Il Casato Di Luna

Casato Borghese della Repubblica di Firenze
 
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 [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato

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MessaggioTitolo: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:43

Frannymorgana ha scritto:
Gaeta 12/02/1460
Era sbarcata la mattina presto, appena sua sorella Heca aveva fatto scendere la passerella.
I manirai al porto di Gaeta avevano ormeggiato la nave tirando le pesanti corde. Scese trotterellando sull'asse di legno voleva finalmente toccare la terra ferma, il suolo italico.
Per troppo tempo mancava da quelle terra e si sentiva di nuovo a casa. Respirò a pieni polmoni, poi si fece lanciare da un marinaio le sacche che aveva lasciato sul ponte.
Un uomo le si avvicinò chiedendole se volesse un aiuto. Lo guardò distratta, pensando di aver già visto quel volto sorridente, ma non ricordava proprio dove. Alzò le spalle, non era il momento di concentrarsi sugli avvenimenti del passato. Voleva solo trovare una locanda pulita dove poter mangiare qualcosa che le ricordasse la sua terra, dormire in un letto che non si muoveva e lavarsi con l'acqua dolce

Mentalista ha scritto:
Orbetello 12/02/1460

Dopo una notte di viaggio, il Generale Francesco era giunto ad Orbetello, il suo soggiorno a Siena era finito ed aveva ricevuto dal capitano, il permesso di ritornare a casa.

Alle mura della città non mancano i viaggiatori, gente che muove per entrare in città, altri che escono in direzione Grosseto, tutti avvolti da quel vento gelido proveniente dal mare.

A Francesco era mancata la sua città, e benché quel freddo tagliente fosse fastidioso, un sorriso gli colorava il viso.

Finalmente a casa...
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:44

Frannymorgana ha scritto:
Gaeta 12/02/1460

Un po' di riposo era quello che le ci voleva, ma non riusciva ad addormentarsi, stesa sul letto della locanda guarda con gli occhi sbarrati il soffitto. Si alzò in piedi, le comodità non erano fatte per lei, si diresse verso la finestra e guardò il mare.
Quante volte lo aveva guardato dalla torre di Claraluna, quante volte aveva pensato cullata dal rumore del mare.

Poi un'ondata diricordi la travolse...succedeva sempre in quel periodo dell'anno il dolore le invadeva l'anima e non riusciva a pensare ad altro.
Avrebbe compiuto 25 anni se fosse ancora qui con me. 25 anni fra due giorni

Livorno 13/02/1435

La giovane Francesca chiusa nella sua celletta del convento sedeva ad un semplice tavolo. Era in evidente stato di gravidanza, nonostante tutto quello che le era successo nell'ultimo periodo riusciva ancora a sorridere pensando alla nuova vita che stava per venire al mondo
Ti chiamero Gabriel o Gabrielle porterai il nome di tuo padre...Pochi mesi prima il suo sogno di amore si era infranto e suo marito l'aveva lasciata per sempre stroncato da una terribile malattia. Aveva due bellissimi figli e uno in arrivo.
Loro adesso erano a palazzo Claraluna sotto le cure amorevoli di Zia Cele, lei invece era lì pronta a partorire il suo terzo figlio, non vedeva l'ora di stringerlo fra le braccia.

Decise di scrivergli una lettera che avrebbe letto quando sarebbe stato adulto, una specie di eredità.

Figlio mio
quando leggerai questa lettera sarai già grande e penso che ti farà piacere conoscere i pensieri che animavano il cuore di tua madre mentre eri ancora all'interno del suo corpo.
Questo per me è stato un periodo pieno di dolore e di gioia. Tuo padre Gabriel un uomo giusto e valoro ci ha lasciati per sempre, l'altissimo lo ha voluto vicino a se perchè la sua bontà non era cosa di questa terra.
Infatti mi ha lasciato un regalo bellissimo...mi ha lasciato te.
Sei un bambino nato per amore da due persone che si rispettavano e si volevano bene, sei la testimonianza che i miracoli possono avvenire.
I tuoi due fratelli Lorely e marco ti aspettano con ansi e tutti i di Luna non vedono l'ora che tu sia in mezzo a loro per riempirti di amore e attenzioni
Sarai un bambino fortunato piccolo mio perchè il mondo ti aspetta a braccia aperte.
Tua madre
Francesca Morgana Di Luna


Gaeta 12/02/1460

Un miracolo...la sua nascita doveva esserlo invece quello che accadde il giorno di San Valentino di 25 anni prima fu solo un'enorme tragedia.
Il parto fu terribile, il travaglio di 30 ore la sfiancò a tal punto che quando il piccolo venne alla luce lei perse i sensi.
Qualche giorno dopo, quando riemerse dal buio in cui era caduta le fu detto che il piccolo era morto, fu zia a darle la notizia. Rimasero così abbracciate per lunghe ore finchè le lacrime non finirono finchè asciutta come un pozzo prosciugato non si fece portare a palazzo e lentamente riprese la vita di ogni giorno...
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:44

--Frate_anselmo ha scritto:
Orbetello 12/02/1460

Fra' Anselmo da Livorno, aspettava alle porte della città, l'arrivo del Generale Francesco.

Giunto da Livorno, si era recato ad Orbetello per incontrare il Generale.

Eccolo! - Esclamò il frate mentre nella folla, riconosceva lo stendardo Repubblicano impugnato da Francesco.

Una spallata di qua, una gomitata di la, camminare tra la folla non era semplicissimo, ed il freddo che spingeva la gente a blasonarsi, di certo non lo aiutava nel passaggio.

Dopo essersi fatto spazio, arrivò al generale dicendogli


- Figliuolo! siete voi il Generale Francesco??

Con Aria sospetta Francesco guardò il frate rispondendo

- Affermativo! In cosa posso tornarle utile?

Fra Anselmo sorrise, e disse

- Che Giovanotto che ti sei fatto! Sei diventato una montagna, ricordo ancora quando eri un pargoletto!

Fra Anselmo si commosse, ma subito si fermò riprendendo a parlare

- Ascoltami caro, io devo parlarti e consegnarti una cosa.

La curiosità persuase Francesco che, invitò Fra' Anselmo nella sua dimora, ed iniziò ad ascoltarlo.

Fra Anselmo racconto a Francesco delle sue origini, lui era nato a Livorno, un travaglio estenuante lo diede alla vita in un apparente stato di morte, ma le cure dei monaci lo avevano aiutato a riprendersi.
Gli raccontò di Giovanni delle Fiamme Ardenti, uomo generoso che lo prese con se come figlio, occultando la verità delle sue origini Livornesi.

IL racconto lasciò Francesco a bocca aperta, non sapeva se credere o meno a quel frate che, come un uragano, stava spazzando via, con le sue parole, tutte le certezze di Francesco...
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:45

Mentalista ha scritto:
Turbato dalle parole di Fra' Anselmo, Francesco seppe dire solamente

- Avevate detto di avere qualcosa da consegnarmi.. Sto aspettando!

Frate Anselmo, un po' goffamente disse

- Si si! perdonami figliuolo, ecco, leggi questa lettera, tua madre la scrisse in occasione della tua nascita, voleva che tu la leggessi una volta adulto.

I tempi sono maturi.

Coraggio, credo sia meglio ti lasci solo.

Frate Anselmo pose una mano sul capo del generale, e passò l'uscio.

Francesco aprì subito la lettera per capire di cosa si trattasse, non sapeva se sperare fosse una verità o una menzogna...


Figlio mio
quando leggerai questa lettera sarai già grande e penso che ti farà piacere conoscere i pensieri che animavano il cuore di tua madre mentre eri ancora all'interno del suo corpo.
Questo per me è stato un periodo pieno di dolore e di gioia. Tuo padre Gabriel un uomo giusto e valoro ci ha lasciati per sempre, l'altissimo lo ha voluto vicino a se perchè la sua bontà non era cosa di questa terra.
Infatti mi ha lasciato un regalo bellissimo...mi ha lasciato te.
Sei un bambino nato per amore da due persone che si rispettavano e si volevano bene, sei la testimonianza che i miracoli possono avvenire.
I tuoi due fratelli Lorely e marco ti aspettano con ansi e tutti i di Luna non vedono l'ora che tu sia in mezzo a loro per riempirti di amore e attenzioni
Sarai un bambino fortunato piccolo mio perchè il mondo ti aspetta a braccia aperte.
Tua madre
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:46

Cele ha scritto:

    La neve scendeva lenta ma insistente, la cucina era diventata il luogo di raduno prediletto, con i fuochi sempre accesi era particolarmente calda e piacevole.

