorni di tranquillità mi hanno portata a riflettere molto, e sono giunta alla conclusione di non sapere che fare nella mia vita se non viaggiare e studiare medicina.

Comunque ora non pensiamo a me ma a te, e a questo viaggio!
Zio Bartolomeo mi ha anche donato un libro, ma non ti prometto gradi cose, spero solo di riuscire a prendermi cura di te per il tempo necessario.


Si fermò, il taverniere stava posando sul tavolo del pesce, birra e altra acqua.

Vi ringrazio! chinò leggermente il capo e lo vide allontanarsi.
Si voltò sorridendo e prima di versarsi altra birra, disse:

Maman, sappi che ovunque andremo, mi avrai al tuo fianco.. non attendo di sapere altro che il giorno della partenza per imbarcarmi!

Cele ha scritto:
    Lo so, lo so tesoro... So che ci sei e ci sarai sempre. Sorrise Aurora mentre il taverniere portava il cibo necessario affinchè Vera si rifocillasse.

    Trasferirti qua dici? Aurora riflettè un solo istante.
    Mi sembra un'ottima idea.
    Ho trovato persone gentilissime e poi non sarò di certo io a fermare il tuo spirito libero.
    Anzi... Questa sarà un'occasione in più per me per venirti a trovare e quindi staccare da quelli che sono i miei impegni a casa.


    Si versò dell'acqua e la bevve tutta d'un fiato.
    Per fortuna si stava riprendendo e la frescura della sera le regalava un po' di respiro in più.


    Tesoro, mi sa che il libro di Zio Bartolomeo dovrai leggerlo per bene.
    L'esserino qua dentro scalcia particolarmente forte e Aristotele non voglia che decida di venire al mondo a bordo della nostra nave.


    Sorrise anche se il solo pensiero di un parto in alto mare, senza suo fratello Bartolomeo al suo fianco, le fece venire la pelle d'oca.

    E' bello sapere che viaggerai insieme a me.
    Quindi ti informo che domani stesso salperemo alla volta di Gaeta.
    Ho conosciuto un uomo prima al porto e mi ha chiesto un passaggio per tornare a casa.
    Se per te non è un problema lo accompagniamo noi.


    Conosceva già la risposta della figlia ma attese qualche istante prima di proseguire con l'esposizione dei suoi programmi.


    Poi pensavo di risalire verso Firenze.
    Facciamo salire altre persone a cui ho promesso un passaggio e li portiamo a Chiavari.
    Come d'accordi precedentemente presi.
    E poi io e la Presence siamo tutti tuoi! Andiamo dove vuoi...

    Ma mangia figlia mia! Mangia...
    Anche a me è venuta una fame.


    Chiamò il taverniere e si fece portare un enorme bistecca e verdure come contorno.
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MessaggioTitolo: Re: [Gdr] Ovunque Andremo   Ven 01 Giu 2012, 21:20

6 Settembre

Vindrveraly ha scritto:
[hrp]Vicino alle coste di Terracina, vespro.[/hrp]


Sorrise, mentre un fresco vento le accarezzava dolcemente il viso.

Il 4 Settembre erano salpati verso il porto di Gaeta, con l'intenzione di condurre a casa un tal Ser Aggy, per poi far ritorno a Livorno dove erano attese da Alessandra e Giovanni.

Sulla nave non vi era molto lavoro da fare, a parte sistemare le vele, stringere bene e controllare spesso le varie corde che tenevano assieme l'albero maestro, pulire il ponte, spazzolare e tranquillizzare Endymion nella stiva, lavare il pavimento ed i tavoli nella cambusa, rassettare la propria cabina e quella degli altri nei limiti delle possibilità.
Così verso sera rimaneva sempre un po' di tempo, durante il quale Vera poteva dedicarsi alla lettura del volume donatole da suo zio, nella cambusa, o rimanere sul ponte ad intagliare dei pezzi di legno.

Quella sera aveva optato per il ponte.
Seduta sulle scalette che portavano alla Cabina di Pilotaggio, osservava il mare calmo ed il sole tuffarsi a picco tra le onde.

Tra i membri imbarcati sulla Presence, due nuovi uomini avevano fatto il loro ingresso nel porto di Gaeta, un certo Mess Kamael, Cavaliere di Dkyil Khor, e Ser Francesco Tancredi D'Altavilla, Signore di Savignano.
Vera però non aveva ancora fatto la loro conoscenza, ma li aveva solo visti per un istante, proprio quando stavano salendo sulla nave e sua madre si accertava dei loro nomi.

Guardò allora il pezzo di legno che teneva tra le mani, lo soppesò ed iniziò ad intagliarlo molto lentamente.

Le notti erano diventate più lunghe e fredde.

15 Settembre

Vindrveraly ha scritto:
Livorno, Giardini di ClaraLuna, pomeriggio



Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.


[hrp]Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.
Non lo so, ma sento che ciò accade, e ne sono tormentato.[/hrp]

Era la terza volta che Vera, seduta sotto l'ampia quercia, nei pressi del roseto di Ginevra, leggeva ad alta voce il carme ottantacinque di Gaio Valerio Catullo, uno dei suoi poeti preferiti.

D'un tratto un ramo spezzato la fece voltare.

Evaristo! sorrise è da molto che sei qui?

"No, mia Signora.. io.. stavo cercando un.. fiore"

Vera sorrise e riposando lo sguardo sul libercolo disse:

Scegli la rosa, come lei è delicata ed arriva subito al dunque, senza giri di parole..

Lo sentì ridere, e staccare un fiore, lo guardò poi rigirarselo tra le mani, preoccupato.

"Dite che le piacerà?" chiese, ed il suo sguardo divenne triste.

Vera rise, e lo invitò a sedersi accanto a lei.

Sai spesso non è importante il dono che si riceve, ma chi e come ci ha fatto quel dono.. a volte un gioiello non è paragonabile alla bellezza di una semplice rosa!

Accolse l'invito e pur appoggiando le parole della giovane, era ancora incerto : "Vorrei poterle dare di più.. quale donna sposerebbe mai un umile messo, figlio di servi?"

Io! esclamò immediatamente, e ciò fece sorridere entrambi. Che sia un re o un povero messo, che sia un Marchese o uno scaltro brigante.. ciò che conta, per me, è il modo di porsi, i gesti e quant'altro.
E Fiorenza non è molto diversa.. poi ricorda sempre che alla fine io e te siam cresciuti assieme, no? Ti conosco e so che sei un bravo ragazzo, quindi di me puoi fidarti.. perchè non dovrebbe amarti?
Soprattutto ora, che lavori di più e ti sollazzi di meno!


Quelle parole forse gli fecero coraggio, già che si alzò e dopo un inchino disse:

"Vi ringrazio mia Signora, vado!"

Lo vide sparire dietro un faggio e sorrise ricordando il giorno in cui avevano assunto Fiorenza per lavorare al fianco di Agnese, ormai vecchia; quando lei, sua madre, il suo amato zio, e le sue adorate cugine, Helena, Francesca e Samantha, nel febbraio di quel anno si erano recate dalla famiglia aretina appena trasferita in città, e della punizione ad Evaristo che si era assentato per troppi giorni.

"Fu uno dei più bei giorni che riesca a ricordare!" pensò, prima di tornare a leggere il carme catulliano e respirare un po' d'aria fresca, lontana delle preocupazioni cittadine.

Cele ha scritto:
    Almeno cento sacchi di mais, una cinquantina di pezzi di pane, sette botti di birra... anzi no... facciamo dieci botti di birra.

    Fiorenza mi ascolti?
    disse Aurora.

    Oh.. sì sì, mia Signora. Perdonatemi.
    Dicevamo sette botti di birra!


    Aurora si sedette. Ho detto dieci Fiorenza. Si può sapere dove hai la testa?

