Il Casato Di Luna

Casato Borghese della Repubblica di Firenze
 
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 Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]

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Vindrveraly
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MessaggioTitolo: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:04

Cele ha scritto:
E con questo ho finito, finalmente! Esclamò Aurora mettendo al loro posto piuma e calamaio.

Aveva scritto i nomi degli invitati su non si ricordava più quanti inviti. Uno strazio.
Vittorio aveva fatto vedere la sua lista di invitati, molti nomi in realtà li condividevano in quanto amici comuni, però il lavoro di scrittura e rilegatura lo aveva lasciato a lei.

Meno male che Clorinda, brava com'è, le aveva preparato degli inviti bellissimi e a lei non era rimasto che aggiungere qualche parola da spedire a tutti insieme all'invito ufficiale.

Ne aprì uno e rimase per qualche istante ad osservare la delicatezza e la maestria con cui era stato scritto.






Clorinda stavolta si è superata. Non riuscirò mai a ringraziarla abbastanza. Pensò Aurora.

Richiuse e sigillò l'ultima busta e uscì sul balcone del suo studio.
Nei giardini vide Evaristo.


Ragazzo mio gli disse dal balcone sali in camera mia, ho del lavoro per te.

Rientrò dentro e attese il ragazzo per qualche minuto.
Non ci fu bisogno di parole, vedendo tutte quelle lettere Evaristo aveva già capito cosa avrebbe dovuto fare.


Lo so disse Aurora è un lavoro lungo e ci sono missive da spedire in tutta la Repubblica e non solo, ma bisogna farlo Evaristo. Mi raccomando.
Non se ne deve perdere nemmeno uno.


Il ragazzo annuì, ripose in una sacca tutti gli inviti e uscì dalla camera pronto per fare al meglio quel lavoro.

Aurora era rimasta di nuovo sola nel suo studio, ma stavolta non aveva niente da fare.
Non c'erano inviti da scrivere, buste da sigillare, nomi da vergare con un'elegate calligrafia.
C'era solo Aurora e la data delle nozze che si avvicinava.

Erano successe così tante cose in quei mesi, e l'unica certezza che aveva avuto era quell'amore cresciuto piano piano e timidamente. Quasi fosse peccato amarsi così tanto.
Alla fine le nozze non potevano che rappresentare il passo migliore da fare insieme per sigillare ancora più fortemente quell'amore.

Nonostante le esperienze avute, nonostante nè lei nè Vittorio fossero più dei ragazzini, aveva in sè la stessa agitazione, paura, e allo stesso tempo gioia, che tante volte aveva visto negli occhi delle sue nipoti quando stavano per sposarsi.

Era meglio non rimanere sola a pensare.
Uscì dallo studio, qualcuno in giro per casa prima o poi lo avrebbe pur trovato.


Hecate ha scritto:
Ripassava a mente tutto l' ordine di cose da fare e preparare... Solo che sembrava infinito!

Helena aveva cominciato a predisporre i preparativi per il matrimonio della zia, visto che era rimasta l' unica a Claraluna di coloro che di solito si occupavano di questo tipo di cose.
L' unica altra era la zia stessa..!
Solo che da tremenda pasticciona qual' era, aveva mischiato tutti i fogli d' appunti che aveva preso, con i fascicoli della Prefettizia, del Catasto e delle mille altre attività che svogleva.

Stava proprio cercando di ricavare un discreto ordine dall' insieme di carte che teneva in braccio, che camminando per i corridoi di Claraluna, andò a sbattere inevitabilmente - in un perverso senso di calamitosa ironia - contro la zia Aurora.
Il danno effettivo non sarebbe stato neanche troppo devastante - visto che i fogli caduti erano in numero davvero risibile - se non fosse stato che Helena prese un tale colpevole spavento - colta in castagna! - che alla vista della zia lancio all' aria le rimanenti pergamene.


Carn ha scritto:
Si era ormai fatto tardi e il sole,ormai stanco di star su a risplendere,cominciò timidamente a discendere oltre le montagne,creando un delicato gioco di luci e ombre.

Vittorio si fermò a guardare il tramonto fissandolo intensamente mentre nella sua mente ribollivano mille pensieri.

Il matrimonio ormai era vicino e lui non riusciva più contenere il suo cuore contemporaneamente ansioso e trabbocante di felicità per l'evento.

Sarà meglio che torni a casa pensò
si staranno preoccupando a palazzo

e con un deciso colpo ai fianchi fece muovere il cavallo lungo il sentiero


Barangay ha scritto:
Terminato il lavoro all’Università, Bartolomeo decise di recarsi a salutare l’amata sorella.

Durante il tragitto ripensava al loro primo incontro e alla forza del sentimento che aveva immediatamente provato per lei. Dapprima aveva pensato si trattasse del consueto amore che un Cavaliere prova per una Dama; era sempre pervaso tuttavia da una strana sensazione, come se avvertisse che le sue emozioni avevano intrapreso una strada sbagliata e non ne capiva la ragione.

La risposta ai suoi dubbi era arrivata il giorno in cui avevano scoperto di provenire dalla stessa famiglia, due fratellini che erano stati separati in tenera età dalle vicissitudini, a volte amare, che la vita riserva.

Da quel momento aveva cominciato ad amarla non solo come un fratello ma anche come quel padre che non avevano più. E le si rivolgeva chiamandola piccola mia, suscitando a volte le perplessità di chi non conosceva la loro storia.
Lei ricambiava quella complicità ripetendo sempre che erano uno la metà dell’altra, ed era vero.

Era sempre stata allegra e solare ma un giorno colse nei tratti del suo viso una serenità che non le aveva mai visto prima, capì che c’era una novità nella sua vita. Lei stessa gli parlò di quel Messere che conosceva da lungo tempo e gli raccontò di come una stima reciproca si era trasformata in un grande amore.

Bartolomeo rimase intimorito dalla notizia. Non conosceva Carn e continuava a chiedersi se fosse la persona giusta per lei. Aurora gli parlava del suo amore e di come lui se ne prendesse cura e lentamente le sue paure svanirono. E, quando arrivò il giorno in cui gli disse che si sarebbero sposati, provò una felicità immensa.

Mentre percorreva i corridoi del Palazzo si trovò di fronte sua sorella ed Helena che sembrava giocassero a lanciare delle carte in aria, una scena buffissima.

Riuscì a dire:
Ma che fate? E scoppiò a ridere.


Cele ha scritto:
Aurora guardò Bartolomeo e scoppiò a ridere anche lei.
Si voltò verso Helena e disse tra le risa
Volevamo imitare Vera nel lancio dei coriandoli ma mi sa che non siamo tanto brave.

Si mise a raccogliere i fogli per terra.

Che ci fai con tutte queste carte nipotina mia bella?
Io avevo proprio bisogno di un po' di compagnia e in più dovrei incontrare Alexander per chiedergli una cosa.
In realtà dovrei andare anche da Anna, ma chissà se con tutti i suoi impegni potrà ricevermi.


Riconsegnò i fogli a Helena, anche se non riusciva bene a capire cosa contenessero. Ranuncoli, Crema e Cioccolato, forse la nipote s'era ammattita. Cosa plausibilissima.

Si rivolse al fratello
E tu? Come mai qui?


Rosalba ha scritto:
Rosalba era arrivata a Livorno, decise di recarsi subbito a salutare suo cugino Carn , arrivò a palazzo , bussò .....
Il portone si apri e un uomo anziano si fece avanti si.. miledy cosa posso fare per voi?
Rosalba sorrise e Buona sera sono Rosalba Guicciardini sono qui per salutare mio cugino Carn è in casa ??
l'uomo anziano mi fece entrare.......


Hecate ha scritto:
Suo zio Bartolomeo le fece prendere un coccolone, così che tutte le carte che aveva fin ad allora recuperato le caddero di nuovo tutte dalle mani per lo spavento.

Rossa fin sopra ai capelli, borbottò qualcosa d' incomprensibile mentre s' affaccendava a raccogliere le pergamene, fino a che non le venne quasi un infarto: sua zia la stava aiutando!!
Pessima, pessima cosa. Il suo percorso mentale recitò: le raccoglie, quindi le legge, quindi capisce!