    Mi ero quasi abituata a quel silenzio, quella pace e solitudine che regalava la fortezza praticamente vuota.
    La casa di Helena era ormai disabitata da mesi, anche se periodicamente andavo con Agnese per farla areare.

    Vittorio lavorava ancora, come Comandante d'Armata e Giudice, erano stati per lui mesi pieni.
    Però l'ora di cena era prossima e lui sarebbe tornato, stanco ma sorridente, da me ed Ernesto.
    Sicuramente sarebbe rientrato insieme ad Alexander, lavorando insieme ormai chiudevano gli uffici in contemporanea.

    Mi sarebbe piaciuto, come sempre, avere tutti accanto, ma ognuno aveva impegni e scelte da seguire, ed era giusto così.


    Che giorno è oggi Agnese? chiesi con un filo di tristezza nella voce.
    Sapevo benissimo che giorno era, e sapevo benissimo quale tragico evento mi ricordava quel periodo.


    Il 12 Febbraio Mia Signora mi confermò la cara Agnese mentre dava indicazioni a Fiorella per la cena.

    Guardai Ernesto seduto al tavolo intento a fare i compiti del giorno.
    Io ero stata fortunata. I miei figli stavano bene, erano lì con me, anche se lontani.


    Presti una pergamena e un po' di inchiostro alla mamma Ernestino mio? dissi sfilando una pergamena.
    Quel batuffolone mi sorrise e io gli mandai un bacino volante per ringraziarlo.





    Livorno,
    Fortezza ClaraLuna,
    12 Febbraio 1460




    Mia adorata Francesca,

    mi giunge notizia del tuo arrivo, finalmente, nella Provincia DuoSiciliana, di Terra di Lavoro.
    Non posso rivedere ancora il tuo viso, ma saperti più vicina a me mi dà forza e mi rincuora.

    È passato quasi un anno da quando sei partita da casa tua, e come allora questa casa attende il tuo ritorno, perché il nostro amore per te non è finito. Sai che non potrebbe succedere.

    So a cosa va il tuo pensiero in questi giorni, lo so da ormai 25 anni, e so che da lontano posso fare poco.

    L'anno scorso ti ho tenuta tra le braccia per consolarti, quest'anno non ho che questa pergamena da mandarti come abbraccio.
    Che asciughi le tue lacrime e che lenisca il tuo dolore, Francesca.
    Il tuo ometto ti guarda e ti sta accanto.

    Sii forte.

    Ti bacio e ti stringo forte,




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    Già 25 anni.
    Ancora me la ricordo. Gli occhi coperti da un velo di tristezza per la prematura perdita dell'uomo che amava, ma forte, tenace, mentre pensava al quel bambino che stava per nascere.

    A casa, ad occuparmi di Marco e della sorella April, non mi sarei mai aspettata quella tremenda notizia quando vennero a chiamarmi dal convento.
    Mi ricordo la corsa affannata fino al monastero, il cavallo aveva intuito la mia preoccupazione e aveva corso velocemente, più del solito.

    Mi importava solo sapere che lei stava bene, lei doveva stare bene.
    E tutti quei frati che mi parlavano di gravidanza difficile, di travaglio lungo, di difficoltà nel parto.

    - Lei starà bene - mi dissero e tirai un sospirò di sollievo - ma il bambino non ce l'ha fatta, probabilmente la mancanza d'aria prolungata - mi strinsi nel mantello.
    Neanche me lo avrebbero fatto vedere, non so che pratiche strane avevano da seguire.

    Volevo solo andare da lei.
    Si svegliò dopo giorni di incoscienza. Ero lì, in quale altro posto potevo essere se non accanto a lei?

    Dirle com'era andata fu la parte più dura. Le sue lacrime accompagnano i miei ricordi ancora oggi, e purtroppo sapevo che quel ricordo non avrebbe abbandonato mai neanche lei.

    Sigillai la lettera e dissi ad Evaristo di portarla al porto prima di cena, quella notte una nave sarebbe partita per Terracina, trovare Francesca per la consegna non sarebbe stato difficile.

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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:47

Hecate ha scritto:
Scostandosi una ciocca di capelli da davanti agli occhi, Helena sospirò di fatica.

L' attracco a Gaeta era andato bene, e nonostante fosse arrivata con un po' di ritardo, il Capo del Porto era stato velocissimo a procedere all' autorizzazione, e lei ne era rimasta molto soddisfatta.
Tuttavia, c' erano ancora molte cose da fare, e si sa, il Capitano dev' esser sempre l' ultimo a lasciare la nave, in ogni caso.
Così aveva aiutato i marinai a scaricare, aveva sentito tutto l' equipggio sulle intenzioni di ognuno, ed infine aveva portato sulla banchina anche le sue cose.

Ed ora si stava guardando intorno, a dare ancora un' ultima occhiata alla nave ed al porto.
Ripassò mentalmente il programma e si disse che aveva fatto tutto.
Non rimaneva che fare le ultime scorte necessarie per tornare a casa, e fare un giro per la città, magari per ritrovarsi con gli amici conosciuti all' andata, o aspettare in un angolo tranquillo il resto della ciurma.

Mentre girava per il mercato, già carica di alcune borse di mais, il suo sguardo cadde su uno dei cartelli che esaltava il prezzo della merce: c' era scritta la data.
Ebbe un sussulto, e si morse il labbro inferiore.

Presa dalle mille incombenze del viaggio, non aveva fatto caso che fosse quel periodo dell' anno.
La sua mente andò a tanti anni prima, a tanta sofferenza, che ancora oggi rimbombava negli angoli scuri della sua memoria.

Helena non aveva mai avuto figli, ancora. Sì, ancora.
Perchè anche se stavano benissimo così, e non serviva niente di più all' amore tra lei e suo marito, Helena sperava che prima o poi anche lei provasse l' emozione di essere madre, ed aggiungere altra felicità alla vita di Marco, alla vita delle sue famiglie.
E quel giorno, quel triste giorno di tanti anni prima, che per sua sorella Francesca doveva rappresentare la sua porzione di felicità aggiunta, era stato un giorno di dolore.

Quando sua sorella perse quel bambino, Helena era ancora troppo giovane per immedesimarsi in lei, non era che una sposina.
Aveva sofferto insieme a lei, aveva pianto insieme a lei. Ma non aveva afferrato appieno il dolore che aveva investito Francesca.
Ora, a distanza di anni, lo capiva e lo sentiva meglio.

Non aveva ancora preso tutte le provviste che le servivano, ma decise che non le importava nulla, almeno per il momento.
C' era ancora tempo, prima d' imbarcarsi di nuovo.
Si affrettò così verso la locanda dove sapeva che avrebbe alloggiato il gruppo di Francesca, e si fece indicare dall' oste la stanza della sorella.

Arrivata di fronte alla porta, bussò piano, temendo di poterla svegliare da un sonno ristoratore.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:47

Frannymorgana ha scritto:
Una notte insonne, che cosa poteva aspettarsi di diverso, troppi erano i pensiere che le affollavano la mente e non era riuscita a sfogarsi con nessuno. Quell'ultimo anno per Francesca era stato durissimo e pieno di emozioni. Aveva conosciuto la durezza prolungata della vita dell'accampamento, aveva conosciuto la profondità di un amore che sembrava dovesse superare ogni ostacolo, aveva riassaporato la gioia di sentirsi una donna desiderata ed amata...
Ma quella notte niente di tutto questo riusciva a sgomberarle la mente solo un dolore sordo, che anno dopo anno si ripresentava.
Sentì bussare alla porta e si avvicinò strascicando i piedi, chissà chi la scocciava adesso non aveva voglia di vedere nessuno soprattutto con quella faccia.
La socchiuse e vide che era sua sorella Helena che la guardava con i suoi profondi occhi nocciola.
lesse nel suo sguardo che aveva capito il suo stato d'animo ed era lì per quello, come ogni anno. Le buttò le braccia al collo e alla fine riuscì a piangere.