    Scusatemi mia Signora. Avete ragione.
    Ci sono talmente tante cose da organizzare per questo Vostro viaggio.


    Lo so Fiorenza, me ne dispiace. Ma nelle mie condizioni non riesco a fare tutto da sola.

    Lo so, lo so.


    Vabbè... Prendila dal verso giusto. Con tutti i Di Luna che mi porto dietro avrai molto più tempo da dedicare al tuo amato Evaristo piuttosto che alla casa. La ragazza arrossì.

    Siete una coppia perfetta. Non imbarazzarti.
    Piuttosto badate bene a non far dannare quella Santa donna di Agnese.
    Mi raccomando....


    Sì mia Signora.

    Ora ricominciamo.
    Michele guiderà uno dei carri fino alla nave, con lui ci facciamo andare Marco, Giovanni e, speriamo, mio marito Vittorio.
    Così tra uomini non si annoieranno.

    Uno lo guiderò io e con me verranno Helena, Alessandra, il mio bel pancione, che non va dimenticato
    ridacchiò e, speriamo, Vera.

    Si fermò un attimo a pensare Che peccato non possa ancora sapere se partire o meno. La vorrei tanto con me ma in caso contrario sarei ugualmente felice per lei.

    Si alzò in piedi. Per domani tutto deve essere pronto, anche perchè dobbiamo vedere i carichi di ognuno, non vorrei esagerare e affondare prima di aver levato l'ancora.

    Vado a riposare ora, mia cara.
    Quando Evaristo tornerà a casa digli di sistemare i carri con i viveri.


    Salutò la giovane e si incamminò verso le sue stanze.
    La partenza era vicinissima e non vedeva l'ora di partire anche se il suo più grande desiderio era quello di rivedere suo marito.
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MessaggioTitolo: Re: [Gdr] Ovunque Andremo   Ven 01 Giu 2012, 21:25

13 Novembre

Vindrveraly ha scritto:
[hrp]Livorno, Orgoglio Livornese, tardo pomeriggio
[/hrp]

".. andiamo a Piombino, ti unisci a noi?"

Guardò Minerva ed il voltò le si illuminò.

Grazie, molto volentieri! rispose e presero accordi per quella sera.

In due mesi aveva visitato Terra di Lavoro, senza purtroppo riuscire a raggiungere la sognata Capua, ed aveva sostato giorni a San Miniato per il matrimonio della cugina Helena Laetitia Merisi.
Poi era tornata a Livorno per stare con i suoi cugini prima della loro partenza con la Presence, per terre molto lontane.
Congiuntamente quasi ogni giorno spronava Endymion verso Rocca Cesta, per adempiere al suo incarico di Apprendista Araldo.
Tale impiego la rendeva estremamente felice, ed infatti al momento, nella sua vita, l'unico punto d'insofferenza era rimasto Livorno.

Le soste nella sua città avevano un peso fastidioso, il tedio dominava la sua mente e l'unico luogo in cui si sentiva bene era l'interno delle mura della sua amata Fortezza, con sua Madre, i suoi piccoli fratelli nati da poco, Vittorio, Agnese e gli altri domestici.
Cominciò in quei giorni a comprendere cosa avesse spinto i suoi antenati a partire e non far ritorno.

L'unico modo per distoglierla da quell'insofferenza, era viaggiare.
Le città fiorentine era tante e lei ancora non aveva avuto il piacere di visitarle tutte, così decide che l'avrebbe fatto: il suo viaggio sarebbe iniziato da Piombino e terminato a Montepulciano.

Doveva solo attendere di aver adempiuto al suo ruolo, che la prevedeva a Firenze, nella Sala dei Giuramenti di Palazzo Vecchio, al termine della Cerimonia d'incoronazione del nuovo Signore Luca Osvaldo Pitti, ad opera di sua Eminenza il Vescovo Profeta, nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Tornò con questi pensieri quella sera a ClaraLuna, ove chiese ad Evaristo di sellare il suo cavallo, ed attese.

2 Dicembre

Vindrveraly ha scritto:
[hrp]Livorno, Fortezza di ClaraLuna, piano superiore[/hrp]

Ciondolò per qualche istante davanti la porta.
Aveva riflettuto molto durante il soggiorno a Piombino.
La decisione era presa.."La decisione è presa", continuava a ripetere a se stessa.
Ma c'era sempre quel qualcosa che non la convinceva.

Osservò quella porta in legno scuro, le rifiniture in legno chiaro.
La sfiorò delicatamente, ma poi con gesto deciso, batte per tre volte le nocche della mano destra su quella porta inerme.

Che ne poteva sapere lei di quello che pensava davvero Vera, se essa stessa non ne aveva idea, se non qualche pezzo di un sogno incerto.
Era una porta, nulla più, che conduceva però da una persona molto importante.

Mentre abbassava la maniglia, cercò di immaginare la sua espressione.
Sorpresa? Improbabile.
Felice? Possibile.
Preoccupata? Impossibile, ormai conosceva sua figlia e sapeva che era in grado di badare a se stessa, o quel che è più importante, sapeva che, in caso, non avrebbe atteso nel chiedere aiuto.

Avanzò di un passo, e cercò di trovare il suo miglior sorriso, prima di esordire con:

Maman, buongiorno!
Ti disturbo?

Cele ha scritto:
Aurora stava finendo di pettinarsi e di sistemare i lunghi capelli castani nella crocchia.

Vittorio era uscito presto quella mattina. Aveva ricominciato ad occuparsi di politica e questo lo impegnava non poco.

Ernestino, nella culla, dormiva beatamente.
Un po' di tranquillità.

Bussarono alla porta, il tocco era fin troppo familiare.
Aurora sorrise da sola allo specchio.


Entra tesoro.

Non si stupì affatto quando vive il visetto di Vera affacciarsi dentro, solo lei bussava tre volte alla sua porta per annunciarsi.

Buongiorno tesoro mio, vieni.

Vindrveraly ha scritto:
Nella stanza, una calda luce entrava dalle finestre, ed una strana aria di tepore e pace si propagava, lentamente, raggiungendo anche Vera.

La madre stava curando i suoi capelli castani, mentre Ernesto dormina lì accanto nella culla.

Si fermò qualche momento a contemplare la scena.
Una madre meravigliosa ed una moglie felice, chissà se anche lei sarebbe stata così fortunata?

Le si avvicinò, schioccandole un bacio sulla guancia.

E dopo qualche istante, prese la parola, ma piano e lentamente, così da non rischiare che suo fratello si svegliasse.

Maman, il soggiorno a Piombino è stato piacevole sai?
E quella.. si quella sarebbe per me una buona meta ove trasferirmi!

Ma come ben sai, prima vorrei accompagnare Leslie, a Pistoia, assieme a zio Alexander e Francesco.. ed una volta tornata, vorrei radunare i miei averi e parire alla volta di Piombino.
Da lì dovrei andare un paio di giorni nella Repubblica di Siena, o comunque mi piacerebbe farlo, già che sono Ambasciatrice, mi rendo utile anche così!


Rise e la guardò.

Che ne pensi?
Tu.. tu hai progetti?


Sorrise, ed iniziò a giocare con i fogli che aveva con se.
Aveva sempre dei fogli di pergamena con lei, come se fossero una sorta di scrigno dove rinchiudere quelle farfalle impetuose e fuggenti che erano i suoi pensieri.

Cele ha scritto:
    Aurora ascoltò la figlia, non smise nemmeno per un attimo di sorriderle.
    Sapeva fin troppo bene che nell'animo di quella ragazza c'era qualcosa di irrequieto che stava solo aspettando il momento opportuno per venire fuori.
    Infatti non si stupì delle parole della figlia.
    Fermò il suo gioco con gli immancabili fogli e le prese le mani tra le sue.