Nel frattempo, la bocca della zia era stata più veloce dei suoi neuroni, ed infatti le disse:
"Che ci fai con tutte queste carte nipotina mia bella?"
Panico!
"Io avevo proprio bisogno di un po' di compagnia e in più dovrei incontrare Alexander per chiedergli una cosa."
Ah, allora forse poteva sviare la sua attenzione..
"In realtà dovrei andare anche da Anna, ma chissà se con tutti i suoi impegni potrà ricevermi."
Perfetto! "Ma sì, zia, sono certa che Anna gradirà moltissimo la tua visita, e proprio perchè è così impegnata: una boccata d' aria fresca e la scusa occasionale per riprendersi dai doveri istituzionali! No?" le sorrise, speranzosa.

Vide poi che la zia Aurora s' accingeva ad iniziare una conversazione con lo zio Bartolomeo, così decise - alquanto egoisticamente, dovette riconoscerlo - di lasciare l' ortaggio bollente a lui.
Da dietro le spalle della zia, gli indirizzò un breve sguardo di scuse ed un occhiolino per rimandare un discorsetto che avrebbe fatto con lui più tardi.

"Ah, ehm.. Allora io vado zia, devo incontrare Vera per alcune faccende riguardanti.. uhm.. il giardino, ecco!
Chiamami pure se hai bisogno eh!"
si raccomandò, in modo da tentare di avere un vantaggio in caso di pericoloso avvicinamento.

E filò via quanto più veloce le gonne le permettessero.
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MessaggioTitolo: Re: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:07

Cele ha scritto:
"Ah, ehm.. Allora io vado zia, devo incontrare Vera per alcune faccende riguardanti.. uhm.. il giardino, ecco!
Chiamami pure se hai bisogno eh!"
le disse la nipote correndo via.

Il giardino? le urlò dietro Aurora E la Cioccolata con la Crema che c'azzeccano in giardino? Ma avevo bisogno di compagnia.... le continuò a dire mentre la nipote andava dritta per il corridoio.

Poi si voltò verso Bartolomeo esterefatta.


Ma altra metà! Uffa!! Volevo compagnia perchè se sto sola mi riviene l'ansia prematrimoniale e invece tutti c'hanno da fare.
Tu hai da fare?
E lo guardò con gli occhioni dolci che usava quando voleva ottenere qualcosa.


Barangay ha scritto:
Non appena la situazione riprese una parvenza di normalità, Aurora gli chiese se avesse da fare e lo pregò con gli occhi di restare un po’ con lei e, da dietro le sue spalle, Helena gli fece capire quanto fosse contenta di vederlo così da potersi defilare in tutta fretta.

Certo che ho da fare!!! Le disse. Voglio passare del tempo con la persona che più amo al mondo prima che, tra qualche giorno, un Messere me la porti via.

Lo guardò, dapprima perplessa, e poi sorrise.

Piccola mia, che ne pensi se ti invito a trascorrere due giorni da me? Potrò coccolarti, viziarti e anche giocare a prenderti in giro, così ti rilassi e non stai a pensare alle nozze, tanto ormai è tutto pronto. Sono certo che ci divertiremmo come due matti.

I realtà forse era lui ad aver bisogno di sdrammatizzare. Sapeva che il matrimonio avrebbe inevitabilmente cambiato il loro rapporto, ma questo era nell’ordine naturale delle cose.


1974 ha scritto:
lucano, era felicissimo per il matrimonio di cele e carn....

cele è stata la testimone di nozze al matrimonio di lucano e linda,per luc fu il regalo più bello averla accanto nel giorno delle sue nozze....

"ora tocca a me farla felice...torno a casa prendo linda e partiamo alla volta della Fortezza ClaraLuna"....pensò Luc...


Vindrveraly ha scritto:
..Uhm..

Seduta a terra, nel giardino esterno di ClaraLuna, scrutava il prato che aveva davanti, picchiettando nervosamente le dita sulle pieghe dell'abito.
Dietro di lei, molti fiori gettati e lo sguardo di sconforto di Gildo, per quella rapida demolizione del suo lavoro impiegato molti mesi.

Non riusciva a trovare un tipo di fiore adatto alla cerimonia, che potesse decorare e profumare la Chiesa e, al contempo, anche dove si sarebbe tenuto il ricevimento.

Dannazione! esclamò indispettita, alzandosi in piedi.

Pulì la veste velocemente, e reggendone i bordi si avviò verso la Fortezza, per cercare sua cugina Helena.


Cele ha scritto:
Aurora ascoltò le parole del fratello.

Due giorni insieme a te soltanto poco prima delle nozze, dici? si mise a riflettere.
Beh! Di pronto in realtà non ci sta nulla. Ma Helena mi scappa dalle mani non vedi? Devo ancora parlare con Alexander e Anna.
Però, casa tua e la Fortezza non sono mica così lontane.
Aurora rifletteva passeggiando avanti e indietro per il corridoio.

E sia! Se avranno bisogno mi troveranno da te.
Prendo qualche abito e andiamo.
Sorrise e andò in camera sua.

Preparò una sacca con qualche abito e raggiunse di nuovo il fratello.
Andiamo? Così magari mentre andiamo passo da Anna.


Black96 ha scritto:
Alexander era nel corridoio del palazzo di Claraluna per andare dai propri parenti, quando incontrò Cele in compagnia...


Cele ha scritto:
Scendeva allegra le scale sottobraccio a Bartolomeo.
Arrivati in fondo alle scale videro Alexander avanzare verso di loro.

Quale occasione migliore pensò Aurora staccandosi dal fratello.

Amore mio, mi perdoni un attimo se vado a chiedere una cosa ad Alexander? Pochi minuti e sono di nuovo da te.

Lasciò la sacca con gli abiti in mano al fratello e raggiunse Alexander.

Alexander, perdonami. Posso rubarti qualche minuto di tempo?
Avrei una cosa da chiederti...


Guardò l'uomo e con una leggera timidezza gli prese le mani tra le sue.

Forse quello che sto per chiederti ti stupirà e sicuramente penserai che potevo chiederlo a qualcun'altro.
So che non sei legato a me da legami di sangue ma solo affettivi e so che mi hai visto nelle situazioni più strampalate e imbarazzanti e che a volte non sono proprio la Dama perfetta che tutti vorrebbero avere al loro fianco.


Aurora si fermò un momento prima di proseguire.
Strinse più forte le mani di Alexander e lo guardò negli occhi.


Ma tu sei per me più di un amico, sei per me più di una fratello o di un padre.
Tu ci sei sempre stato nella mia vita.
Sei arrivato a Livorno che ero ancora piccola.
Sei entrato in questa famiglia costruendola insieme a tutti noi.
Sei stato mio compagno di lavoro e di giochi, mio collega e confidente.
Sei il padre dei miei nipoti e provo per te un affetto indescrivibile.

Non ti chiedo di farmi da testimone, sarebbe troppo scontato chiederlo a te.
Ti chiedo una cosa che per me è ancora più importante, una cosa che per me ha un significato enorme.
Ti chiedo di sorreggermi quando, in preda all'agitazione del momento, le mie gambe inizieranno a tremare.
Ti chiedo di stringermi la mano quando, pronunciando le promesse nuziali, mi tremerà la voce e il mio viso diventerà rosso come un peperone.
Ti chiedo, e lo faccio con il cuore, di accompagnarmi all'altare giorno delle mie nozze con Vittorio.


Aurora, con gli occhi lucidi, fermò le sue stesse parole e rimase lì in attesa che Alexander rispondesse.


Robermir ha scritto:
Nel frattempo a Terracina, Roberto di Luna si prodigava a portare avanti le sue idee sulle mìniere e sul come risolvere il problema della popolazione della sua nuova città.

Secondo me dovete iniziare a chiudere quella di pietra...

si prolungava a dire Roberto ai suoi conterranei.
E arrivata la sera andava sempre a prendere una pinta nella sua taverna "al Drago Verde" ed è lì che, guardando il mare dalla finestra si chiedeva tra sè e sè:

come faccio ad arrivare a Livorno con i porti bloccati e la cantieristica della mia nave ferma? Devo andare da mia madre e riabbracciare il mio amico e nuovo padre. E qualcuno sarà andato a depositare una rosa alla tomba di mio padre Baruch?

Questo si chiedeva mentre tra una risata e l'altra si intratteneva con i commensali. Ed intanto l'ultima luce ad ovest iniziava a spegnersi...


Black96 ha scritto:
Alexander sorrise ad Aurora mentre andava verso di lui lasciando una sacca al fratello, che Alexander salutò con un cenno.