Hecate ha scritto:
Allo schiudersi della porta, Helena vide affacciarsi il viso provato di sua sorella.
Negli occhi la conferma della sua sofferenza, Helena non proferì parola. La guardò solamente, comunicandole i propri sentimenti come aveva creduto di poter fare tanto tempo prima, in tante altre occasioni.

Sì, non era cambiato nulla.
Molte cose erano successe, molti pensieri si erano trasformati, molte altre condivisioni, tra di loro, si erano infrante.
Ma erano ancora sorelle, e questo non sarebbe mai cambiato.

Quando Francesca scoppiò in lacrime, abbracciandola, Helena continuò a non dir nulla. Non aveva alcun senso, parlare.
Ricambiò l' abbraccio, stringendola forte a sè, come se non volesse mai più lasciarla andare, come se cercasse di trasmetterle tutte le sue energie. Come se quell' abbraccio avesse potuto sostituire tutti quelli di cui Francesca aveva avuto bisogno e che non era riuscita ad avere.

La accompagnò fino al letto, chiudendo alle sue spalle la porta della stanza.
Le tenne la testa sul proprio petto, carezzandole piano i capelli, cullandola quasi.
Non voleva che smettesse di piangere, perchè ne aveva bisogno, ed aveva bisogno che qualcuno raccogliesse le sue lacrime, non che gliele asciugasse.
Le ripeteva piano, ogni tanto: "E' sempre con te. C' è sempre.", ed era la verità.
Il pensiero di sua madre lo teneva lì, con lei.

Frannymorgana ha scritto:
"E' sempre con te. C' è sempre."si lo sentiva era lì con lei un angelo che aveva vegliato sulla sua vita.
Sorrise ad Heca cercando di ricomporsi, e sentì bussare alla porta.
Chi è adesso disse rivolta alla sorella come aveva fatto tante volte stesa davanti al camino di Claraluna.
Ma allora c'era qualcuno che andava ad aprire la porta e non rimaneva altro che aspettare la sorpresa del giorno
Al di là del portoncino della camera da letto c'era un ragazzetto con una busta e il suo nome scritto sopra. Gli diede 5 ducati di mancia e lo congedò
Riconobbe immediatamente la scrittura di zia Cele. Aprì la busta velocemente e lesse le sue parole come al solito un balsamo per la sua anima.
Poi passò la busta alla sorella, non c'erano segreti con lei, in quel momento era lì tutte e tre Helena Aurora e Francesca unite nello stesso pensiero...
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:48

Black96 ha scritto:
Alexander era in ufficio, come sempre ormai, a guardare carte ed ad aggiornare documenti.

Signor Sergente

Disse una guardia mettendosi sull'attenti.

Buonasera, ditemi.

E' tardi Signore, Vi accompagno in...

No, rimango qui, ho del lavoro da sbrigare, tu va' pure.
Grazie.


Disse sorridendo lievemente al Soldato.

Come volete Signore.
Buonanotte e...buon San Valentino per domani


Aggiunse la guardia facendo per uscire dalla porta, sicuramente egli sarebbe tornato dalla propria moglie e dai propri figli.

Al sentire quelle parole si raggelò il sangue di Alexander, accartocciò la carta sulla quale scriveva e la gettò nel camino.
Faceva freddo, la neve cadeva lenta ed inesorabile su Livorno.

La stessa immagine, la stessa neve che cadeva, più fredda della neve c'è solo la morte ; proprio questo aveva colpito Alexander ma in modo più forte la figlia Francesca molti anni prima.

Il tempo passa e risana le ferite, si diceva in giro, ma non era affatto vero, il tempo non fa altro che alleviare il dolore e far crescere la malinconia.
Ora Francesca era insieme ad Helena e Michele a Gaeta, erano appena sbarcati.
Sapeva bene che la figlia provava un forte dolore tutti i giorni per la perdita del figlio, ma in questi giorni dove tutti festeggiano lei piange.

Si sedette, prese una pergamena, una piuma che intinse in un calamaio colmo di inchiostro nero, la poggiò sul foglio e iniziò a scrivere, arrivato a metà lettera si alzò di scatto, lasciò cadere la piuma per terra ed anche quella pergamena andò a ravvivare il fuoco del caminetto.

Prese il cappotto in lana ed i guanti che un tempo Aurora gli aveva donato e uscì dal Castello.
La Luna brillava dietro le nuvole, nemmeno cercandola avrebbe potuto trovare conforto.

Passeggiava con la testa bassa avvolto dal buio e dalla neve, vide una donna piegata su una rosa appassita.
Alexander si fermò innanzi a quella scena, incantato da come la vecchietta si prendesse cura di quel fiore appassito.

E' buffo che io accudisca una rosa morente.
State pensando questo vero ?


Io...io veramente non

Vedete, anche se ormai ogni speranza che questo fiore si riprendi, io lo curo perchè ho il sogno che domani possa tornare a far innamorare una dama.
Ho il sogno che domani dalle ceneri di questa rosa ne nasca una più bella.
Ho il sogno che domani,dopo la mia morte qualcuno tornerà a prendersi cura di questa rosa.

Non si lascia niente al destino, questo distrugge le speranze.


Una lacrima aveva tagliato il viso di Alexander alle parole della vecchia, che si alzò e sparì nella fitta tempesta di neve.
Lui rimase ancora lì, guardando la rosa facendosi imbiancare dalla neve.

Una lettera non avrebbe dato a Francesca niente, niente poteva fare Alexander.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:49

Mentalista ha scritto:
Orbetello 13/02/1460

Erano ormai passate più di ventiquattro ore da quando Francesco aveva ricevuto la lettera da quello strano Frate, e dubbi più che leciti lo persuadevano incessantemente.
Quella domanda gli picchiava in testa come un pensiero forzato a non essere concepito.


Perché! Perché se veramente la di Luna era mia madre non mi ha cercato??

Forse non mi voleva... Io DEVO sapere!


Francesco uscì di casa e guardandosi intorno cercava di capire dove potesse trovarsi Frate Anselmo.
Bastò voltarsi verso sinistra per intravedere la Chiesa di Orbetello, li lo avrebbe trovato sicuramente.

Una volta recatosi in chiesa vide la sagoma di Frate Anselmo proprio li, si precipitò da lui, gli poggio una mano sulla spalla e lo girò verso se dicendogli


- Dovete dirmi il perché! non ammetto giri di parole, adesso mi direte perché mia madre non mi ha cercato!

Rispose il frate

- E va bene Francesco, siediti, ti dirò tutto..

Francesco si sedette ed ascoltò la sua vera storia:

La madre, ancora giovane ed inesperta lascia il corpo del neonato Francesco presso il convento aristotelico locale.
Il parto lungo e difficoltoso aveva fatto si che sia Francesca, che i monaci, credessero che il bimbo fosse nato morto.

Offuscata dal dolore, rifiutando di vedere il corpo del figlio esanime lascia la lettera che aveva scritto per lui come testimonianza del suo amore,lasciandola in custodia dei monaci presso il convento dove seppellirla assieme al corpo del suo piccolo...
Ma Francesco non era morto...Aristotele volle soffiare in lui la vita, e pochi istanti prima di venire seppellito urlò la voglia di vivere in faccia ai monaci.
Ma la sua salute era cagionevole...i monaci con cure incessanti sperarono di ricondurlo alla madre non appena la sua salute si fosse stabilizzata,ma ci volle tempo ...quando finalmente Francesco fu sufficientemente forte per affrontare la vita lontano dalle cure costanti dei monaci venne affidato a Frate Anselmo,severo osservante Aristotelico, col compito di riportarlo alla madre.

Ma Frate Anselmo trovava sconvieniente un figlio in seno ad una madre così giovane e vedova, stava abbandonadolo davanti il sagrato di un convento fuori città,quando un uomo incrociò il suo destino...era Giovanni delle Fiamme Ardenti che si mostrerà lui come padre naturale ed accogliendolo nella sua famiglia.