    Dietro la figlia la culla di Ernesto.
    Aveva davanti a sé due pezzi del suo cuore.
    Non aveva mai attraversato un periodo più sereno.
    Con accanto il marito, ritrovato dopo molti mesi di lontananza, e i suoi figli.


    In realtà a me e Vittorio un progetto era venuto in mente, e te ne volevo parlare. La guardò non smettendo di sorridere.

    Come ben sai io ho le mie proprietà qua a Livorno. Sempre qua ho il mio mulino.
    Allo stesso modo Vittorio ha le sue proprietà a San Miniato, e sempre lì ha la sua macelleria.
    Ecco... ora la famiglia si è allargata
    i suoi occhi caddero sulla culla.

    I piccoli gemelli ci danno un bel po' da fare e Vittorio non può allontanarsi da noi per far visita alla sua città natale e alle sue proprietà.
    L'altra sera abbiamo parlato molto di questo.


    Si fermò un attimo prima di procedere. Accarezzò i capelli corvino della figlia. Sì insomma, una famiglia dovrebbe stare sempre insieme,
    vivere sotto lo stesso tetto o comunque nella stessa città.
    E questa residenza "diversa" non ci aiuta a sentirci uniti tanto quanto in realtà non lo siamo.

    Ebbene tesoro, anche noi ci trasferiremo. Almeno questo è quello che avevamo pensato ed è quello di cui volevo parlarti giusto oggi.
    Finito il mio lavoro da Capitano della Milizia e vendute le mie proprietà, e Vittorio le sue ovviamente,
    avevamo pensato di partire per un viaggio all'interno della Repubblica, visitare tutte le città, e decidere così, spinti dal cuore,
    la città in cui andare a vivere tutti insieme.
    Per ricominciare partendo da noi.


    Guardò le sue mani intrecciate a quelle della figlia.
    Ernesto si mosse leggermente emettendo un suono, chissà cosa sognava.


    Lo so, è una novità importante. Sono a Livorno da sempre.
    Ma è il momento di pensare a Voi.
    Sei tu ora che devi dirmi che ne pensi.
    Follia?

Vindrveraly ha scritto:
Annuì e sorrise, ma poi quando la madre le rivelò:

"Ebbene tesoro, anche noi ci trasferiremo."

Gli occhi le brillarono, e strinse forte le mani di sua madre.
Ancora incredula delle sue parole, rimase ad ascoltarla, finchè Ella non concluse con:

"Sei tu ora che devi dirmi che ne pensi.
Follia?"


Scosse il capo, prima ancora di iniziare a parlare.

No.. no.. certo che no! - Non riusciva a crederci, fino in fondo.
Sua madre, Vittorio i suoi piccoli fratelli.. quella che era ora la sua famiglia.. vivere tutti assieme. Magnifique, tres tres tres magnifique!
Oh madre mia, a stento ci credo!
Verrò con voi!
Si, verrò assieme a voi per le città della repubblica, quando avrete venduto le vostre proprietà!
Vivervi accanto sarebbe la gioia più grande per me!


Sorrise, ancora e ancora, non riusciva a smettere di farlo, tanto era piena la sua felicità.

Pistoia, Siena, e poi .. Ovunque! esclamò lanciando le braccia in aria, ridendo.

Spero che riuscirete a trovare compratori in breve tempo, ma se così non fosse, non importa, vi aspetterò!

Guardò lei, e poi suo fratello, e con un gran sorriso ribadì:

Vi aspetterò!

Cele ha scritto:
    Parli davvero? Ora sì che Aurora era sorpresa.
    La sua adorata Vera sarebbe andata a vivere con loro, davvero non se lo aspettava.
    Anche perché Vittorio era riuscito a vendere i campi ma, ahimé per lei, ancora nessuno si era fatto avanti per acquistare le sue proprietà.


    Non so quanto ci vorrà tesoro, anche perché dovrò finire il mio lavoro da Capitano. Ma ti giuro che proverò a fare il prima possibile.

    Le strinse ancora di più le mani e poi la abbracciò sussurrandole un sentito Grazie!

Vindrveraly ha scritto:
"Parli davvero?"

Annuì, convinta.

Mai stata più seria!

Sorrise, mentre la madre continuava

"Non so quanto ci vorrà tesoro, anche perché dovrò finire il mio lavoro da Capitano. Ma ti giuro che proverò a fare il prima possibile."

Fa nulla, maman! Ho atteso più di un anno per decidere definitivamente di trasferirmi, figurati se non posso attendere qualche mese!
E poi con i miei impegni, nemmeno mi accorgerò del tempo che passa!


Mentre la madre l'abbracciava, sussurrandole un "Grazie!", del tutto ricambiato dalla giovane, Vera le disse:

Dunque, ora che te l'ho detto mi sento mooolto più serena, sai? sorrise e guardò fuori dalla finestra, Domani parto per Pistoia, devo portare i tuoi saluti a qualcuno?

Cele ha scritto:
    Stai attenta per la strada eh si raccomandò con la sua bambina.

    Beh... salutami tutti i Pistojesi che conosco, la lista sarebbe davvero lunghissima.
    Un abbraccio davvero a tutti e invitali qua. Casa nostra è sempre aperta per i nostri amici.


    Evaristo intanto aveva bussato e fatto capolino nella camera.


    Donna Aurora, è passato di qua Messer Tiburon,
    ha voluto vedere il Vostro appezzamento dedicato alla coltura di mais e ha deciso di acquistarlo.
    Ha già firmato le carte relative al passaggio.


    Aurora guardò con gli occhi illuminati di gioia la figlia Ci siamo!! Ringraziò Evaristo che velocemente ritornò alle sue mansioni.

Vindrveraly ha scritto:
"Stai attenta per la strada eh"

Annuì di rimando Zio Alexander, baderà a me, vedrai, e lo farà nell'unico modo che conosce.. il migliore!

Rise a continuò ad ascoltare la Madre.

"Beh... salutami tutti i Pistojesi che conosco, la lista sarebbe davvero lunghissima.
Un abbraccio davvero a tutti e invitali qua. Casa nostra è sempre aperta per i nostri amici."


Naturalmente, madre mia, lo farò!

Fu in quel momento che Evaristo entrò nella Stanza.
Vera gettò lui uno sguardo furioso, dopo tutti questi anni ancora non aveva imparato che si attende di essere ricevuti.

"Donna Aurora, è passato di qua Messer Tiburon,
ha voluto vedere il Vostro appezzamento dedicato alla coltura di mais e ha deciso di acquistarlo.
Ha già firmato le carte relative al passaggio."


Disse, e Vera sorrise guardando la madre.
La sfuriata che doveva ad Evaristo, con quella notizia si era attenuata, ma comunque avrebbe parlato con lui, riguardo i suoi modi poco consoni.

"Ci siamo!!" esclamò la madre, e Vera tornò ad occuparsi di lei, mentre con la coda dell'occhio vide Evaristo sparire da dietro la porta.

Visto, maman? E tu che ti preoccupavi!
La fortuna è dalla nostra, ben presto intraprenderemo il nostro viaggio!


L'abbracciò forte, e prima che Ernesto si svegliasse, alzandosi disse:

Mi piacerebbe restare a festeggiare, ma devo ancora preparare alcune cose per il viaggio!
Ci vediamo questa sera a cena, e poi.. al mio ritorno da Pistoia!


Le schioccò un bacio, accarezzò il fratello, e si avviò verso la porta.
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MessaggioTitolo: Re: [Gdr] Ovunque Andremo   Ven 01 Giu 2012, 21:29

8 Dicembre

Vindrveraly ha scritto:
Erano partiti, dopo un abbondante pasto.

"Prima arriviamo, prima torniamo!" avevano deciso, mentre si lasciavano alle spalle la Torre di Matilde.