Aurora gli chiese se avesse un minuto e, sorridendole, le rispose che non aveva niente di meglio da fare in quel momento.

Forse quello che sto per chiederti ti stupirà e sicuramente penserai che potevo chiederlo a qualcun'altro.
So che non sei legato a me da legami di sangue ma solo affettivi e so che mi hai visto nelle situazioni più strampalate e imbarazzanti e che a volte non sono proprio la Dama perfetta che tutti vorrebbero avere al loro fianco.


Alexander rimase perplesso...ma la lasciò continuare, era notevolmente imbarazzata e si notava.

Ma tu sei per me più di un amico, sei per me più di una fratello o di un padre.
Tu ci sei sempre stato nella mia vita.
Sei arrivato a Livorno che ero ancora piccola.
Sei entrato in questa famiglia costruendola insieme a tutti noi.
Sei stato mio compagno di lavoro e di giochi, mio collega e confidente.
Sei il padre dei miei nipoti e provo per te un affetto indescrivibile.

Non ti chiedo di farmi da testimone, sarebbe troppo scontato chiederlo a te.
Ti chiedo una cosa che per me è ancora più importante, una cosa che per me ha un significato enorme.
Ti chiedo di sorreggermi quando, in preda all'agitazione del momento, le mie gambe inizieranno a tremare.
Ti chiedo di stringermi la mano quando, pronunciando le promesse nuziali, mi tremerà la voce e il mio viso diventerà rosso come un peperone.
Ti chiedo, e lo faccio con il cuore, di accompagnarmi all'altare giorno delle mie nozze con Vittorio.


Cosa ?
Vuole che io l'accompagni all'altare, mamma mia e come le rispondo.
Che tensione, devo riordinare i pensieri e le parole.
Calma Alex, calma !


Cara Cele le disse stringendole le mani

Le parole che hai appena detto mi hanno visibilmente commosso.
Abbiamo, come hai detto tu, passato tanti bellissimi momenti insieme e quelli brutti eravamo insieme a sorreggerci uno con l'altro.
In questo momento non mi sorgono altre parole, posso dirti solo che...le mie mani ci saranno a sorreggerti quanto in preda all'agitazione le tue gambe inizieranno a tremare.
Ti posso solo dire che per me sarà uno dei momenti più belli della mia vita quando tu, finalmente, dirai di si al tuo sposo.


L'abbracciò stingendola forte a sé.

Quanti pensieri c'erano nella sua mente, voleva un bene dell'anima a quella donna ed era geloso, molto geloso del fatto che lei ora si dovesse sposare.
Vittorio era un brav'uomo, lo conosceva da molto tempo e si fidava di lui...ma Aurora sarebbe stata felice ? Certamente, lo sarebbe stata, ma a lui piaceva pensare di non averne la certezza, aveva, così, una giustificazione alla sua gelosia non comprensibile.
Non era solo gelosia, non sapeva neppure lui cosa provava, forse le voleva troppo bene. forse nei suoi pensieri più remoti che non conosceva bene nemmeno lui, voleva poter essere al posto di Vittorio.

L'abbracciò durò qualche secondo, Alexander assaporò l'odore che Aurora aveva, un odore naturale, un odore che ora gli intasava le narici e ne era terribilmente felice.

Le sorrise...


Rosalba ha scritto:
Rosalba stava seduta nel salotto , quando senti delle voci in corridoio e si affacciò era Cele con suo fratello subbito gli va incontro
Cele !!!!! sono arrivata !!!! e la abbracciò e si presentò a Barangay
Piacere di conoscervi sono Rosalba Guicciardini la cugina di Carn e gli sorrise....


Barangay ha scritto:
Bartolomeo si trovò davanti una Dama dalla splendida chioma che gli si presentò.

Il piacere è mio. Rispose emozionato. Sono felice di conoscere una Dama così graziosa e gentile, benvenuta nella nostra città. Avete fatto buon viaggio?
Consideratemi a vostra disposizione per qualunque cosa abbiate bisogno.


Rimase colpito da quell’incontro, quasi al punto da rimpiangere di non fermarsi a Claraluna.
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MessaggioTitolo: Re: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:10

Cele ha scritto:
Alexander le aveva detto di sì. L'avrebbe accompagnata all'altare e Aurora ne era immensamente felice.

Abbracciata a lui gli sussurrò
Grazie, grazie di cuore. Ho bisogno del Vostro sostegno più di quanto Voi non immaginiate.

Si staccò da quell'abbraccio e lo accarezzò Sei straordinario Alexander. Un uomo meraviglioso. Grazie.

E mentre lo ringraziava una voce a lei familiare la chiamò.

Cele!!!!! sono arrivata!!!! Era la cara Rosalba.

Oh tesoro disse Aurora correndo verso di lei e abbracciandola Sei arrivata. Che bello.
Sei la prima a raggiungere il Palazzo.
Hai atteso molto?
E subito passò alle presentazioni.

Lui è mio fratello Bartolomeo Angelo Di Luna, l'altra metà di me, lui invece e richiamò Alexander con un gesto perchè si avvicinasse è Alexander I Della Scala, padre di alcuni miei nipoti e mio grandissimo amico.

Vide il fratello emozionarsi leggermente, Aurora osservò la scena sospettosa.
Vedere il fratello così gentile e disponibile la fece ingelosire un poco e per richiamare l'attenzione disse
Che bello avere gente a Palazzo. Non vedevamo l'ora.
Ma prego, andiamo verso il salone, così ci accomodiamo di là e poi dirò a Fiorenza di mostrarti la camera che ti abbiamo preparato.


Come è andato il viaggio allora? Racconta....


Hecate ha scritto:
Per un pelo era riuscita ad evitare la catastrofe..
..O almeno questo era quello che credeva fino a quando sua zia non le gridò dietro:
"Il giardino? E la Cioccolata con la Crema che c'azzeccano in giardino? Ma avevo bisogno di compagnia.... "
"Acc..! Ha letto!!" pensò impanicata, prendendo a correre più veloce e continuando a far finta di non sentirla.

Era ancora impegnata a sfuggire alle deduzioni della zia, quando per poco non si scontrò anche con la cugina Vera.
Fece in tempo a prenderla per le spalle e dirle: "Vera, eccoti quì! Meno male!"
Se la mise velocemente sottobraccio e la fece voltare in un' altra direzione dicendo: "Vieni, cerchiamoci un posto riparato dove poter ordire il matrimonio alle spalle di tua madre.."


Rosalba ha scritto:
Oh tesorodisse Aurora correndo verso di lei e abbracciandola Sei arrivata. Che bello.
Sei la prima a raggiungere il Palazzo.
Hai atteso molto?
E subito passò alle presentazioni.

Lieta di conoscervi con un inchino e sorrise...
Sono appena arrivata Cele ,
il viaggio è adato tutto bene


Mentre si diriggevono verso il salone Rosalba aveva tante cose da dire a Cele, ma rimase molto colpita dalla gentilezza di Bartolomeo, e quando i loro sguardi si incrociavono lei arrossiva....



Vindrveraly ha scritto:
"Vera, eccoti quì! Meno male!" - sentì, mentre una mano le afferrava le spalle - "Vieni, cerchiamoci un posto riparato dove poter ordire il matrimonio alle spalle di tua madre..".

Dove vuoi, cugi mia adurata! le sorrise, incamminandosi sottobraccio con lei Ti confesso che finora non ho trovano nemmeno un fiore che mi piaccia!
E credo che Gildo mi abbia rimproverata più volte per aver estirpato più della metà dei suoi fiori.. anzi credo che lo stia facendo anche in questo momento a dir la verità!
- Rise - Comunque ho parlato con Agnese!
Per i dolci si farà aiutare da Fiorenza, mentre Evaristo ci aiuterà a sistemare le decorazioni..


E mentre continuava a parlarle si avviarono fuori i cancelli della Fortezza di ClaraLuna.


Black96 ha scritto:
Alexander sentì le parole di Aurora che gli entrarono nell'anima.

Dopodiché arrivò una Dama, Aurora presentò suo fratello e dopo, con un gesto, anche Alexander, il quale si avvicinò alla Dama e si accinse ad inchinarsi.

E' un piacere conoscerVi Madama.

Le disse sorridendo.


Cele ha scritto:
Aurora entrò in salone precedendo Rosalba, il fratello e Alexander.