Frate Anselmo, raccontandogli quella storia, aveva come consegnato un pugnale in mano a Francesco, infatti non passò più di qualche secondo prima che Francesco si alzasse sfoderando la spada e dicendo


- MENZOGNA!

Non ti credo monaco! non so chi ti mandi, ma se tu mi hai raccontato il vero, giuro che non la passerai liscia!


Francesco puntò la lama verso il Frate intimorito, ma negli occhi di questo vedeva solo rimorso e non un minimo segno di malizia, allora rifoderò la spada e si allontanò per la sua via.


Era ormai notte tarda quando francesco, insonne, Decise di fare un passeggiata al porto, una nave era appena approdata per scaricare merce, ed una marinaia scese subito dalla nave per abbracciare un'amica che la attendeva.
Non ci volle molto per far capire a Francesco che motivo di quello zelo era solo una gran voglia di spettegolare.

Francesco guardava il faro, non dava importanza alle parole delle due amiche, ma delle parole lo percossero come un ceffone


- [..] e lo sai chi ho visto a Gaeta???
- No! dimmi su, non mi fare attendere, parla!
- Non ci crederai! Francesca Morgana di Luna.. è tornata in Italia! è viva!
- Non ci credo ma chi la Amesha?? ohoh questa è bell... [..]


Quelle parole rimbombarono alle orecchie di Francesco che si voltò con occhi spalancati verso le due pettegole.

- Uomini, lo scarico è completo! si torna a Gaeta!

Quelle parole del capitano di vascello dicevano chiaramente a Francesco, "o ora o mai più!"

Francesco prese il suo taccuino ne strappo una pagina ed entrò nella taverna più vicina.


- Oste!! mi faccia un favore, mi servono penna e calamaio!

Urlò Francesco, e subito l'Oste, alla vista del Generale obbedì.

Poche parole, doveva fare di fretta:


Orbetello 13/02/1460

Ho letto la tua lettera....

.....Venticinque anni fa, io, non sono morto.


Francesco
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:50

Hecate ha scritto:
Quando sembrò che la sorella si fosse calmata, qualcun altro bussò alla porta.
"Chi è adesso" una domanda nostalgica.

Era un ragazzino, chiaramente un corriere, recante una lettera, che consegnò a Francesca.
La sorella la aprì subito e la lesse.
Sul suo volto Helena potè osservare commozione e sollievo insieme, e seppe di chi era quella missiva.

Ne ebbe conferma quando Francesca gliela passò, per fargliela leggere.
La zia Aurora..
Le sue parole diedero conforto anche a lei: erano mesi che Helena non vedeva la zia, e nonostante si fossero sempre scritte, le era mancata davvero tanto.
Era incredibile come, nonostante le loro vite avessero preso direzioni diverse, si ritrovassero sempre, in qualche modo, alla fine, insieme.
L' amore per la sua famiglia aveva fatto capire ad Helena che non importava dove fossero, cosa stessero facendo; non importava se le separasse un oceano, o se le loro azioni quotidiane fossero giuste o meno. Il loro legame era indissolubile, perchè nasceva solamente da una condizione: l' affetto.

"Rispondile." la incoraggiò, sorridendo. "Le consegnerò io stessa la lettera, se vuoi."
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:51

Frannymorgana ha scritto:
Gaeta 14/02/1460

Il potere delle parole...quante volte aveva parlato con Tito della potenza di una parola detta o vergata su pergamena. Molto spesso le capitava di parlare con lui di queste cose la sera nell'accampamento Amesha, parlavano di accenti, di versi di musica, il loro rapporto era nato nell'aria e viveva di aria.
Francesca credeva molto nel potere delle parole eppure fino a quel momento non ne aveva appreso il significato più profondo.
Le parole possono cambiare la vita. Il giorno prima aveva ricevuto una lettera da sua zia e oggi...
Quelle poche righe scritte in fretta e arrivate proprio quel giorno, lasciate così con noncuranza l'avevano sconvolta...

Se è uno scherzo qualcuno perderà la vita per questo disse infuriata E poi mio figlio di chiamava Gabriel...chi è questo Francesco?

Devo assolutamente saperne di più pensò poi fra se e se visto che la gente la stava guardando male Devo smetterla di parlare da sola...

Poi presa carta e penna e scrisse un biglietto a sua zia Cele

Zia scusami se non faccio smancerie ma qua c'è una situazione da chiarire nel più breve tempo possibile.
Allego alla presente un biglietto. Qualcuno si spaccia per mio figlio Gabriel e dice di non essere morto. Ti prego vai al convento dei frati che mi accolsero 25 anni fa e indaga sulla questione.
So che solo tu puoi aiutarmi a risolvere questo mistero
Ti voglio bene
Francesca


poi corse al porto dove trovò sua sorella intenta nei preparativi per la partenza e le consegnò la missiva.
Heca è una cosa della massima importanza Falla avere a zia poi lei ti spiegherà tutto. Credo che ci sara bisogno anche del tuo fiuto da Vice prefetto
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:51

Hecate ha scritto:
Ed era già giunto il momento di ripartire.
Helena stava preparando la nave, ed aveva avvertito tutti i passeggeri; ne aveva persino trovato uno in più.

Aveva lasciato Francesca da sola, perchè la compagnia di chi ti vuol bene è cosa sempre gradita, ma ci sono dei momenti in cui è importante essere da soli con se stessi, a tu per tu con la propria anima.

Aveva appena finito di caricare le provviste fatte, quando si sentì chiamare a gran voce proprio da sua sorella.
La raggiunse in poche falcate, e le disse con sguardo preoccupato e rabbioso insieme:
"Heca è una cosa della massima importanza Falla avere a zia poi lei ti spiegherà tutto. Credo che ci sara bisogno anche del tuo fiuto da Vice prefetto" consegnandole una busta.
Fissò gli occhi nei suoi, e non fece domande.
"Bene, farò come mi chiedi.
Non devi preoccuparti Franny, lascia fare a noi, qualunque cosa sia."



----------------------------------------


Si erano lasciate così, ed anche se il tragitto da Gaeta a Livorno era relativamente rapido, i pensieri di Helena erano costantemente adombrati dalla strana ed improvvisa richiesta della sorella.

Sbarcati a Livorno, Helena si era occupata di tutto quel che riguardava la nave ed i suoi compagni di viaggio.
Ogni altra questione doveva essere risolta, prima di affrontare la richiesta di Francesca.

Quella sera si ritrovarono tutti insieme a Claraluna, per festeggiare il loro ritorno, e raccontare le loro avventure.
Non appena la situazione lo consentì, Helena prese da parte la zia Aurora, e le consegnò la busta, dicendole: "Francesca me l' ha affidata chiedendomi di portartela, e di collaborare a risolvere la questione. Dice che è della massima urgenza.
Credo ci sia la risposta alla tua missiva, ma evidentemente anche qualcos' altro.
Era preoccupata, zia. E mi è sembrata anche infuriata."
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:51

Vindrveraly ha scritto:
Era tornata da poche ore in terra fiorentina, quando Betta le disse che i suoi cugini erano tornati dal viaggio in Turchia.

Non disfò nemmeno i bagagli, fece preparare la carrozza ad Emile, ed entrambi partirono prima del calar del sole.

Non aveva ancora risposto alla domanda che il giovane le aveva posto a Grosseto, ma disse solo di tornare a Firenze.
Emile non aveva detto nulla, e aveva predisposto ogni cosa per il rientro.

Durante quell'ennesimo viaggio, questa volta diretta a Livorno, nel silenzio della carrozza, ripensò a quello che in realtà avrebbe voluto dire.


Raggiunsero Livorno, finalmente.
Le vie conosciute, le case e la gente che aveva amato.
Passarono nel Rione della Cigna, superato il piccolo ponte, e poi il viale alberato, arrivarono davanti ai cancelli della Fortezza.

La carrozza si fermò davanti ai gradini che conducevano al Portone principale.

Evaristo venne loro incontro.