E giunti a Pisa, avevano deciso di fare una breve sosta, prima di riprendere il cammino.

Stava legando Endymion per entrare in una locanda, quando una goccia ghiacciata le aveva sfiorato la mano.

"Piove?" pensò, e guardando in alto vide un cielo plumbeo, che dopo qualche istante si riempì di infinitamenti piccoli, fiocchi bianchi.

Il suo voltò si illuminò.
C'era qualcosa di magico nella prima neve, e in quella dopo, e in quella dopo ancora.
Ogni volta che nevicava per Vera era uno spettacolo irripetibile, e quella volta la prima neve dell'anno la colpì a Pisa.

Chiuse gli occhi per un istante e ricordò la prima volta che aveva visto la neve...




"Vera, Vera non correre, vieni qui!"

Gridò una donna, mentre correva dietro una bambina, ma la piccola non ascoltava le parole di Suor Marta, e continuava a correre sola verso il portone dell'abbazia.

Oooooh disse, fermandosi all'improvviso, pochi passi dopo l'uscita.
Il piccolo volto avorio, e i grandi occhi azzurri, erano rivolti verso il cielo.

La bimba dai capelli corvini, rise.

Cosa.. cosa quello? disse, indicando col ditino un fiocco che le si era posato sulla mano Uh! Non c'è più! Pecchè?

Chiese triste, quasi in lacrime.

"Oh mia piccola Vera" disse Suor Marta, mentre la copriva con un mantello e la prendeva in braccio "Quello è un fiocco di neve, vedi com'è bianco in cielo?
E' uno dei miracoli che l'Altissimo dona a noi uomini!
Esso tocca terra e ricopre col suo manto morbido ogni cosa.. non v'è luogo che gli sfugga!"


E.. e pecchè oggi sta qui?

La donna rise e le schioccò un bacio sul naso.

"L'Altissimo così ha deciso, e noi non possiamo far altro che pregare e ringraziarlo per questo gioioso momento.. tra poco sarà il Santo Natale, e la neve ne preannuncia l'arrivo"

La posò a terra e le porse la sua mano.

Ma.. ma.. come fa? chiese perplessa la bimba, stringendole la mano. La donna la guardo sorridendo

"Oh Vera, fai sempre così tante domande tu! Egli lo fa e basta.. non è meraviglioso?" e mosse qualche passo per rientrare all'interno, ma la bambina si oppose.

Pecchè non rimaniamo qua? .. solo un altro po'!
Peeel favoleee!


"Vera non possiamo uscire.. abbiamo molte cose da fare, ad esempio è quasi giunta l'ora di recarci alla Santa Messa"

Ma.. ma io volio andare la! battè i piedi a terra ed indicò il fumo dei camini della vicina città.

"Piccola mia, sono sicura che un giorno vedrai la neve stando in qualche bella casa in una grande città con accanto una famiglia che ti ama .." la prese in braccio ".. ma per il momento, dobbiamo andare a ringraziare l'Altissimo!"

Non fece storie, non lo faceva mai.
Per farla stare tranquilla bastava dirle qualcosa che riguardasse il suo futuro e Vera cominciava a pensare a quello che sarebbe stato, in silenzio.

Si voltò soltanto, sbirciando con lo sguardo, sopra la spalla di Suor Marta, la neve che continuava a scendere lenta, mentre le porte dell'Abbazia si chiudevano dietro di loro...




Endymion le sfiorò il braccio.
Era trascorso più tempo del dovuto, lei si era coperta di neve ed il tempo di ripartire era già giunto.

Scrollò il mantello e slegò il suo cavallo, avviandosi poi verso le porte di Pisa.

L'indomani si sarebbero svegliati a San Miniato.

9 Dicembre

Vindrveraly ha scritto:
La sosta a Miniato era stata breve, così come sarebbe stata quella nella Capitale.

Ma per Vera fu davvero piacevole trascorrere qualche momento in allegria, assieme a sua sorella Giulietta e alla sua amica Dejanira, riuscendo a conoscere Ser Milan Gurovic, e ad incontrare per qualche istante il Conte Riccardo d'Altavilla.
Purtroppo oberata da alcuni impegni, non potè godersi il tempo restante.

Verso pomeriggio ripresero il viaggio e verso tarda sera giunsero in Capitale, tanto che decisero di trascorrere una notte nella Locanda di Firenze.
Contrattando per un po' il prezzo, giunsero ad una cifra ragionevole per tutti.

Versato il ducato, andò nella sua stanza a Firenze, la cui finestra si affacciava sulla Piazza principale.
Prese allora una sedia, e guardò la neve scendere dal cielo.
Dopo un po' si addormentò.

Risvegliatasi sulla sedia, fece fatica ad aprire gli occhi e mettersi in piedi, tanto le dolevano gli arti.
Vi riuscì a fatica e dopo vari tentativi, ma era contenta, quella notte anche se in condizioni peggiori di una sella di cavallo, alla quale era abituata, aveva riposato serenamente.

Prese mantello, coprispalle ed uscì fuori.
Firenze era magnifica, come sempre, e tra case innevate, bimbi che giocavano, mercati, nobili signori e contadini, scrutò dalle finestre di una Taverna, una figura famigliare.

Entrò, e fece cenno all'oste di portarle qualcosa di caldo.
Più si avvicinava, più riconosceva i capelli corvini e la figura femminile, che aveva innanzi ora.

Tessina mia! esclamò, sedendosi al tavolo, senza chiedere consenso Non avrei mai sperato di incontrarti qui nella Capitale!
Sono davvero felice di vederti e sopratutto di vedere che stai bene, cugina mia!


L'oste giunse a portarle del vino, e lei chiese un altro bicchiere per la cugina.

Non mi lascerai bere sola, spero! disse ridendo, e poi le chiese, sorridendo Allora mia adorata, come sta andando il tuo viaggio?

Contessaromana ha scritto:
"Tessina mia!" esclamò, la cugina sedendosi al tavolo, "Non avrei mai sperato di incontrarti qui nella Capitale!"
"Sono davvero felice di vederti e sopratutto di vedere che stai bene, cugina mia! "

Sorrise "è così tanto che non ci vediamo, eppure sempre qui in giro siamo, sono felice che anche tu stia bene!!!"

L'oste giunse a portare il vino per Vera che chiese un altro bicchiere per me.

"Non mi lascerai bere sola, spero!"le disse ridendo, e poi le chiese, sorridendo "Allora mia adorata, come sta andando il tuo viaggio?"

Alessandra fece un sospiro "Cugi il viaggio sta andando bene, ma credo che presto mi allontanerò da Firenze per un po', te ne avevo parlato tempo fa di quel viaggio...tu invece? Vedo che lavori molto adesso, sono contenta di saperti impegnata " le disse mentre tamburellava con le dita sul tavolo

Vindrveraly ha scritto:
Alessandra fece un sospiro, e mentre tamburellava con le dita sul tavolo, le disse

"Cugi il viaggio sta andando bene, ma credo che presto mi allontanerò da Firenze per un po', te ne avevo parlato tempo fa di quel viaggio...tu invece? Vedo che lavori molto adesso, sono contenta di saperti impegnata "

Oh, ti ringrazio!
Come ben sai il lavoro mi aiuta a non pensare, quindi cerco sempre di essere impegnata quanto più possibile..


Un sorriso amaro le apparve in volto, ma subito lasciò posto ad uno gioioso.
L'oste aveva portato il secondo bicchiere, e così Vera velocemente, li riempì entrambi.

Alzò il bicchiere, agitando la rossa bevanda all'interno, esclamò Ai viaggi, dunque!

Lo mandò giù tutto d'un fiato.