Sono contenta il viaggio sia andato bene.
Ma prego, accomodati.
E le indicò il divano davanti a loro. Cosa ti faccio portare?

Notò dell'imbarazzo tra lei e il fratello ma cercò di non pensarci.
Prese la sacca dalle mani di Bartolomeo
Scusami "amore" disse sottolineando la parola amore te l'ho fatta tenere anche troppo. Dammi pure ora. E la mise vicino alla porta, così se ne sarebbe ricordata uscendo.

In questi giorni si prevede una grande affluenza di ospiti.
Sono così emozionata. Oggi non ho visto Vittorio però, dovrebbe arrivare prima o poi
Sorrise.

Io invece stavo andando a casa di mio fratello insieme a lui, avevamo pensato di passare qualche ora insieme prima dell'evento. Non so se magari preferisce organizzarsi in altro modo adesso. Lo guardò sospettosa, qualcosa le diceva che in quel momento Bartolomeo tutto volesse tranne lasciare ClaraLuna e quindi Rosalba.


Frannymorgana ha scritto:
Valacchia - Slatina - Accampamento One Amesha

La frescura serale portata dal vento riuscì a rischiarare la mente confusa di Francesca. Erano giornate pesanti piene di cose da fare, tutti gli eserciti erano in fermento e l'adrenalina scorreva veloce nelle vene dei soldati one e amesha.
Durante il giorno non era riuscita bene a pensare a quello che stava succedendo a casa in quei giorni, ma adesso stesa con le gambe appoggiate sul baule che conteneva tutte le sue cose, la donna pensò con un sorriso a quanto e quale fosse in quel momento il fermento a palazzo Claraluna. Sua zia Cele si stava per sposare di li a pochi giorni avrebbe coronato il suo sogno d'amore. Finalmente aveva trovato una persona che potesse reggere il confronto, starle vicina e renderla felice.

Quando Francesca pensava a sua zia le venivano in mente tutte le sue immense qualità, la amava con tutta se stessa anche quando brontolava e la riprendeva bonariamente. Zia Celeste, una madre, una amica, una sorella, la zia di tutti i Di Luna, simpatica intelligente disponibile sempre presente. Una politica impegnata, una donna di stato, bella e pasionaria...insomma sua zia...
Bhè Francesca doveva per forza fare qualcosa per farle sapere che le era vicina, come minimo doveva mandarle una lettera e un regalo. Si diresse quindi al mercato di Slatina per cercare qualcosa di adatto ....


Barangay ha scritto:
Bartolomeo era rimasto veramente impressionato da Rosalba. Ascoltava le parole di Aurora ma non poteva fare a meno di voltarsi nella sua direzione e cercarne lo sguardo.

Che bel volto, che lineamenti aggraziati ripeteva tra sé. Aveva colto anche una leggera timidezza ed era una delle qualità che più apprezzava in una Dama. Suscitava in lui un immediato istinto di protezione. E poi quei capelli, li immaginava soffici come la seta.

Avrebbe voluto dire a sua sorella: oggi sono ancora più felice per il tuo matrimonio. Si trattenne, non voleva assolutamente creare più imbarazzo di quanto già non ce ne fosse.

Era combattuto tra il desiderio di non interrompere quel momento incantevole e il bisogno di restare solo con la sua sorellina e chiederle tutto ciò che sapeva di lei.

La curiosità ebbe il sopravvento. Piccola mia, se vogliamo andare da me dovremo incamminarci. Si rivolse quindi a colei che aveva già rapito i suoi pensieri. Vogliate scusarmi Dama Rosalba, avevo promesso a mia sorella che avremmo passato del tempo insieme a casa mia, ma sono certo che torneremo presto. Approfittate per riposarvi dalle fatiche del viaggio.

Riuscì a regalarle il suo sorriso migliore, che lei ricambiò.


Krisclaire ha scritto:
I cavalli rallentarono il passo, fino a fermarsi del tutto.
Erano arrivati.
Ginevra prese in braccio la figlia addormentata ed iniziò a scendere, attendendo che il marito le desse una mano.
La gioia del ritorno era immensa, ma non si sarebbe mai aspettata il vortice di emozioni che l'aveva travolta non appena aveva rivisto il palazzo da lontano.
Claraluna...
Aveva chiuso l'uscio da giovane ragazza sorridente e iperattiva con un mucchio di speranze e sogni ,lo avrebbe riaperto da donna, sposata e matura, con tanti sogni realizzati ed un ricco bagaglio d'esperienza.
Era finalmente a casa.

Si ridestò : era la non solo per Claraluna e tutta la famiglia, ma sopratutto per sua Zia Celeste.
Finalmente si sposava!
Prese Alessandro ed Irene per mano ed entrò nel palazzo.

"C'è nessuno??"
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Età : 26
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MessaggioTitolo: Re: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:12

Cele ha scritto:
Aurora osservava Bartolomeo e Rosalba curiosa, leggermente divertita, estremamente gelosa.

Vuoi vedere che mi si innamora il fratellone pensava.

Le parole di Bartolomeo la richiamarono all'attenzione ma in realtà lui non faceva altro che guardare Rosalba e continuava a sorriderle come se fosse la prima ragazza che vedeva in tutta la sua vita.


Sì certo, altrimenti poi facciamo tardi e non riusciamo neanche a festeggiare come si deve per l'ultima mia sera da nubile. Guardava il fratello in attesa di una sua mossa ma quello niente, guardava solo Rosalba.

Il portone del Palazzo si aprì
C'è nessuno?
Aurora si sporse un attimo per vedere chi era entrato e in un batter di ciglia era già in piedi Ginevra!! urlò e velocemente si diresse verso il portone.

Arrivata all'entrata del Salone però, per via della velocità dei suoi passi, non si accorse della sacca che aveva lasciato prima e con pochissima grazia cadde rovinosamente a terra, atterrando ai piedi dei tre appena entrati.


Ahiuuuuuu... Che male! Mannaggia si lamentava mentre provava a ricomporsi e a mettersi in piedi di nuovo.
Alla fine decise di rimanere in ginocchio un attimo per essere certa che tutti i suoi organi fossero ancora al loro posto.

Che figura penosa che aveva fatto, per di più davanti ad un ospite come Rosalba.

Guardò Ginevra tutta rossa in viso, poi Alessandro, e scoppiò a ridere a crepapelle. Con gli occhi pieni di lacrime di ilarità si alzò e abbracciò la nipote
Bentornata a casa!


Nuada ha scritto:
Il lento incedere del cavallo e la lieve brezza che arrivava da ovest conciliava i pensieri.
Era un viaggio lungo, molto stancante vista la marcia forzata che si erano imposti per arrivare in tempo
- beh...solo io dovevo arrivare in tempo - pensò osservando lo sguardo stanco della nipote che procedeva al suo fianco
- ci siamo quasi....ancora uno sforzo e saremo in un comodo letto di un'accogliente locanda livornese -
A quel pensiero le sue gambe si rilassarono quasi che stessero già pregustando quella deliziosa posizione orizzontale
Sfilò i piedi dalle staffe e lì lasciò oscillare nel vuoto al ritmo dei movimenti di Findias
Un raggio di sole che sbucò all'improvviso tra le nuvole lo fece precipitare di nuovo nei suoi pensieri

Pensò a livorno...al viaggio di qualche mese fa...ci pensò con un misto di malinconia e di gioia
Dopo tanto tempo stava ritornando...
Chissà come erano cambiate le cose...le persone...
Estrasse dalla giubba l'invito che aveva ricevuto,lo aprì e l'osservò un'istante...
Dopo averlo ritirato di nuovo si voltò verso la nipote e disse "che ne dici di una piccola corsetta tanto per spezzare la noia?" e senza attendere la risposta si allontanò al galoppo con un sorriso sul volto


Hecate ha scritto:
La cugina Vera la condusse fuori della Fortezza di Claraluna, così Helena ne approfittò per portarla a casa sua.

Varcato il portone, la precedette su per la scala esterna, sbucando nel corridoio superiore che conduceva alla sua camera da letto.
Vide la cugina esitare un attimo - probabilmente pensando fosse un luogo troppo intimo - ma Helena le fece un gesto come per liquidare la questione, e le fece varcare invece la porticina a lato del camino che dava su di un grazioso porticato a pianta quadrata.
"Ecco, sistemiamoci quì." le propose, facendola accomodare su di un divanetto ricavato nel muro. "Da quest' altezza, potremo riuscire a scorgerla se dovesse arrivare," disse, alludendo alla zia "ed in più non verrebbe mai a cercarci quì!" esclamò soddisfatta.