"Mia Signora! Non mi sarei mai aspettato di vederVi qui"

Vera sorrise, e mentre si avviava all'interno disse

Non mi sarei mai persa il ritorno a casa dei miei cugini!

Qualche passo nell'ingresso, salutò Fiorenza, e finalmente raggiunse la sala delle riunioni.

Entrò ed elargì gran sorrisi ed abbracci a tutti i presenti.
Desiderosa di avere notizie del loro viaggio, ma sopratutto delle cugine Francesca e Fiamma.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:52

Cele ha scritto:


    Erano tornati dal lungo viaggio, finalmente.
    L'attesa era stata estenuante e la loro mancanza si era fatta sentire profondamente.

    Eravamo tutti in salone e c'eravamo abbracciati a lungo, raccontandoci le novità di ognuno.

    Helena era stata bravissima e non smettevo di ripeterglielo.

    Dopo quelle ore passate a salutarci mi chiamò in disparte.
    Era agitata e mi passò una pergamena per me da parte di Francesca.

    Controllai che gli altri fossero tranquilli di là, era evidentemente qualcosa di urgente. Socchiusi la porta dietro le nostre spalle e srotolai la pergamena.
    Ne lessi il contenuto in silenzio con Helena accanto, sapevo che anche lei stava facendo altrettanto.

    I miei occhi si fissarono su quelli di Helena.


    Sta con gli altri tesoro, sei stanca e si incuriosiranno troppo non vedendoti.
    Io non posso far altro che raggiungere subito il Convento.
    Dì loro che mi hanno mandata a chiamare dalla Torre, per un'urgenza dei Cavalieri.

    Porterò Evagore con me, ti farò consegnare un biglietto appena ne saprò di più.


    Baciai sulla fronte mia nipote e uscii dalla cucina.

    Il cavallo che mi aveva regalato il cugino Cosimo era lì a mangiare.
    Lo preparai da sola, anche se questo mi fece perdere qualche minuto in più, ma preferivo non disturbare nessuno.
    Non era il caso di allarmare tutti per quello che poteva essere soltanto un tristissimo scherzo.

    Cavalcai fino al cancello, ancora aperto.
    Tra saluti e trasporto bagagli non avevamo pensato minimamente a richiuderlo.

    Guardai un attimo indietro verso casa, Helena con ogni probabilità era ancora in cucina a rileggere quelle pergamene.
    Non c'era un minuto da perdere.
    Fischiai per richiamare Evagore e appena la vidi seguirmi dall'alto ripartii di corsa.

    Corsi veloce, il freddo pungente mi entrava ovunque e nonostante il cappuccio ben fermo e il mantello di lana pesante, sentivo gelo lungo tutto il corpo.

    Il convento in cui 25 anni prima era stata ricoverata Francesca distava un bel po' di miglia da ClaraLuna.
    Riuscii a raggiungerlo dopo circa due ore di estenuante galoppata.
    Mi fermai davanti ai cancelli e picchiai forte con i battenti.

    Finalmente un monaco giovane venne ad accogliermi.
    Mi presentai prima di chiedere urgente colloquio con il Priore.


    Arrivo da Livorno ed è una questione della massima urgenza.

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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:52

Hecate ha scritto:
Lessero in silenzio il contenuto della busta.
Helena dovette tornare più volte sulla stessa frase, sugli stessi concetti, che faticavano a permeare nella sua mente, nelle sue memorie, nella sua verità.
Che significava? Che diavolo significava??

Cosa fare?
Indagare con lo scetticismo, la crudeltà, e la cinicità di chi, sofferente, non può sopportare la beffa di sconosciuti, che amplifica e moltiplica il dolore?
O credere a qualcosa di effimero, poche righe vergate su di una pergamena, rischiare di veder morire qualcuno per la seconda volta, avere fede?

La voce della zia Aurora interruppe il flusso sconcertato dei suoi pensieri:
"Sta con gli altri tesoro, sei stanca e si incuriosiranno troppo non vedendoti.
Io non posso far altro che raggiungere subito il Convento.
Dì loro che mi hanno mandata a chiamare dalla Torre, per un'urgenza dei Cavalieri."

Helena annuì a labbra strette.
"Porterò Evagore con me, ti farò consegnare un biglietto appena ne saprò di più."
"Bene."
rispose "Anche il dettaglio più insignificante può portarci sulla strada della verità. Qualunque essa sia.
Sta attenta."
si raccomandò infine.
Non tutti i frati erano dediti all' applicazione degli insegnamenti aristotelici. Ed una verità nascosta poteva dar fastidio ad un mucchio di gente.

Si salutarono, ed Helena rimase ancora un attimo nella stanza.
Non riusciva a muovere un muscolo, tanto la sua mente era in piena fibrillazione.
I pugni serrati sulla stoffa delle vesti, non riusciva a decidersi a cosa credere.
E credere a qualcosa era un aspetto indispensabile nella sua vita.
Per un attimo si lasciò sopraffare dal pensiero che suo nipote fosse veramente vivo. A tutto ciò che questo avrebbe potuto significare, a come la vita di Francesca sarebbe potuta cambiare, a come la vita di tutti sarebbe potuta cambiare, cominciando da quella del ragazzo.

Ma poi scosse la testa, stringendo gli occhi, cercando di recuperare il raziocinio al più presto.
Se avesse cominciato a credere, il dolore di scoprire che forse era tutta una messinscena l' avrebbe annientata.
Doveva essere fredda, e razionale. Come quando era Vice Prefetto; sua sorella Francesca le aveva suggerito l' atteggiamento giusto.
Ebbene, sarebbe stata all' altezza, per il bene della sua famiglia, e per il suo.

Rilassando il corpo - inutile tentare con la mente - lisciò le pieghe delle gonne, e tornò in sala, che rimbombava delle risa e delle chiacchiere dei familiari.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:53

--Frateodoro ha scritto:
Ho provato a dire che era tardi, che l'ora di cena è ormai giunta e noi abbiamo i Vespri da recitare.
Dice che è urgente, il suo viso non ha lasciato spazio a dubbi.
Arriva da Livorno.


Il Priore ascoltava appena le parole di quel frate.
I Vespri non si potevano rimandare e non aveva intenzione che una donna, per quanto agitata fosse, scombussolasse le abitudine del convento.

Fece un cenno al monaco, che ancora lo seguiva parlando e scusandosi, per zittirlo.
Quello si fermò all'istante e il Priore raggiunse la saletta dove era stata fatta accomodare la donna.

La trovò di spalle, avvolta in un mantello bianco, sotto un abito di un azzurro chiaro. I capelli castani raccolti in una crocchia.
Non la riconobbe, ma le passò accanto sedendosi di fronte a lei.

La donna si alzò di scatto e si inchinò in segno di rispetto.

Potete rimanere qui a passare la notte disse senza troppi giri di parole ma ora abbiamo i Vespri da recitare,
non possiamo rimandare l'appuntamento con le nostre sante preghiere.

Vi daremo una cella e cenerete con noi. Di più non posso fare.


Già si levava dallo scranno quando la donna lo fermò. Lui si lasciò ricadere.

No! Scusatemi, io lo so che è tardi e se volete approfondiremo il discorso dopo i Vespri ma io devo
assolutamente parlare con qualcuno dei monaci che qui risiedono, sto cercando qualcuno che vivesse già qui 25 anni fa.


Il Priore fece un cenno con la mano, tutto quel ciarlare gli aveva fatto venire mal di testa.

Forse non mi sono spiegato, non ho tempo da dedicarVi.
C'ero anche io 25 anni fa. Domattina Vi potrò ricevere.


Si levò per andarsene e lasciare lì la donna, le avrebbe mandato qualcun altro.
Quella si levò di nuovo e lo guardò dritto negli occhi.

Quindi Vi ricorderete di Francesca Morgana Di Luna Della Scala.
Partorì qua. Fu un parto difficile. Il bambino ci dissero morì durante il parto.


Il Priore si fermò. Rammento. Minuti di silenzio seguirono quella sua ammissione. Cosa Vi serve?

La donna abbassò leggermente lo sguardo
Mi serve sapere come andarono le cose quella notte e dove è stato seppellito il piccolo, mi dissero che ve ne saresti occupati Voi.