Mentre se ne versava dell'altro, continuò

Allontanarsi un po' da tutto questo.. agitò una mano in aria fa sempre bene.. io sono la prima che l'ha sempre fatto!

Rise, ma poi curiosa le chiese

Ma dimmi, hai già scelto dove andare?

Il suo sguardo si soffermò sulla cugina, mentre continuava ad agitare il vino.

A me piacerebbe tornare qualche dì a Milano..
Vi ho trascorso solo pochi giorni, ma mi son davvero piaciuti!


Sospirò, guardando il tavolo.

Poi, a parte il viaggio, c'è niente che vorresti dirmi?

Sorrise.
Vera, di tanto in tanto, tamburellava con le dita i tavoli, quando era nervosa, e vedendo quello stesso atteggiamento nella cugina, non potè fare a meno di chiedersi e di chiederle, quindi, se non ci fosse qualcosa in più..

Contessaromana ha scritto:
Oh, ti ringrazio!
Come ben sai il lavoro mi aiuta a non pensare, quindi cerco sempre di essere impegnata quanto più possibile..
sorrise sentendola parlare, sapeva benissimo a cosa si riferiva

Arrivò il secondo bicchiere Ai viaggi, dunque! urlarono bevendo il vino tutto d'un fiato.

Ma dimmi, hai già scelto dove andare?

Alessandra continuava ad agitare il bicchiere pieno

"A me piacerebbe tornare qualche dì a Milano..
Vi ho trascorso solo pochi giorni, ma mi son davvero piaciuti!

Poi, a parte il viaggio, c'è niente che vorresti dirmi? "


Vera la riempì di domande a raffica mentre lei quasi neanche l'ascoltava
"Si vorrei andare verso Genova o Milano, non so ancora precisamente dove" sorseggiò un po' di vino "Niente di importante" le sorrise

Dopo qualche minuto di silenzio guardò la cugina e si mise a ridere "Allora tu invece dove stai andando? Ti trasferisci?"

Vindrveraly ha scritto:
"Si vorrei andare verso Genova o Milano, non so ancora precisamente dove"

Vera annuì.
La scelta, quando non si ha una meta precisa, è decisamente troppo vasta anche solo per ipotizzarla.
Solitamente, in viaggio, le decisioni arrivano in cammino, come se ti seguissero passo passo e non potessi far altro che seguirle.

Si versò altro vino.

"Niente di importante" le rispose.

Vera la guardò in silenzio, pensando quanto fosse relativo il termine "importante", accanto alla parola "niente".

Rinvenne dai suoi pensieri quando la cugina iniziò a ridere, chiedendo

"Allora tu invece dove stai andando? Ti trasferisci?"

Sorrise, mentre riempiva il quarto bicchiere.

Vado a Pistoia, per il momento, poi torno a Livorno, prendo le mie cose, e prima di andare a Siena, rendo ufficiale il trasferimento a Piombino..
Del resto la Residenza per me non è mai contata tanto, è solo un luogo dove far recapitare le tue lettere.. del resto un uomo è dov'è il suo cuore, non dove è il suo corpo.


Rise.

Niente di importante eh? si massaggiò il collo qualche istante.

La notte passata sulla sedia l'aveva distrutta.

Viaggi in compagnia? chiese, mentre il quinto bicchiere, colmo della bevanda color rubino, terminava lentamente.
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MessaggioTitolo: Re: [Gdr] Ovunque Andremo   Ven 01 Giu 2012, 21:33

Contessaromana ha scritto:
"Vado a Pistoia, per il momento, poi torno a Livorno, prendo le mie cose, e prima di andare a Siena, rendo ufficiale il trasferimento a Piombino..
Del resto la Residenza per me non è mai contata tanto, è solo un luogo dove far recapitare le tue lettere.. del resto un uomo è dov'è il suo cuore, non dove è il suo corpo."


"Niente di più vero" pensò mentre beveva anche lei il quarto bicchiere e la cugina si massaggiava il collo

"Viaggi in compagnia?" posò il bicchiere e le rispose "Fino a Livorno sicuramente si,poi ho intenzione di mettere in vendita il campo e appena trovo una nave di partire da sola...ho già chiesto un po' in giro ma per le feste sarà difficile trovare qualcuno che parta" fece una pausa "Ma dimmi come mai vai a Siena?"

Vindrveraly ha scritto:
"Fino a Livorno sicuramente si,poi ho intenzione di mettere in vendita il campo e appena trovo una nave di partire da sola...ho già chiesto un po' in giro ma per le feste sarà difficile trovare qualcuno che parta"

Annuì.
"Il Santo Natale si trascorre in Famiglia" le ripetevano da piccola, e crescendo aveva Agnese che glielo ricordava.
Ma una persona, a città e città di distanza, può essere più vicina di una che vive a pochi passi.. rispondeva sempre lei.

Perchè per Livorno non ci aspetti?
Del resto dovrai attendere poco, e poi c'è anche tuo nonno Alexander.. non potresti sentirti più sicura!


Le sorrise

"Ma dimmi come mai vai a Siena?"

Oh, quello di cui discutevamo all'inizio.. impegni!
In questo caso con la nostra Repubblica, niente viaggi commerciali questa volta però..
rise, pensando alla Languedoc .. solo diplomazia e nient'altro

Con un gesto chiamò l'oste, e fece portare dell'altro vino.
Quello che avevano ormai era finito

Contessaromana ha scritto:
"Perchè per Livorno non ci aspetti?
Del resto dovrai attendere poco, e poi c'è anche tuo nonno Alexander.. non potresti sentirti più sicura!"


"Non so Vera, vorrei tornare a casa il prima possibile per sistemare delle cose"


Ascoltò la risposta di Vera poi commentò dopo aver chiesto anche del Rhum all'oste "Siena, ci ho passato i primi anni della mia vita, la ricordo ancora" abbassò lo sguardo pensando a quei ricordi ancora nitidi "La guerra...non era di certo il periodo migliore per crescere li...non ci sono più tornata sai? " sorrise "E non ho intenzione di farlo"

Vindrveraly ha scritto:
"Non so Vera, vorrei tornare a casa il prima possibile per sistemare delle cose"

Certo, capisco le sorrise.

Alessandra si preparava ad affrontare un lungo viaggio, e dato il tempo trascorso lontano da casa, era anche ovvio che non avesse sistemato nulla per quella partenza, ma Vera volle tentare lo stesso.

La cugina, in seguito chiese del Rhum all'oste, che a Vera ricordò i suoi giorni da Mozzo, e disse

"Siena, ci ho passato i primi anni della mia vita, la ricordo ancora.
La guerra...non era di certo il periodo migliore per crescere li...non ci sono più tornata sai? "


Le sorrise ed aggiunse "E non ho intenzione di farlo"

La lasciò per qualche istante, pensierosa.
Le sorrise, mentre l'oste tornava con due bottiglie, di vino, di Montepulciano ormai ne era sicura, e di Rhum.

Annuì, più a se stessa che alla cugina.
Anche lei era sempre restìa a tornare nel convento dove era cresciuta, per i ricordi dolorosi della sua infanzia.
Parlò poi, e lo fece di nuovo per se stessa

Non possono essere tutti ricordi brutti quelli che hai lì .. magari c'è anche qualcosa di bello!

Guardò la cugina.

Quando e se mai vorrai tornarci, mi piacerebbe accompagnarti, se vorrai sorrise.

E posò il settimo bicchiere, vuoto sul tavolo.

Contessaromana ha scritto:
"Non possono essere tutti ricordi brutti quelli che hai lì .. magari c'è anche qualcosa di bello!
Quando e se mai vorrai tornarci, mi piacerebbe accompagnarti, se vorrai"


Era arrivato il suo amato Rhum, si riempì il bicchiere "Se deciderò di tornarci lo saprai sicuramente cara" bevve quella delizia

Vindrveraly ha scritto:
"Se deciderò di tornarci lo saprai sicuramente cara"

Bien, bien, bien! Sorrise.