"Bene!" riprese poi "Hai detto che per i dolci ci pensano Agnese e Fiorenza, e che Evaristo è a disposizione per le decorazioni, eh?
Bene-bene.."
si sfregò le mani con aria cospiratoria.

"Per i fiori non devi preoccuparti, cugina mia! Ho pensato di organizzare il tutto ispirandolo al ranuncolo, che è il fiore preferito di zia, e di cui Claraluna ovviamente è piena! Che ne dici, ti piace l' idea?
Pensavo di studiare per farne la torta, il bouquet, le decorazioni, e.. e.. Eh?"
le chiese, con sguardo acceso.


Samy92 ha scritto:
samantha era appena tornata apposta per il matrimonio di sua zia Aurora....ma non era neancora riuscita a fare qualcosa..o organizzare..

ma mentre tornava verso Claraluna aaveva visto sua zia Helena e sua zia Vera entrare nella casa della zia...cosi si nascose e le suguì fino ad un meraviglioso porticato...

"Per i fiori non devi preoccuparti, cugina mia! Ho pensato di organizzare il tutto ispirandolo al ranuncolo, che è il fiore preferito di zia, e di cui Claraluna ovviamente è piena! Che ne dici, ti piace l' idea?
Pensavo di studiare per farne la torta, il bouquet, le decorazioni, e.. e.. Eh?"


le sentì parlare..ma quando entì la parola..decorazioni...infilò la mano dentro la sua sacca...prese una manciata di coriandoli che aveva preso dalla cugina quando si erano incontrate a MAntua....e saltellando intorno a loro...li lanciò in aria...

ecco io ho un'idea....ci devono essere tanti coriandoli...

e guardandole diede un bacio ad entrambe e poi si sedette anche lei..


Vindrveraly ha scritto:
Ed andarono così a casa di Helena.
Le piaceva quella abitazione ed il clima sereno, calmo, tranquillo di assoluta pace che si respirava all'interno.
Se mai avesse avuto una casa all'infuori di ClaraLuna, l'avrebbe voluta come quella!

Spesso vi si era recata per un motivo o per un'altro, e sempre lei ed Helena avevano conversato amabilmente nel Salotto.
Questa volta però la cugina la condusse ai piani superiori, precisamente nella sua stanza.

Un po' esitante, data la straordinarietà dell'evento, entrò dopo un cenno di Helena, e si accomodò su di un divanetto ricavato nel muro.

Sorrise un po' inquieta.
Il giorno delle nozze si avvicinava ed i preparativi non erano affatto conclusi.

"Per i fiori non devi preoccuparti, cugina mia! Ho pensato di organizzare il tutto ispirandolo al ranuncolo, che è il fiore preferito di zia, e di cui Claraluna ovviamente è piena! Che ne dici, ti piace l' idea?
Pensavo di studiare per farne la torta, il bouquet, le decorazioni, e.. e.. Eh?"


Le annuì sorridendo, vedendo la sua vitalità.

"Mia madre Aurora si sposa.." si ritrovò a pensare, in quell'istante.
Le pareva ieri soltanto quando, emozionata, Aurora le mostrava la missiva di Vittorio, sedute in una taverna francese.
Poi al loro ritorno lui era lì, giunto a Livorno, ad attenderla.

Un sorriso le illuminò il volto pensando ai due assieme.
Ed avrebbe continuato a pensare se non avesse notato la pioggia di coriandoli che le stava riempiendo il capo.

Ne prese uno, esclamando Ma che..? e poi sentì la voce di sua cugina Samantha.

"ecco io ho un'idea....ci devono essere tanti coriandoli..."

Samyna! - disse stupita nel vederla - Come sei arrivata qui? Credevo fossi a ClaraLuna!
Bien, allora potrai aiutarci! Stavamo parlando appunto della torta e delle decorazioni!


E rivolgendo un sorriso ad Helena, attese che fosse lei a prendere la parola.


Nobledupont ha scritto:

Tito guardava Francesca indaffarata nel preparare una missiva per sua zia;
Da li a poco si sarebbe sposata e doveva essere il giorno più bello, o almeno più romantico della sua esistenza e sicuramente Francesca non avrebbe deluso le aspettative.
Il colonnello capì immediatamente che si trattava di una cosa seria, l’avvenimento dell’anno per la famiglia Di Luna, lo si leggeva negli occhi di Franny, che splendevano di dolcezza e amore.


Prese un foglio ingiallito dal sole cocente delle ultime giornate valacche, con a fianco la consueta bottiglia di whiskey irlandese iniziò a scrivere una lettera per Aurora Celeste, convinto che sarebbe stata una bella sorpresa per Francesca sapere che Tito Alessandro aveva a cuore le vicende della sua famiglia, o quantomeno si impegnava con piccole azioni quotidiane.


Cara Aurora Celeste ho saputo del vostro imminente matrimonio e voglio lasciarvi un piccolo ricordo, un dono proveniente da terre lontane che possa, per voi, rimanere indelebile.
Non sono gioielli e nemmeno arredi per la vostra dimora…sono solo parole

…Io che esisto, e perciò sono vero,
guardo oltre la luna musicale,
e lungo il viale alberato di Slatina
vedo luci tristi come tutta la mia vita.
Corpo Celeste, indaco sui miei occhi
sei l’unico sogno che conosco davvero…
Ho l’anima schiacciata sotto un sasso troppo grande
per poterlo rimuovere…
E il dispetto che ho per questa vita, mi rende
cosciente in tutto quello che faccio (che è nulla).
La sporcizia delle strade è la metafora dell’esistenza.
Tutto è fermo, dimenticato…
…per non cambiare altare, per non guardare il mare.…

...Voi domani avrete il vostro mare.


Tito Alessandro Colonna Nobledupont

Colonnello Brigata AMESHA


Uscì dalla tenda e andò a cercare al mercato il piccione viaggiatore più veloce che ci fosse.
La missiva doveva arrivare la sera del giorno fatidico all'interno della cattedrale, durante la cerimonia.


Rosalba ha scritto:
La curiosità ebbe il sopravvento. Piccola mia, se vogliamo andare da me dovremo incamminarci. Si rivolse quindi a colei che aveva già rapito i suoi pensieri. Vogliate scusarmi Dama Rosalba, avevo promesso a mia sorella che avremmo passato del tempo insieme a casa mia, ma sono certo che torneremo presto. Approfittate per riposarvi dalle fatiche del viaggio.
Riuscì a regalarle il suo sorriso migliore.

Rosalba ricambiò con un sorriso
Ve ne andate , spero di rivederla ancora.....

Quando il portone del Palazzo si aprì C'è nessuno?
Aurora si sporse un attimo per vedere chi era entrato Ginevra!! urlò e velocemente si diresse verso il portone......


Giovanni ha scritto:
Sembrava che finalmente non mancasse nulla.. - La spada! - non si sa bene a chi ma urlò..

Quella da parata, senza filo! teoricamente oggi, non doveva ammazzare o farsi ammazzare da qualcuno.. ma con Giovanni, il teoricamente era sempre molto relativo..

Fortunatamente il cavallo era già sellato.. un purosangue che arrivava dalle scuderie del Conte d'Altavilla, cavallo con cui Giovanni aveva ormai una certa dimestichezza e che lo accompagnava in ogni sua uscita nonostante a detta di molti avesse un carattere molto scontroso..
- il cavallo ovviamente, non Giovanni anche se qualcuno avrebbe da ridire.. -

La galoppata fu veloce e accompagnata dalla brezza primaverile
- Chissà forse oggi, si riuscirà ad andare d'accordo per 20 secondi.. - furono le ultime parole famose..
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MessaggioTitolo: Re: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:17

Contessaromana ha scritto:
Alessandra era affacciata dalla finestra della sua camera e si godeva il venticello fresco quando ad un tratto in lontananza vide un cavallo che cavalcava verso la sua casa..man mano che si avvicinava stava realizzando... "Giovanni!!!"