Perché ritornare su quella triste storia dopo tutti questi anni? Ribattè lui.

Una pergamena da persona sconosciuta è stata recapitata a mia nipote Francesca,
chi la scrive sostiene di essere quel bambino nato qui 25 anni fa e di essere ancora vivo.

Lo sguardo della donna era serio, teso, nella sua voce si leggeva la rabbia per quello che pensava fosse solo uno squallido scherzo, e la paura di scoprire cose ancora nascoste.

Seguitemi le disse il Priore verrete ai Vespri con me, durante la cena avremo modo di parlare nella mia cella.
Come avete detto che Vi chiamate?

Aurora Celeste Di Luna. Grazie per la disponibilità.
Rispose quella seguendolo.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:53

Vindrveraly ha scritto:
Prima che Helena tornasse nella stanza, Vera si era immersa, accanto al tepore del fuoco nel camino, negli incantevoli racconti del cugino Michele, che aveva lasciato dietro di se una scia di donne innamorate in Grecia, in Turchia e nel Regno

Annuì, sorridendo, non ne era affatto sorpresa.
Gli uomini della sua famiglia erano semplicemente meravigliosi

Poi si voltò e vide sua cugina entrare.
Le sorrise

Ben tornata mia intrepida Capitana!

Con la mano accarezzò la poltroncina accanto alla sua e la invitò a sedersi.
Si girò un po' attorno, poi chiese

Ma Maman? Dov'è?

Hecate ha scritto:
Varcata l' entrata della sala, sua cugina Vera le fece cenno di sedersi accanto a lei, sorridendole.
"Ben tornata mia intrepida Capitana!"

Helena rise di cuore, raggiunse la ragazza, e si accomodò sulla poltrona.
"Più che intrepida, impedita! Ne ho viste e combinate di tutti i colori!"

"Ma Maman? Dov'è?"
chiese Vera, non vedendo la zia Aurora in giro.
"Oh, è dovuta correre alla Torre, una piccola emergenza." le mise una mano sulla spalla, tentando di non farla stare in ansia "Non preoccuparti, niente di grave. Tornerà presto." le fece un occhiolino.

"E tu Vera, dimmi: cosa hai fatto durante questi mesi?
So che in Araldica sei molto impegnata, come sta andando?"
le chiese, nel tentativo di sviare il discorso e farla parlare di qualcosa di cui si sentisse a proprio agio.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:54

Cele ha scritto:


    I Vespri furono lunghi ed estenuanti.
    Tutti assorti in quel rito mentre il mio pensiero volava continuamente al Priore e al colloquio che avremmo avuto da lì a poco.

    Non ne ero certa ma pensavo di riconoscerlo, come confermato dallo stesso, c'era anche lui 25 anni prima e probabilmente i miei occhi incrociarono già i suoi a quel tempo.
    Ma il tempo aveva lasciato i suoi segni e non potevo essere sicura di quel che credevo.

    Seguii il rituale in silenzio, non sapevo mica rispondere a tutte quelle litanie.
    Quando finirono tirai un sospiro di sollievo.
    Era tardi e a ClaraLuna già si preparavano per la cena, non potevo passare la notte lì, si sarebbero allarmati più del dovuto.
    Ma non volevo neanche rientrare senza notizie.

    Il Priore diede ordine che la sua cena fosse portata nella sua cella e che venisse portato qualcosa anche per me. Lo seguii senza dire nulla.

    Mi fece accomodare in una cella che riusciva ad essere anche più fredda dell'aria che c'era fuori. Mi strinsi nel mio mantello.


    Dicevamo? disse interrompendo quel gelido silenzio.

    Che ho bisogno di sapere cosa successe durante il parto di mia nipote e nei giorni successivi. Entrò un'ora volevo essere fuori di lì e con delle risposte.

    Ero giovane a quei tempi e sono passati tanti anni.
    Mi ricordo il Vostro viso, eravate preoccupata. Se ricordo bene la ragazza non aveva madre,
    li aveva abbandonati e ci fu ordinato di chiamare Voi in caso di problemi.


    Annuii energicamente, il riassuntino il realtà non mi serviva ma non volevo far innervosire il Frate.

    Il bambino non nacque in buona salute, io in realtà non lo vidi nemmeno.
    Un certo Frate Anselmo, che però è in viaggio al momento, si occupò di lui.
    La morte di Vostro nipote era praticamente certa.


    Non riuscivo a capire, la morte di mio nipote era praticamente certa o era nato morto come ci avevano raccontato 25 anni prima.

    Non capisco! Ci fu detto che nacque morto, non che morì dopo.
    Ve ne prego cosa mi state dicendo?


    Arrivò la cena e il frate, che il Priore chiamò Fra' Cosimo, poggiò quei piatti sulla scrivania.
    Il Priore si levò avvicinandosi alla stessa e bevve un po' d'acqua, io non avevo affatto fame.


    Sì il bambino nacque morto, o almeno quello era quello che credevamo.
    Lo stavamo seppellendo.


    Mi alzai di scattò non potevo sentire oltre. Alzai la voce, forse più del dovuto in quello che era un luogo sacro.

    Mi state dicendo che Gabriel non era morto? E dov'è? Cosa ne è stato?
    Quella pergamena giunta a mia nipote non è uno scherzo?


    Evidentemente il Priore carpì la mia agitazione e non mi rimproverò per quello scatto aggressivo.

    Io so ben poco, non ero nessuno a quel tempo e le mie mansioni erano quelle di un frate minore.
    So che il bambino si riprese e Frate Anselmo se ne prese cura.
    Lo diedero in adozione.


    Le mie mani tremavano di rabbia. Quelli che dovevano essere uomini di Dio, caritatevoli, buoni, li avevano ingannati per tutto quel tempo, ma perché?

    In adozione a chi? Francesca era viva, dovevate riportarcelo. Noi eravamo la sua legittima famiglia.

    Quello mi guardò Frate Anselmo pensò che un bambino, nelle mani di una donna così giovane e vedova, non era cosa conveniente.

    Conveniente? Questo particolare dovevamo essere noi a deciderlo, non Voi Frati!
    Urlai. In quel momento, anche se aristotelica, era ben altro quello che avevo in mente.
    Mi lasciai cadere sulla sedia e respirai profondamente.


    Ditemi almeno a chi è stato dato in adozione. Almeno questo me lo dovete dopo averci ingannato per tutti questi anni.

    Si alzò e mi fece segno di seguirlo. Arrivammo in una stanza piena di libroni. Ci mise qualche minuto prima di prendere uno di quei tomi.

    Giovanni delle Fiamme Ardenti mi disse così dice il registro. Repubblica di Siena.

    Mi feci prestare una pergamena e un calamaio per scrivere.

    [color=orange]

      Helena, sto tornando.
      Mi dovresti trovare le informazioni che riesci su un certo Giovanni delle Fiamme Ardenti, Repubblica Senese.






    Il Priore mi guardava. Non riusciva a dirmi nulla.
    Fui la prima a prendere parola.


    Credo non ci sia altro da aggiungere. Spero solo che il Signore nostro Dio possa perdonare le Vostre menzogne. Voltai le spalle e uscii di fretta.

    Presi il cavallo e ci montai sopra, con un fischio Evagore si posò sulla mia spalla destra, le legai il bigliettino alla zampa sinistra e le feci spiccare il volo in direzione di casa,
    sarebbe sicuramente arrivata prima di me.

    C'erano molte cose da scoprire e poco tempo da perdere.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:55

Vindrveraly ha scritto:
Si sedette accanto a lei.
Se c'era una cosa che Vera amava più di qualunque altra, era trascorrere del tempo con la sua famiglia, c'erano sempre delle sorprese quando si riunivano tutti assieme.

"Più che intrepida, impedita! Ne ho viste e combinate di tutti i colori!"

Rise, prima di tornar seria alle sue parole.

"Oh, è dovuta correre alla Torre, una piccola emergenza."

La guardò a lungo.
Se era davvero "piccola" sua madre avrebbe inviato Evaristo, ma Helena, posatele una mano sulla spalla continuò

"Non preoccuparti, niente di grave. Tornerà presto."