A parte viaggi e impegni, qualche notizia interessante all'orizzonte?
A parte la neve!
L'hai vista? E' semplicemente m a g n i f i c a, non trovi?
Ogni anno è sempre più bella!


Discostò la sua attenzione dalla cugina, alla finestra per qualche attimo.
Non riusciva a capire come, ma la neve rendeva ogni cosa più bella

Contessaromana ha scritto:
"A parte viaggi e impegni, qualche notizia interessante all'orizzonte?
A parte la neve!
L'hai vista? E' semplicemente m a g n i f i c a, non trovi?
Ogni anno è sempre più bella!"


Alessandra si affacciò alla finestra per guardare ancora una volta quei candidissimi fiocchi di neve con cui amava giocare quando era piccola, ogni Natale la famiglia si riuniva ed era bellissimo ritrovarsi tutti finalmente insieme...ma quest' anno sarebbe stato diverso, sarebbero mancati i suoi genitori..."Chissà magari torna in tempo" la speranza era sempre più vana ma si sa che è l'ultima a morire.
Sorrise pensando che se ci fosse stata la madre l'avrebbe sicuramente sgridata per i guai che stava combinando "tornerà...anche solo per farmi la predica" rise mentre la cugina la guardava con aria interrogativa

"Nulla cugi stavo solo pensando, nessuna notizia interessante comunque... tu invece?" le chiese mentre continuava a guardare fuori e scriveva con le dita sul vetro

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MessaggioTitolo: [Gdr] Ovunque Andremo   Ven 01 Giu 2012, 21:36

Frannymorgana ha scritto:
Natale si stava avvicinando e nel suo accampamento disperso nelle campagne bulgare Francesca pensò alla sua famiglia lontana.
Vide uscire sua figlia Fiamma dalla tenda che divideva con la loro compagna di viaggio, la sua testolina rossa scompigliata e il solito sorriso allegro di sempre.
Sorrise, con un sorriso amaro... e pensò alla e sue altre due figlie Alessandra e Samantha, alle loro grida in casa nei giorni di Natale, alla loro giornate allegre a volte anche un po' noiose.
Ma adesso quei giorni un po' le mancavano, chissà se le piccole avevano ancora bisogno di un suo abbraccio.
Ricordi sparsi...
Samy con in braccio la piccola Fiamma, Alessandra che le correva in contro chiedendole di sistemarle un fiocco, e poi Giovanni sempre serio e ubbidiente, paziente con i fratellini minori...Tutti i suoi figli April marco mandredi Michele...i suoi piccini che aveva raggiunto il paradiso solare...dei piccoli angeli.
FRancesca ricacciò indietro le lacrime, si alzò e raggiunse il colonnello in tenda. Lo trovò intento a lucidare la spada lo abbracciò e baciò sul collo.
Mi mancano gli disse mi mancano tanto. Non disse altro sapeva che lui aveva capito.

Vindrveraly ha scritto:
Erano entrambe rivolte verso la finestra, quando sua cugina iniziò a ridere senza un motivo preciso.

La guardò, e mentalmente si appuntò che Vino e Rhum non devono essere mischiati in presenza di sconosciuti, o potrebbero pensar male.
Invece nelle feste con i parenti vanno più che bene, anzi magari potrebbe essere una buona unione da far servire alla festa che stavano preparando per il ritorno a casa dello zio Alexander, unito al Santo Natale.

Comunque sua cugina volle giustificarsi lo stesso:

"Nulla cugi stavo solo pensando, nessuna notizia interessante comunque... tu invece?"

Ti dico, che mi hai appena fatto pensare a cosa servire durante la festa a ClaraLuna!

Rise e scosse il capo.

Bah, notizie interessanti.. tra due settimane abbondanti sarà eletto il nuovo consiglio.. Sai che forse sia zio Alexander che Giovanni saranno in consiglio? sorrise Spero abbiano tempo per noi ogni tanto..
Mi chiedo chi sarà eletto Principe..


Fece ruotare il bicchiere, prima di riempirlo di nuovo.

Poi pensavo ai nostri prodi famigliari che si sono avventurati ad est..
Chissà se anche lì c'è la neve..
se sono arrivati..
se stanno bene e le hanno già incontrate..


La sua voce divenne sempre più flebile.

Guardò la cugina.
Entrambe sarebbero dovute partire per quei lidi lontani, assieme ad altri famigliari, ma per diversi motivi erano rimaste a Firenze.

Bevve d'un sorso, la bevanda, sperando che la riscaldasse dentro.

Contessaromana ha scritto:
Bah, notizie interessanti.. tra due settimane abbondanti sarà eletto il nuovo consiglio.. Sai che forse sia zio Alexander che Giovanni saranno in consiglio? sorrise Spero abbiano tempo per noi ogni tanto..
Mi chiedo chi sarà eletto Principe..

"Si, vedremo..." bevve un altro bicchierino di Rhum


"Poi pensavo ai nostri prodi famigliari che si sono avventurati ad est..
Chissà se anche lì c'è la neve..
se sono arrivati..
se stanno bene e le hanno già incontrate.. "

Sarebbero dovute andare anche loro "Già, ci scriveranno sicuramente vedrai... credo che di neve ce ne sia tanta da quelle parti"
Ma infondo era andata bene comunque quel periodo era stato illuminante per Alessandra e non si pentiva della sua scelta

Vindrveraly ha scritto:
"Già, ci scriveranno sicuramente vedrai... credo che di neve ce ne sia tanta da quelle parti"

Oh, tanta! guardò di nuovo fuori.

La neve cadeva, lentamente.

Bè spero vivamente riescano ad inviarci, tramite qualche messo, almeno una missiva.. o al loro ritorno, troveranno una cugina molto arrabbiata!

Rise.
In quei giorni, le mancavano particolarmente.

Contessaromana ha scritto:
"Bè spero vivamente riescano ad inviarci, tramite qualche messo, almeno una missiva.. o al loro ritorno, troveranno una cugina molto arrabbiata!" risero insieme, il tempo era passato velocemente e si era fatto tardi,ed era già buio

"Vera per me è l'ora di andare, domani devo partire... ci vediamo a Livorno allora e grazie della compagnia" sorrise abbracciandola forte

Continuava a nevicare... Alessandra lasciò qualche ducato e si alzò dal tavolo...si diresse verso l'uscita coprendosi col mantello e cappuccio, faceva molto freddo ma la neve era bellissima...

Vindrveraly ha scritto:
"Vera per me è l'ora di andare, domani devo partire... ci vediamo a Livorno allora e grazie della compagnia"

Annuì, si alzò e ricambiò l'abbraccio.

Si in effetti, mi staranno aspettando.. ci vediamo presto cugina mia!
Grazie a te!


Le sorrise, mentre la vedeva dirigersi verso l'uscita.

Chiamò l'oste per sapere quanti ducati gli doveva, e attese, stringendo il bicchiere, con lo sguardo rivolto fuori dalla finestra.
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MessaggioTitolo: Re: [Gdr] Ovunque Andremo   Ven 01 Giu 2012, 21:46

14 Dicembre

Vindrveraly ha scritto:
Una promessa, è una promessa, e lei detestava non mantenere la parola data, specialmente se ad un suo famigliare.

Firenze, Pistoia, di nuovo Firenze, dove aveva partecipato alla Cerimonia d'insediamento del nuovo ArciVescovo, che poi aveva anche incontrato nella Locanda della Capitale.

Da lì a San Miniato, di nuovo da sua sorella Giulia, alla quale aveva promesso di partecipare ad un ballo organizzato da lei.
Il viaggio a Siena sarebbe saltato, ma non le importò, anzi, era contenta di trovare già un nuovo viaggio per il nuovo Anno Domini, il 1460.