Scese le scale di corsa vestita così com'era...e lo attese fuori la porta a braccia conserte


Barangay ha scritto:
L’arrivo di Ginevra e Alessandro con la bambina lo riporto in sé. Stava per alzarsi e andarli ad abbracciare quando Aurora ne combinò una delle sue. La vide cadere ai loro piedi, non per prostrarsi dalla felicità, ma per la famosa sacca che era stata l’involontaria protagonista della serata.

Riuscì comunque a non ridere, la scena era alquanto buffa, ma quando la sentì gridare dal dolore non poté fare a meno di correre verso di lei. Piccola mia, come ti senti? No, non ad un giorno dal matrimonio, pensò!

E naturalmente lei scoppiò a ridere. A quel punto gli fu ancor più difficile mantenere un contegno, il suo riso era contagioso e lo spavento era svanito. Si ricordò tuttavia di essere il medico di casa.

Alessandro ti prego, aiutami a portarla nella sua camera. Voglio controllare se la caduta ha avuto conseguenze. Mentre percorrevano i corridoi del palazzo lei lo guardava con aria di sopportazione, quasi a dire: E piantala di trattarmi come fossi una bambola di porcellana!

Una volta arrivati, Alessandro si congedò e rimasero soli. Invece di chiederle come si sentisse, partì all’attacco. Chi è quella Dama che mi hai presentato? Voglio sapere tutto di lei.

E che pensi che non mi sono accorta? Eri imbambolato! E la tua sorellina, non la visiti? Mi fa male la gamba.

Le sollevò delicatamente la gonna e pensò ancora una volta quanto Carn fosse fortunato. Certo che hai delle belle gambe piccola mia! La loro confidenza lo consentiva. Notò quindi una piccola ferita sulla coscia destra. Mannaggia Aurora, avrei voluto che il giorno del tuo matrimonio la tua bellezza fosse senza soluzione di continuità.

Quanto sei scemo Baran mio, hai mai sentito parlare di giarrettiere? Ne indosserò una sopra la ferita e sarà tutto a posto!Era lei, quella di sempre.

Ascolta piccola, ormai è tardi. Non possiamo lasciare Claraluna. Vorrà dire che ti inviterò presto insieme al tuo amore. Torniamo nel salone. Sentiva già la mancanza di Rosalba.


Giovanni ha scritto:
Il linguaggio paraverbale non prometteva nulla di buono.. quelle braccia conserte potevano dire solo una cosa - GUAI - .. l'incoscienza di Giovanni, superava però anche quelle poche indicazioni che la sua scarsa sensibilità verso gli altrui animi gli mandava..

Certo, qualcosa l'aveva pur compreso.. ma che fare? Non chiedere nulla, sperando che se ne sarebbe dimenticata prima di subito, qualsiasi cosa di sbagliato ci fosse in quella giornata assolata?

No eh.. questa si sarebbe chiamata fortuna sfacciata, e Giovanni non era solito credere nella fortuna, ma piuttosto era solito sfidarla..
- la fortuna.. - e sfoggiando quanta più inconsapevolezza riusciva.. pose la fatidica domanda..

- Tutto bene? -


Contessaromana ha scritto:
Lo vide arrivare tutto in tiro su un bellissimo cavallo

- Tutto bene? - le chiese con disinvoltura...

"Mi spieghi che ci fai qui?? Mi hai fatto prendere un colpo, pensavo di essermi dimenticata del matrimonio con la testa che ho...invece...è domani!!!" disse era alterata, ma le veniva anche da ridere guardando la sua faccia " ci pensò un attimo "...e poi scusa ti presenti a cavallo, così senza carrozza tzè"


Giovanni ha scritto:
"Mi spieghi che ci fai qui?? Mi hai fatto prendere un colpo, pensavo di essermi dimenticata del matrimonio con la testa che ho...invece...è domani!!!...e poi scusa ti presenti a cavallo, così senza carrozza tzè"

- Beh si.. - iniziò a pensare Giovanni.. - forse qualcosa da recriminare a vederla bene tutta ce l'ha.. - .. ammetterlo però significava come minimo aggiungere un nome di sfidanti in arena..

- Ehm.. beh, uno non può nemmeno farti una sorpresa e invitarti a cavallo? - ci fu un momento di silenzio, un silenzio che parve eterno

- No non regge come scusa.. vabbeh tocca che aggiungo un nome in agenda.. - e mentre guardava il cielo sbuffando immerso in questi pensieri.. il lampo di genio.. qualcuno gliel'aveva detto che di solito funzionava..

- Bel coprispalle.. - disse sfoggiando un ampio sorriso, allungando la mano per aiutarla a salire..


Contessaromana ha scritto:
"Ehm.. beh, uno non può nemmeno farti una sorpresa e invitarti a cavallo? "

"Si come no, questa non regge"

- Bel coprispalle..- rise lasciando cadere nel silenzio quella sua esclamazione scontata, prese la mano di Giovanni e salì sul cavallo..

"Allora dove andiamo messere?"


Carn ha scritto:
La giornata era bellissima e le nuvole erano ormai lontane

Era quasi tutto pronto.

Una buona parte della famiglia si era già incamminata per raggiungere Livorno ,mentre lui era rimasto ancora a San Miniato per sbrigare alcune faccende tanto noiose quanto sgradevoli.

Il canto di un uccellino ,postosi sul davanzale della finestra,indusse Vittorio ad alzarsi e a discostarsi per un momento da quei gravosi compiti.

Dei passi pesanti si Avvicinarono

Non ebbe neanche il tempo di Voltarsi che Alfredo,il vecchio maggiordomo di casa,entrò sbattendo la porta in una maniera cosi violenta che fece lo sobbalzare.

Alfredo ma sono questi i mod..
cominciò Vittorio,ma non riusci a finire la frase

Santo Aristotele!! esclamò Alfredo spaventato a morte ,facendo cadere tutti i fascocoli che stava trasportando

Alfredo scusami ,ma che ci fai qui?
Disse Vittorio con un aria abbastanza Infastidita
Quell'entrata si era dimostrata infatti un vero e proprio sfondamento di porta...

lo sai che quando sono in studio non vogli essere disturbatoContinuò


che ci fai Tu qui Vittorio

Disse di tutta risposta Alfredo interrompendolo bruscamente

non hai un piccolo impegno fra due giorni? tipo un matrimonio?

Alfredo non essere ironico ,so benissimo che mi devo sposare a livorno

bene Continuò lui

saprai anche che già la maggior parte della famiglia si è messa in viaggio?

si ovvio disse Vittorio con aria sempre più infastidita

e saprai anche che la strada per pisa è stata interrotta a causa di un scontro tra una banda di briganti e l'esercito?

Disse alfredo con un sorrisetto sornione

Vittorio impallidì di colpo

Preparami subito il cavallo devo partire immediatamente!esclamò a gran voce
non posso essere in ritardo pure al mio matrimonio!

é già pronto dato che avevo calcolato questi tipi di "inconvenienti"
Disse Alfredo con un aria Boriosa

baderò io al palazzo in tua assenzaContinuò il maggiordomo

benissimo scendiamo allora di sotto disse Vittorio uscendo dalla camera


Kestel ha scritto:
I giorni passavano in fretta ed il giorno prima era arrivato. Michele picchettava nervosamente le dita di una mano sulla sedia di legno, in giardino.
Si guardava attorno: le giornate si allungavano, la primavera era finita, tante le cose cambiate, le situazioni trasformate.
Pensava alla sera dopo, inevitabilmente. Non sapeva come rendersi utile, ancora. Rimase assorto, senza pensieri, sentendosi rilassato, lasciando scorrere il tempo come scorre l'acqua nei ruscelli.
Quando il sole scomparve dietro gli alberi, si ricompose dal momento di riflessione, si alzò dalla sedia e si infilò in casa in cerca di una presenza umana.


Giovanni ha scritto:
"Allora dove andiamo messere?"

- Gentile dama.. - disse Giovanni.. - Gentile era l'eufemismo che Giovanni usava quando si avvicinavano gli scontri in arena..- Abbiate fede.. - e dando un colpo alle redini spronò il cavallo, che al galoppo risalì la stradicciola lungo il fiume Cornia.. fino ad un immenso roseto..

Eh.. il padrino, il Visconte di Marciano, una sera gli disse..
- Giovanni, ricordati, con una rosa, potrebbe anche salvarti la pelle.. -

E girandosi a guardarla dopo aver rimirato il roseto disse..

- Ma.. grige le hanno finite? -

Si.. decisamente non era un botanico..