Annuì, non del tutto convinta

"E tu Vera, dimmi: cosa hai fatto durante questi mesi?
So che in Araldica sei molto impegnata, come sta andando?"


In questi mesi? Oh.. attendevo il vostro ritorno!
Mi siete così tanto mancati! A tutti noi.. ma comunque di quello che ho fatto io avremo tempo per parlarne in questi giorni
sorrise agitando una mano per aria, come per allontanare quell'argomento Questa serata è il vostro onore!

Ma piuttosto, tra tutti i discorsi fatti, non mi avete ancora detto nulla su Francesca e Fiamma .. "meta del viaggio"
rise Allora, come stanno?
Prima o poi le rivedremo varcare le porte di ClaraLuna?


Si voltò un breve istante in direzione dell'ingresso, come se le cugine avessero potuto irrompere nella stanza da un momento all'altro.
Scosse il capo e sorrise, tornando a guardare Helena
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:55

Hecate ha scritto:
Vera non ne voleva sapere di parlare di sè: si vedeva lontano un miglio che era felice del loro ritorno.

"Anche voi mi siete mancati tanto.
Vi avrei voluto accanto tutti i giorni, ed in talmente tante di quelle occasioni!"
rispose Helena.

Poi la cugina le chiese di sua sorella e sua nipote, ed il sorriso di Helena si spense un po'.
Assunse un tono più dolce, ed un po' più rassegnato.
"Stanno bene.
E' quasi un anno, ormai, che se ne sono andate, ed in questo periodo hanno dovuto affrontare tutt' altra vita. Una vita più spartana, improntata sul restare sul chi vive, regolata dalle pause tra una battaglia e l' altra.
Non so se torneranno mai. Ma sono felici, ora. E questa, suppongo, è l' unica cosa importante."

Tacque per un attimo, indecisa se aggiungere o meno che aveva lasciato Francesca in uno stato di grande dolore.
Era chiaro, le ricerche e la misteriosa pergamena erano un segreto tra lei, Francesca, e la zia Aurora, almeno fino a che non fossero venute a capo di una spiegazione accettabile.
Ma Vera conosceva quel doloroso episodio del passato, e sapeva come tutti loro che quello era un periodo difficile, per Francesca.
Non farne affatto menzione avrebbe potuto insospettire Vera ancora di più di dire invece qualcosa. Helena decise che il modo più facile e sicuro di mentire è dire una mezza verità.
"Sai Vera," cominciò allora "Quando ho lasciato Francesca a Gaeta era metà febbraio.
Tu sai cosa significa. Era in un tale stato di prostrazione. Ho cercato di starle accanto, come in passato, e per un attimo è sembrato che nulla fosse cambiato.
Ogni anno quel dolore si ripresenta, immutato. E tu, forse, sei quella che la può capire di più."
le sorrise debolmente.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:56

Vindrveraly ha scritto:
"Stanno bene.
E' quasi un anno, ormai, che se ne sono andate, ed in questo periodo hanno dovuto affrontare tutt' altra vita. Una vita più spartana, improntata sul restare sul chi vive, regolata dalle pause tra una battaglia e l' altra.
Non so se torneranno mai. Ma sono felici, ora. E questa, suppongo, è l' unica cosa importante."


Si limitò ad annuire ad ogni singola parola.

"Un anno.. un anno.. un anno.." quella parola poi risuonò nella sua testa. Era più un anno che non le vedeva, più di un anno che non aveva la possibilità di riabbracciarle, di sorridere loro, di confortarle.
Per Vera, a volte, l'assenza era la peggiore condanna da sopportare, il non poter far nulla.. ma erano felici adesso, felici come non lo erano da tempo.
Questo rincuorava, alleviava il dolore dell'assenza, essa non scompariva, ma diventava più leggera, come un sorriso triste.
Lo stesso che vedeva sul volto di Helena in quel momento.

"Sai Vera," continuò dopo istanti di silenzio "Quando ho lasciato Francesca a Gaeta era metà febbraio.
Tu sai cosa significa. Era in un tale stato di prostrazione. Ho cercato di starle accanto, come in passato, e per un attimo è sembrato che nulla fosse cambiato.


Abbassò lo sguardo, e strinse i pugni.
Ecco!
Di nuovo, la condanna dovuta all'assenza, tornava a farsi opprimente, pesante, il non essere lì per sua cugina, quando ne aveva più bisogno, la faceva sentire inutile e svuotata.

"Ogni anno quel dolore si ripresenta, immutato. E tu, forse, sei quella che la può capire di più."

Alzò lo sguardo verso di lei, e si cinse un braccio attorno alla vita.
Poi abbassò gli occhi, e si fermò ad osservare la sua mano sinistra che, prima ferma in grembo, ora tremava debolmente.

E' proprio vero quello che dicono sempre tutti..nessun genitore dovrebbe sopravvivere al proprio figlio

Sospirò cercando di tornare calma.

Mi spiace sentire queste tue notizie, ma del resto me le aspettavo.. non si dimenticano certi avvenimenti, anche se la nostra vita viene stravolta da innumerevoli accadimenti

Abbozzò un sorriso, per poi tornare seria

C'è.. ecco.. sai se c'è un modo per.. alleviare in qualche modo il suo dolore, pur stando così lontani?

La guardò, più che altro cercò nei suoi occhi una risposta, prima che lei emettesse qualsiasi parola.
Sapeva che in quelle condizioni non vi era nulla che potesse fare, ma tentò lo stesso.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:56

Contessaromana ha scritto:
Stavano tornando, finalmente.
La partenza improvvisa della madre e della sorella l'anno prima le aveva lasciato l'amaro in bocca, si erano scritte lunghe lettere inizialmente piene di rabbia e poi di malinconia.
Le mancava ogni giorno, ogni volta che aveva avuto bisogno di lei, non era potuta partire per andarla ma trovare e finalmente ora tutti stavano tornando a casa.
Appresa la notizia del loro ritorno Alessandra decise immediatamente di partire per Livorno.

Hecate ha scritto:
"E' proprio vero quello che dicono sempre tutti..nessun genitore dovrebbe sopravvivere al proprio figlio"
Helena annuì piano, poggiando una mano su quella di Vera.
"Mi spiace sentire queste tue notizie, ma del resto me le aspettavo.. non si dimenticano certi avvenimenti, anche se la nostra vita viene stravolta da innumerevoli accadimenti"
Sì, c' erano delle certezze nella vita, al contrario di quanto si sentisse spesso dire in giro. Ma di questo tipo, sarebbe stato molto meglio non averne mai.
Anche se...
Il dubbio tornò a roderle la mente, ed Helena lo scacciò non appena ne ebbe sospetto.

"C'è.. ecco.. sai se c'è un modo per.. alleviare in qualche modo il suo dolore, pur stando così lontani?" chiese poi Vera, guardandola negli occhi, cercando una risposta non solo alla sofferenza di Francesca, lo sapeva.
"Potresti scriverle." le rispose, banalmente. Poteva sembrare qualcosa di scontato, ed anche stupido, magari, ma l' effetto che entrambe ne avrebbero ricavato sarebbe stato benefico.
"Anzi, sai cosa ti dico? Scriviamole tutti." le sorrise "Le farà piacere sapere che siamo arrivati a casa, e che siamo quì a pensare a lei.
Aspettami quì."
le propose "Vado a prendere le pergamene e l' inchiostro nello studio della zia, e torno."

Non potevano fare molto altro, per lei, almeno in quel momento.
Ma Helena l' avrebbe fatta pagare cara a chiunque avesse osato prendersi gioco di sua sorella mandandole quella falsa lettera.
E questo sì, poteva farlo.
Entrò nello studio della zia Aurora, e si diresse alla scrivania, ma venne immediatamente distratta da un rumore alla finestra.
Era Evagore!