Adorava le cifre tonde, e quelle dispari.
Tante le cose che adorava, poche quelle che amava davvero.

Quel giorno si trovava già a Pisa, l'indomani avrebbe fatto ritorno a Livorno e poi subito verso Piombino.
Da lì, di nuovo a San Miniato, senza tralasciare i suoi doveri a Rocca Cesta.

Sorrise, le sembrava tutto così semplice, mentre a passo lento lei ed Endymion seguivano il gruppo.

Guardò il cielo.

Oh, di nuovo la neve

15 Dicembre

Vindrveraly ha scritto:
C'est ne pas possible..no no continuava a scuotere il capo, davanti a quella missiva, poi lo rialzava e quel giovane dai capelli castani era davvero lì.

L'aveva portato nel suo studio, Evaristo in ritorno da Pisa, rivelandole che era sbarcato già da giorni da una nave proveniente dalla Spagna, diretta in Terra di Lavoro.

Sapendo poco, dell'italica lingua, sopratutto quella fiorentina, aveva tentato di cercare Vera, senza riuscirci.
Alla fine, l'aveva incontrato Evaristo, che, per puro caso, o per lo meno così aveva affermato, si era ritrovato a girovagar nei bassi fondi del porto, lì dove abbandano le bettole.

Il ragazzo, derubato dei suoi averi, tranne della missiva che aveva nascosto bene, giaceva al suolo accanto ad una botte piena d'acqua piovana, con aria assente.

Evaristo, compatendolo, si era fermato per aiutarlo, visto che un po' di francese l'aveva appreso e quello, dopo una cena abbondante, senza indugio gli aveva mostrato la lettera di suo nonno, il motivo per cui era a Firenze.

Ed ora, eccolo la, mentre ciondolava con lo sguardo rivolto al soffitto dello Studiolo di Vera.

Emile, aveva detto di chiamarsi, ed era il nipote dell'uomo che era stato accanto a Vera, dalla scomparsa di Etienne, e che l'aveva protetta con un servitore fedele e padre amorevole.
Avevano continuato a scriversi costantemente, dopo che Vera l'aveva lasciato tornare nel suo amato Regno di Francia, precisamente nella cittadina di Rochelle.

Ed ora, ecco che oltre la solita missiva, giungeva con essa addirittura suo Nipote!

Il perchè era scritto nella lettera:

"... Mia cara e dolce Signora, a Voi, con questa mia, invio mio nipote, Emile de La Rochelle, lì nelle terre Florentine, nella bella Italia, affinchè Voi possiate riavere l'aiuto che, con la mia partenza, è venuto a mancare alla Vostra persona, e possiate, col volere divino, inculcare in questo benedetto ragazzo un po' di quell'amore per il bello, per le arti e per la poesia, presenti a Firenze..."

".... Ho cresciuto io stesso, Maestro d'Armi e Vostro umile servitore, mio Nipote, per questo l'ho inviato al Vostro cospetto...."

"..."

" So che avete il desiderio di lasciare ClaraLuna, quindi Vi servirà un nuovo messo per le Vostre lettere, al posto di Evaristo, ed un nuovo servitore che si occupi dei Vostri campi e delle Vostre botteghe, al posto di Gildo ..."


Venti pagine, scritte con la stessa cura e lo stesso amore che Fabien faceva trasparire dalle sue parole per il nipote.

Le pose poi sulla sua scrivania e si fermò a contemplare la figura del giovane.
Gli abiti, donatigli da Evaristo gli stavano grandi, nonostante fosse molto alto per la sua età e gli conferivano un aria buffa, del tutto in contrasto con lo sguardo fiero e serio che aveva negli occhi.
Stesso sguardo e portamento, che aveva il vecchio Fabien, quando l'accompagnava nelle sue lunghe "passeggiate", come le chiamava lui.

Sulle prime, voleva farlo tornare in Francia, ma la lettera di Fabien, alla quinta lettura approfondita le aveva fatto cambiare idea.

Bienvenue à ClaraLuna, Emile

Gli disse, passandogli accanto.

Chiamò Evaristo e ordinò lui di occuparsi del giovane, e fargli apprendere i suoi nuovi obblighi e doveri, lei, nel frattempo, si sarebbe occupata del viaggio e della nuova casa.

16 Dicembre

Vindrveraly ha scritto:
[rp]C'era una volta..
un gatto un pò speciale, che nel corso dei secoli era morto e rinato più
di un milione di volte.

Era stato allevato da generazioni di uomini verso cui non aveva provato
che indifferenza.

Non temeva la morte.

A un certo punto decise di diventare un libero gatto randagio;
incontrò una bella gatta bianca e vissero felici e contenti.

Passarono gli anni e la sua candida compagna, ormai vecchia, si spense.
Lui pianse per più di un milione di volte, e poi la seguì.

Non rinacque più ...
[/rp]

Sospirò chiudendo quel libro e posandolo nella cassa dove aveva posto tutti gli altri, che per anni erano stati lasciati nelle sue stanze.
Ora finalmente, sarebbero stati posti su ripiani di librerie presenti nella nuova casa di Vera a Piombino.
O almeno così la giovane sperava.

Aveva avuto un breve scambio epistolare con Thornes de Martini, colui che deteneva le chiavi del Catasto durante l'assenza della sua curatrice.
Ed aveva scelto, alla fine, l'abitazione consigliatale, sul lago Rivellino, nel quartiere di Vignale.

Il carro era pieno, così come le casse ed i bauli al suo interno.

Prese Fides, e lo diede in braccio a Betta, la sua nuova domestica, cugina di Fiorenza, ed con un gesto ordinò ad Emile di far partire il Carro, lei li avrebbe seguiti con Endymion.

"Mia Signora, ne siete sicura?" aveva chiesto Evaristo, dando voce agli sguardi perplessi degli altri, a quella sua decisione.

Lei l'aveva guardato e sorridendo, risposto

Ricordati di portarmi quei libri che ho lasciato qui, e quel baule nella mia stanza poi guardando Betta ed Emile aveva detto Vit, vit, la strada è lunga!

Black96 ha scritto:
Alexander aveva saputo da poco della partenza imminente di Vera per Piombino.
Sapeva che sarebbe andata da sola e a lui non andava bene che sua nipote facesse un così importante viaggio da sola.
Quel viaggio significava per lei un passaggio ad una vita nuova, una tappa importantissima per la sua vita.

Saltò in groppa a Nox e partirono velocemente per Claraluna, luogo dal quale Vera sarebbe partita.
Arrivò lì in pochi minuti e, per fortuna, vide Vera in procinto di partire.

Vera Di Luna.
Ferma !


Urlò.
E mentre tutti si voltarono per vedere chi era, egli si avvicinò alla nipote e sorridendole le disse :

Non pensavi che ti avrei fatta andare via da sola vero ?

Vindrveraly ha scritto:
Stava controllando le ultime cose, dalla sella di Endymion, luogo prediletto per ampie riflessioni, quando un urlò squarciò il silenzio che si era creato.

Vera Di Luna.
Ferma !


Rimase impietrita, mentre Endymion scosse la criniera e colpì la terra con gli zoccoli, agitato.
Chiuse gli occhi, accarezzandolo sul dorso, per calmarlo, e ripensò velocemente se aveva commesso reati di recente, mancando di rispetto a qualche Nobile.

Ma li riaprì sorridendo quando sentì una mano sulla sua spalla e quelle parole:

"Non pensavi che ti avrei fatta andare via da sola vero?"

Si portò una mano al petto, mentre con l'altra reggeva le redini del cavallo.

Oh zio adorato sei tu!
Ed io che già pensavo a qualche soldato fiorentino venuto per portarmi a Sua Signoria!
rise Si, ho una fervida immaginazione!