Contessaromana ha scritto:
Gentile dama.. - disse Giovanni..- Abbiate fede.

Era curiosa di sapere dove stavano andando...arrivarono ad un roseto

- Ma.. grige le hanno finite? -


"Le rose grige non esistono, mai viste...blu,rosse,gialle...ma grige solo tu le conosci" rise e mentre Giovanni cercava delle rose inesistenti lei accarezzava e giocava con il cavallo

"Però... bel posto questo"
pensò


Giovanni ha scritto:
Giovanni guardava il cavallo perplesso.. l'ultimo che aveva provato ad accarezzarlo si era trovato uno zoccolo stampato sulle terga..

Eppure sembrava così mansueto in quel momento..

Comunque, la ricerca della rosa grigia era diventata questione personale tra Giovanni e il roseto..


- A me roseto dei miei stivali.. -

L'ovvia conclusione fu roseto 1 - Giovanni 0.. ma tornò da Tessa stringendo in pugno qualche petalo di rosa muschiata...


Contessaromana ha scritto:
Guardò i petali nella mano di Giovanni "Ah vedo che non hai trovato la tua rosa grigia, però bella questa...muschiata non l'avevo mai vista" prese i petali e li guardò attentamente poi li ripose nella tasca con cura "ma dimmi questa rosa ha un significato particolare? Tutti i fiori lo hanno" chiese curiosa come sempre..intanto cominciò a raccoglierne diverse rosse per il matrimonio


Cele ha scritto:
Bartolomeo la aiutò a rialzarsi ed insieme ad Alessandro la fecero salire in camera per una visita veloce.

Oh Cristo, ogni volta la stessa storia! Non mi sono fatta niente e subito parte con i medicamenti, quando lo capirà che sono cresciuta? Sbuffava in testa sua mentre si faceva letteralmente trascinare dai due.

Arrivati in camera si sedette sul letto pronta ad alzare la gonna fino al punto in cui sentiva dolore ma il fratello le fece qualche domanda che in realtà Aurora si aspettava, ma non in quel momento.


Chi è quella Dama che mi hai presentato? Voglio sapere tutto di lei.

Aurora lo guardò per lunghi minuti, poi si piazzò sul suo viso il sorrisetto tipico che aveva quando stava escogitando qualcosa e Bartolomeo sì, gliel'avrebbe pagata per quella mancanza di tatto.
Invaghirsi proprio ad un giorno dalle sue nozze. Il giorno in cui lei doveva essere l'unica donna protagonista.

Ma in realtà questi erano solo pensieri falsi e stupidi, la verità era che Aurora era stramaledettamente gelosa di Bartolomeo. Tantissimo.


E che pensi che non mi sono accorta? Eri imbambolato!
Lei è Rosalba Guicciardini, cugina del mio futuro mariro, Vittorio.
Come hai potuto vedere è Dama graziosa e assai simpatica e socievole.


Aurora sbuffò E la tua sorellina, non la visiti? Mi fa male la gamba.

Sollevò la gonna e arrossì leggermente davanti ai complimenti del fratello Hai visto? Buon sangue non mente biondo.

Mannaggia Aurora, avrei voluto che il giorno del tuo matrimonio la tua bellezza fosse senza soluzione di continuità.

Aurora guardò il piccolo graffietto e si mise a ridere. Quanto sei scemo Baran mio, hai mai sentito parlare di giarrettiere? Ne indosserò una sopra la ferita e sarà tutto a posto!

Finalmente Bartolomeo aveva capito che non era niente di grave e rassegnato constatò che ormai il tempo per andare a casa sua era passato.
Gli ospiti erano già arrivati e di certo non sarebbe stato cortese lasciarli lì per andare a prendersi a cuscinate con il proprio adorato fratello.


Sì certo, mi sa che hai ragione.
Come lascio tutti gli ospiti in casa da soli.
Ora scendiamo in salone, tranquillo...
Piuttosto, volevi dirmi qualcosa? Volevi passassimo due giorni insieme, presumo per dirmi qualcosa di importante.


Intanto i pensieri di Aurora....

"Chissà come cambierà la mia vita una volta sposata.

Adesso sono la Zia Cele, quella sempre presente, che fa avanti e indietro tra Palazzo ClaraLuna, i posti di lavoro e le case di fratelli, nipoti cugini.
Tra pochi giorni invece sarò la Signora Guicciardini, avrò più nipoti, acquisiti, avrò nuove zie, zii, cugini. Molti dei quali già conosco.
Farò parte di una famiglia ancora più grande.

E allora cosa cambierà nei rapporti con la mia famiglia e i miei amici, manterrò la stessa presenza di prima? Riuscirò a gestire tutto anche una volta sposata?
Le mie forze adesso saranno tutte rivolte all'uomo che amo più di ogni altra cosa, ma allo stesso tempo la mia famiglia continuerà ad avere bisogno della mia presenza.

E il rapporto con mio fratello? Di certo non potrò andare a passare la notte a casa di lui per quelle lunghe chiaccherate.
Per poi risvegliarsi con la testa appoggiata alla spalla di lui sul divano.

Ora che una nuova pagina della mia vita sta per iniziare cosa cambierà?

E i miei viaggi? Ne farò ancora?
Il mio lavoro? Potrò occuparmi di tutti gli interessi coltivati finora?"

Si alzò mentre tutti questi pensieri le riempivano la mente.
In realtà ci pensava da giorni e giorni ma non ne aveva parlato con nessuno e probabilmente neanche ora lo avrebbe fatto.
Si avvicinò alla finestra e con la mano appoggiata sul vetro guardò il mare che si estendeva davanti a loro.

Pensò alle persone lontane, persone che avrebbe voluto al suo fianco per quel giorno così importante.

Pensò a Francesca, pensò a Roberto...
E sapeva che c'avrebbe pensato per tutto il tempo e ancora oltre.
Ormai, anche se non lo dava a vedere, non pensava ad altro.
Quelle persone, così importanti ma nello stesso tempo così lontane, le mancavano enormente.


Mi amerai tanto quanto lo fai ora? disse in un sussurro.

Lo disse guardando fuori, quasi lo chiedesse a tutta la città, a tutta la famiglia.
Lo chiedeva al figlio lontano, alle nipoti lontane, alla figlia Vera, a Helena, al fratello alle sue spalle, a tutti i nipoti, i cugini e gli amici.

Lo chiedeva a sè stessa.


Dinful ha scritto:
Dinful , si guardava attorno , conosceva molte persone , ma con lo sguardo cercava Cele, voleva salutarla e congedarsi da Lei ...

Suo malgrado aveva un impegno che lo obbligava a partire immediatamente ...

La vide sorridente e radiosa , circondata da un nugolo di altre ragazze più agitate di Lei ...

Si fece strada fra gli invitati rispondendo ai saluti e ... cercò di raggiungerla ..


Nuada ha scritto:
Fu accolto dal personale di servizio di palazzo Claraluna al quale si presentò
" Messer Brian DalgCais Della luna, sono quì per il matrimonio di dama Celeste"
e aggiunse "gradirei porgerle i miei saluti,dove posso trovarla?"
Gli venne fatto cenno di accomodarsi nella sala dove incrociò gli sguardi incuriositi di persone che non aveva mai visto né conosciuto ma coi quali condivideva il motivo della presenza in quel palazzo
Decise di guardarsi attorno per vedere di trovarla da solo o almeno d'incontrare qualcuno di conosciuto a cui chiedere


Filangieri ha scritto:
Anna aveva appena finito d’acconciarsi i capelli davanti allo specchio e s’apprestava a vestirsi .
S’era tenuta un pomeriggio libero per prepararsi decorosamente per il matrimonio della sua più grande amica .
Aveva trascorso più di un’ora nella tinozza , mentre Brunilde continuava il suo viavai con acqua calda ,profumata alla lavanda; poi aveva scelto un abito di seta blu cina con lunghe maniche decisamente aderenti e piuttosto lunghe che le coprivano quasi interamente il dorso della mano . Laccetti e nastrini dorati impreziosivano i ricami tono su tono e completavano la bellezza di quel vestito …

Uhm ..Brù !!! …Ho bisogno di una mano con questo bustier !!!

La serva ciabattò ansimando nella stanza .

Anna l’osservò : Maremma Brù ! Ma non sai proprio più dove sistemare tanta buona salute ?