La pergamena e l' inchiostro istantaneamente scomparsi dalla propria mente, Helena si precipitò ad aprire la finestra.
La falchetta della zia le tese subito la zampa, affinchè lei potesse sciogliere il foglio arrotolatovi.
Helena le fece delle carezze per ringraziarla, e la lasciò entrare nello studio, per farla riposare.
Aprì la pergamena e la lesse.
La zia Aurora stava tornando a palazzo ed evidentemente aveva scoperto qualcosa: le chiedeva tutte le informazioni possibili su un certo Giovanni delle Fiamme Ardenti.
Il cognome non le era nuovo, ma non sapeva altro.
Desiderò mettersi immediatamente all' opera.
Ma non poteva provocare l' interesse dei familiari. Non ancora.

Così, tornò in sala - non prima di essersi procurata le pergamene e l' inchiostro - e propose a tutti di scrivere una bella lettera a Francesca, che ormai si trovava in Italia e poteva esser raggiunta in poco tempo.
Approfittando del fatto che ognuno fosse chino sul proprio foglio, Helena potè appuntare in ordine sparso le informazioni che le venivano alla mente pensando a quel nome.
Avrebbe proseguito le ricerche non appena fosse stata da sola.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:59

Contessaromana ha scritto:
Il viaggio verso Livorno fu breve, Alessandra cavalcò veloce per arrivare prima possibile, aveva tantissime cose da raccontare agli zii e soprattutto voleva andare a trovare la madre.
Mille pensieri le affollavano la mente, i ricordi dell'abbandono della madre, la rabbia e la delusione che pian piano si erano affievoliti ora riaffioravano in lei insieme alla voglia di raccontarle tutto quello che aveva passato in quell'ultimo periodo e che non aveva scritto nelle lettere che si erano scambiate.

Arrivata a Claraluna sistemò il cavallo,ed entrò a palazzo

"Sono tornata, appena ho saputo" disse abbracciando forte la zia e la cugina che non vedeva da un po' "Che fate? Dov'è zia Cele? E gli altri? Pensavo di trovarvi tutti qui per raccontarci del viaggio..." le guardò con aria interrogativa

Vindrveraly ha scritto:
"Potresti scriverle." la guardò inclinando leggermente la testa da un lato.
Non ci aveva pensato minimamente, sorrise ed annuì.

"Anzi, sai cosa ti dico? Scriviamole tutti. Le farà piacere sapere che siamo arrivati a casa, e che siamo quì a pensare a lei.
Aspettami quì. Vado a prendere le pergamene e l' inchiostro nello studio della zia, e torno."


Perfetto!
Rimango qui buona buona!


Sorrise, e la seguì con lo sguardo finchè non la vide sparire da dietro la porta.

Seduta, innanzi al camino, chiuse gli occhi.
Un dolce profumo la pervase, e ricordi di tempi passati affiorarono.

Rimase in quello stato fino al ritorno in sala della cugina, appoggiò la sua proposta e, presi fogli, piuma e inchiostro, prese a vergare alcune parole.

Mia dolce cara cugina

...


Come continuare?

Vorrei tanto averti di nuovo a ClaraLuna per poterti abbracciare e farti sentire la mia vicinanza in questi giorni così impregnati di ricordi nefasti per te

Effettivamente, era quello che voleva dirle, ma cancellò tutto e riprese.

In quel frangente, Alessandra entrò nella sala.

"Sono tornata, appena ho saputo" esclamò, interrompendo il silenzio.

Ricambiò il suo abbraccio, prima di ascoltare le successive domande

"Che fate? Dov'è zia Cele? E gli altri? Pensavo di trovarvi tutti qui per raccontarci del viaggio..."

Sorrise

Dunque, dunque, per ordine!
Sono tanto contenta di rivederti cugina mia!
Stiamo scrivendo una lettera a Frannuccia, come suggerito da Helena, così da farle sapere che la pensiamo sempre.. dovesse mai dimenticarsene!
Maman,
guardò Helena pare sia corsa alla Torre alzò le spalle Riguardo gli altri.. indicò la parte opposta della Sala, dove vi erano alcuni dei "sopravvissuti".

Uuuh! La storia del viaggio ti piacerà, ne son certa!
C'è anche il lieto fine!
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 13:59

Black96 ha scritto:
Alexander festeggiò insieme a tutti i Di Luna quando tornarono a casa dopo il lunghissimo viaggio.
Helena sembrava strana, sicuramente la stanchezza e tutte quelle responsabilità che aveva avuto durante il viaggio l'avevano pressata molto e adesso aveva bisogno di riposo.

Stettero per molto tempo tutti insieme e Alexander si coccolò i figli, non li vedeva da troppo tempo ed erano pur sempre i suoi bambini anche se cresciuti ed ognuno con la propria vita.
Quando Helena parlò a Vera del figlio di Francesca, il suo volto si scurì, non le aveva neanche scritto due righe e si sentiva uno schifo.
Non disse una parola durante tutto quel discorso, poi vide Helena alzarsi, prendere carta e calamaio e porgerla a tutti spronandoli a scrivere una lettera a Francesca.

" Bhe certo, aggirare il problema non vuol dire superarlo ".
Pensò Alexander che si ritrovava nuovamente difronte ad una lettera vuota da dover riempire con inutili parole.

Cara figlia,



Accartocciò la lettera e andò via dalla sala, si sedette nell'erba del giardino.
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MessaggioTitolo: Re: [GDR]Un regalo inaspettato che giunge dal passato   Mer 29 Feb 2012, 14:01

Contessaromana ha scritto:
"Dunque, dunque, per ordine!
Sono tanto contenta di rivederti cugina mia!
Stiamo scrivendo una lettera a Frannuccia, come suggerito da Helena, così da farle sapere che la pensiamo sempre.. dovesse mai dimenticarsene!
Maman,
pare sia corsa alla Torre alzò le spalle Riguardo gli altri.." Vera indicò la parte opposta della Sala.
"Uuuh! La storia del viaggio ti piacerà, ne son certa!
C'è anche il lieto fine!"
concluse
Alessandra la ascoltò mentre si accomodava su una poltrona e scrutava gli altri che erano indaffarati a scrivere.
Era molto che non vedeva zia Helena; i capelli raccolti come al solito, il vestito le cadeva a pennello lungo i fianchi, la pelle chiara... sembrava che non fossero passati tre mesi dall'ultima volta che l'aveva vista se non fosse che le era visibilmente turbata e ansiosa "ma da cosa?"
La voce della cugina si interruppe, voltandosi verso di lei disse "Io non voglio mandargli una lettera, voglio partire oggi per andare da lei!!!"le disse con tono deciso guardando anche la zia "perchè scrivergli? sappiamo dov'è facciamogli una sorpresa!"

Vindrveraly ha scritto:
"Io non voglio mandargli una lettera, voglio partire oggi per andare da lei!!!" - Fece un piccolo balzo all'indietro, alle parole della cugina - "perchè scrivergli? sappiamo dov'è facciamogli una sorpresa!"

Indietreggiò e si lasciò cadere sul divano.
Guardò Helena, poi sua cugina Alessandra.

Son certa che Maman, sarà più che felice di sapere questo tuo desiderio, tanto che, ne son certa, vorrà accompagnarti da lei sorrise

Guardò per qualche istante il camino

Le porterai i miei saluti e la lettera che le scriverò?

Contessaromana ha scritto:
"Son certa che Maman, sarà più che felice di sapere questo tuo desiderio, tanto che, ne son certa, vorrà accompagnarti da lei" la ascoltò mentre sorseggiava un po' d'acqua
"Uff...ma chissà quando torna e quando si può partire cugi, ma sicuramente le porterò la tua lettera...peccato che non puoi venire" le disse con aria triste "sarebbe stato bello andare tutti insieme"
Sospirò e si alzò avvicinandosi alla finestra intravide il nonno seduto in giardino "Uhhhh vado a salutarlo"
Alessandra uscì di fretta dalla porta, forse la zia le stava parlando o voleva dirle qualcosa prima che uscisse.

L'aria fresca, il profumo delle rose, degli alberi, dell'erba Alessandra aveva sempre avuto un debole per quel giardino soprattutto nelle belle giornate, ore e ore sdraiata a guardare le nuvole e a pensare a come sarebbe stato il futuro, era molto che non tornava a casa e forse un po' tutto questo le mancava.

"Nonnooo" si sedette accanto a lui urtandolo di proposito per distorglierlo dai suoi pensieri
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