Si allungò poi per avvicinarsi a lui, rimanendo leggermente in bilico, per dargli un bacio sulla guancia.

A dire il vero speravo davvero mi accompagnassi tu, ma non ho osato chiedertelo direttamente per via dei tuoi impegni! abbassò lo sguardo Sono tanto felice che tu sia qui!

Black96 ha scritto:
Rise di gusto quando la nipote gli disse ciò che pensava.

Possiamo sempre deviare per il castello, la divisa la ho

Disse strizzando un occhio.
Dopodiché Vera gli diede un bacio facendo una mezza acrobazia sul cavallo.
Le sorrise sinceramente.

A dire il vero speravo davvero mi accompagnassi tu, ma non ho osato chiedertelo direttamente per via dei tuoi impegni!
Sono tanto felice che tu sia qui!


Ma come !I miei impegni vengono sempre al secondo posto, se c'è la mia famiglia !
Anche io sono felice di poterti accompagnare, ci divertiremo molto.


Fece per farle una carezza sulla testa in gesto quasi paterno.

Vindrveraly ha scritto:
"Ma come !I miei impegni vengono sempre al secondo posto, se c'è la mia famiglia !
Anche io sono felice di poterti accompagnare, ci divertiremo molto."


Le accarezzò il capo e Vera sorrise.

Come Aurora era la zia, che faceva da madre a tutti i Di Luna, Alexander era lo zio che faceva da padre.
Sorrise e sospirò.
Un padre, ecco una figura che nella sua vita era sempre stata del tutto assente, fino a diventare perfino sconosciuta.

I bauli erano stati caricati, ed il Carro era pronto per la partenza.

Mentre Betta seduta accanto ad Emile, insegnava lui qualche altra parola in fiorentino, Vera scosse le briglie di Endymion, il segnale per lui che gli intimava di iniziare a camminare.

Si mise davati al carro e fece segno ai due di iniziare a muoversi, poi si spostò ed andò accanto a suo zio, mentre il carro superava i cancelli di ClaraLuna.

Domani saremo a Volterra sorrise Hai amici lì, zio? Lo chiedo perchè potresti approfittare per salutarli e noi per fare una sosta!

Rise e guardò il cielo preoccupata.

Black96 ha scritto:
Il gruppetto partì.
Alexander notò che Vera aveva alcuni pensieri che le vagavano per la mente, ma evitò di fare domande che l'avrebbero potuta mettere in imbarazzo.

Domani saremo a Volterra.
Hai amici lì, zio? Lo chiedo perchè potresti approfittare per salutarli e noi per fare una sosta!


Disse la ragazza sorridendo.

Si, conosco qualcuno e sarà bene fare una piccola pausa.
E' da molto tempo che non vado a Volterra.
E tu sei contenta ?


Poi le mise un braccio in modo da circondarle le spalle per farla rilassare.

Vindrveraly ha scritto:
"Si, conosco qualcuno e sarà bene fare una piccola pausa.
E' da molto tempo che non vado a Volterra."


Ah, bene! Poi in serata ripartiamo per Piombino e siamo arrivati!

"E tu sei contenta ? "

Lo guardò per un lungo istante.
Era la prima volta in quei giorni che si soffermava a pensare se fosse contenta davvero.
Si stava finalmente per trasferire, ricopriva incarichi che amava, ed era contenta di riuscire ad aiutare alcuni ove possibile, poi si stava avvicinando il Santo Natale.
Ma forse quell'anno non l'avrebbe festeggiato a ClaraLuna, i suoi amati cugini erano dall'altra parte del mondo e anche quest'anno lei si sarebbe sentita, in parte, sola.

Sospirò.

Si.. io credo di si, zio

Gli rivolse un sorriso.

Oltrepassati, quindi i Cancelli della Fortezza, superarono la casa di Helena e Marco, poi presero la via ad est, che conduceva a Volterra.
Fu un viaggio abbastanza tranquillo, merito della neve che scendeva lenta e rendeva ogni rumore ovattato.
Lungo il cammino scorsero alcune figure che si proseguivano nella loro stessa direzione, alcune delle quali, a Vera, parvero conosciute.

Raggiunsero poi la città e si fermarono a riposare.

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MessaggioTitolo: Re: [Gdr] Ovunque Andremo   Ven 01 Giu 2012, 21:48

19 Dicembre

Black96 ha scritto:
Finalmente erano giunti a Piombino dopo una breve sosta a Volterra.

Alexander decise di rimanere qualche giorno lì, per rimanere accanto a Vera in questo suo momento importante.

Mi porti a vedere casa ? Le disse all'improvviso, sorridendo e aspettando una risposta dalla nipote.

Vindrveraly ha scritto:
Piombino, finalmente.

Vera chiuse gli occhi e respirò a fondo.

Aria gelida le entrò dentro, riempiendo i polmoni, e brividi iniziarono a percorrerle tutto il corpo, ma rimase calma, immobile, mentre Endymion avanzava seguendo gli altri.

"Mi porti a vedere casa ? "

Chiese suo zio, all'improvviso, Vera si riprese e mostrando il suo miglior sorriso rispose

Ma certo! E' lì nel Quartiere di Vignale!

Prese dalla sua sacca, la mappa che gentilmente le era stata data da Ser Thornes, e la diede a suo zio.

Black96 ha scritto:
Alexander prese la mappa sorridente.

Bene, allora andiamoci subito !
Voglio vedere proprio com'è !


Disse tutto euforico, come se stesse trasferendosi lui.

Vindrveraly ha scritto:
"Bene, allora andiamoci subito !
Voglio vedere proprio com'è !"


Sorrise e raggiunsero la Piazza del Municipio, superando poi il Monumento ad Andranda, affiancarono il Parco Pubblico, ed il lago.
Davanti ad esso, vi era la casa al numero 62.

Finestre richiuse con pezzi di legno, ed edera che si arrampicava lungo gran parte della casa, rinchiudendola come in una morsa.

Scesero tutti e quattro, dai cavalli e dal carro, e Emile andò avanti aprendo la porta della casa.

All'interno vi erano pochi oggetti, qualche sedia, un tavolo.

Era disposta su due piani.
Al piano inferiore vi era una grande stanza, ben illuminata con un gran camino, da qui poi si accedeva alla cucina, e in due altre piccole stanze, in bella mostra poi vi era una scala in legno che portava al piano superiore.

Mentre Betta si recava in cucina, ed Emile ispezionava le altre due stanze
.
Vera salì al primo piano.
Un corridoio, con molte porte, abbastanza buio, fu tutto quello che riuscì a notare dando un primo fugace sguardo.
Iniziò poi ad aprire tutte e cinque le porte, partendo dalla fine del corridoio: vi era una stanza con una semplice libreria, quella di fronte aveva un tavolo, le due di fianco un letto, l'ultima non aveva nulla.

Sorrise, avrebbero avuto molto lavoro da fare.

Black96 ha scritto:
Alexander seguì la nipote in giro per la casa.

Era accogliente, molto diversa dalla fortezza Claraluna nella quale viveva fino ad adesso Vera.
Un cambiamento molto importante.

Ci sarebbe stato molto lavoro da fare, la casa era completamente da arredare, sicuramente sarebbe stato fatto in modo minuzioso conoscendo Vera.

C'è una cosa per te !
Vieni con me fuori di qui, dovrebbe essere arrivata qualcosa per te.


Arrivati all'esterno, alcuni operai assunti per l'occasione da Alexander avevano montato ed " arredato " una libreria molto grande.
A Vera piaceva leggere e quella che c'era in casa era forse troppo piccola per tutti i suoi libri.



Le sorrise.
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MessaggioTitolo: Re: [Gdr] Ovunque Andremo   

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