Brunilde era decisamente ingrassata e faticava persino a camminare . Le gote tonde e traboccanti a malapena lasciavano lo spazio alle labbra e alla prominenza del naso e quasi inglobavano gli occhi affondati nelle orbite . Il petto ampio , pesantemente fluttuante sullo stomaco non recava tracce di spartizione : omogeneo , flaccido che neppure di distingueva dall’addome a forma di cupola e talmente convesso che avrebbe fatto pensare ad una gravidanza , se l’aspetto animalesco della serva e l’età avanzata non avessero eliminato il sospetto …

Brunilde devi smetterà di mangiarti 4 capretti al giorno o finirai per stramazzare in terra . Anzi – le guardò le gambe – menomale che a sostenere questa mole ci sono un paio di gambe provvidenzialmente proporzionate , ma che come vedo si muovono a fatica …
L'osservò ancora mentre le si avvicinava per stringerle il corpetto e si domandò come avrebbe fatto a non morire schiacciata o soffocata dalla forza disumana con cui la serva avrebbe tirato i lacci …
E così fù: costretta in quella morsa a malapena riusciva a respirare e sembrava rigida come una scopa , si muoveva piano per evitare la deflagrazione del proprio corpo e lo sbrindellamento dell’abito e si sarebbe risparmiata volentieri la penitenza di sedersi in carrozza , piuttosto avrebbe ingoiato una lucertola viva !!!

Ma la vanità è femmina ed Anna teneva particolarmente a star bene quella sera …

Appoggiò un piede sul predellino per scendere mentre un paggio in livrea le porgeva la mano per aiutarla
Principessa …

Maremma – pensò Anna – speriamo di non precipitargli addosso , questo bustino è peggio della pressa del Torquemada !!! .

Lo guardò con nonchalance e accennado appena un sorriso scese dal quel cocchio con grande naturalezza .

Grazie Aristotele grazie...
, pensò …

E finalmente entrò in sala ,salutò chi le si faceva incontro , ma con lo sguardo cercava Aurora per dirle quanto fosse immensamente felice per lei , per loro …
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MessaggioTitolo: Re: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:24

Barangay ha scritto:
La sentì sussurrare. Mi amerai tanto quanto lo fai ora? Quello fu il momento più difficile, ci fu una lotta tra le lacrime che cercavano la naturale via di uscita e la volontà di farle vedere che era forte come una roccia.

Piccola mia. La strinse a se. Il mio amore per te potrà solo crescere giorno dopo giorno. Non ci sarà distanza, non ci saranno persone e non ci saranno situazioni che potranno allontanare i nostri cuori. Siamo e saremo sempre uno la metà dell’altra.

A quel punto le lacrime vinsero la battaglia. Ma fortunatamente quell’abbraccio stretto le impedì di vederle, riuscì ad asciugarsi gli occhi di nascosto e le diede un bacio in fronte.

Piccola mia, sai perché insistevo che venissi a casa mia? Il tuo abito è pronto e volevo essere il primo a vedere che sarai la sposa più bella.

Decisero che avrebbero mandato la fidata Fiorenza a prenderlo.


Irene_ ha scritto:
Irene era arrivata insieme ai genitori. Quando le aprirono le porte a palazzo Claraluna le vennero le lacrime agli occhi: era da molto tempo che non entrava a palazzo!

Aveva immaginato un po' la situazione, tutti agitati, tutti di corsa, chi cercava di fare nuove conoscenze, chi faceva passeggiate lungo i corridoi del palazzo... e in effetti i suoi pensieri trovarono conferma trovando parenti,amici e conoscenti indaffarati.

Si strinse allora alla sua cara madre e le disse:

"Stranamente mi trovo a disagio, tutti a fare qualcosa e io mi sento inutile, mai sentita così finora...che possiamo fare per aiutare la zia Celeste?
Dove sono i miei cuginetti?"


Poi fece un giro per le sale alla ricerca di qualcuno ma tutti le svolazzavano a destra e a manca intenti a far qualcosa...

Intanto suo padre portava i bagagli...


Hecate ha scritto:
Helena fece un salto alto così per lo spavento.
Si voltò che già sul suo viso si allargava un sorriso contento, mentre esclamava: "Samanthaaa!!" e la abbracciava sotto ad una cascata di coriandoli.

Sua cugina Vera intanto stava ponendo, come suo solito, un mucchio di domande.

"Sì-sì, Vera!" rispose lei "Impiegherò le tattiche di mimetizzazione che Samantha pare sappia usare così bene.." la sua bocca si piegò in un ghigno "..per farmi aiutare a preparare le decorazioni senza che la zia se ne accorga. Che ne pensi, nipotina, vuoi?" le fece un occhiolino.
"Ovviamente ci servirà anche un po' di forza mascolina! Ingaggeremo zio Michele!" aggiunse ispirata, occhieggiando cugina e nipote.


Vindrveraly ha scritto:
La trovo una splendida idea, Hele!
Mentre io ed Evaristo ci accuperemo della Chiesa!
disse, guardando la cugina, sorridendo.

Bien, allora dobbiamo assolutamente avvisare Michele! disse, battendo il pugno sinistro sulla mano destra.


Mgzeta ha scritto:
Maria Grazia si arrivò a Livorno, a Palazzo Claraluna, entrò e salì lo scalone, arrivò al salone e si presentò al maggiordomo

Maria Grazia Morosini, di Arezzo! Sono amica degli sposi!

Sorrise ed entrò, tra tante persone riconobbe alcuni volti noti, persone che aveva consciuto perchè erano di passaggio ad Arezzo, altri invece erano vecchi compagni dei partito, ai bei tempi quando ancora faceva politica.

Si fermò a salutare, a parlare con alcuni di loro che non vedeva da tanto tempo.

Voleva salutare gli sposi e li cercò con lo sguardo...

Presto sarebbero usciti per entrare in Cattedrale, il momento fatidico era vicino. Li avrebbe seguiti per la cerimonia e poi si sarebbe fermata per augurare loro una lunga vita felice insieme...


Cele ha scritto:
Bartolomeo si era commosso.
Aurora fece finta di non accorgersene ma conosceva l'altra metà di sè stessa troppo bene per non rendersene conto.

Le sue parole la avvolsero come un abbraccio.
Ognuno l'altra metà perfetta dell'altro mormorò lei. Giusto.

Grazie Bartolomeo mio. Ti adoro.

Ascoltò i motivi per cui l'aveva invitata a casa sua.

Oh! L'abito... Mandiamo subito Fiorenza.
Non vedo l'ora di vederlo.


Uscì di camera trascinando il fratello.
Dal piano inferiore iniziava a sentire uno strano brusio.
Nel mentre erano arrivate altre persone evidentemente.

Scendendo incontrarono Fiorenza e le commissionarono il recupero dell'abito a casa di Bartolomeo.

La piccola Irene girovagava in cerca di qualcuno
Controlla i giardini le suggerì Aurora facendole l'occhiolino.

Arrivata in salone le persone erano effettivamente aumentate.


Ma perchè sono già tutti qua? Pensò.
Poi avvicinandosi a Bartolomeo gli sussurrò
Ma il matrimonio è oggi e mi sto sbagliando? No no, sono sicura... Non è stasera.

Intanto nella folla notò Dinful e Brian, sul suo viso si aprì un gran sorriso e avanzò verso di loro.

Benvenuti a Palazzo ClaraLuna, non potete immaginare che gioia vederVi qua. Grazie per essere venuti.
Spero il Vostro viaggio per raggiungerci non sia stato troppo faticoso.


Ma in quell'istante fece il suo ingresso anche Anna. Bellissima come non mai. La sua Signora.
Ma perchè tutti erano già pronti tranne lei???
Guardò preoccupata Bartolomeo non sapendo che cosa fare.
Il panico si stava impossessando di lei, la casa piena e nessuna nipote ad aiutarla.

Scivolò in cucina e dalla finestra sopra i fornelli gettò un urlo di disperazione
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHH Ma dove diavolo sono tutti???? Agnese la guardò scioccata mentre si avvicinava per tranquillizzarla.

Aurora tutta rossa si voltò le disse
TROVAMI IMMEDIATAMENTE HELENA, VERA, SAMANTHA, ALESSANDRA, CLEOFE E TUTTE LE ALTRE! IMMEDIATAMENTE!!

Come se niente fosse successo tornò in salone dagli ospiti e notò una nuova arrivata, la grande amica Maria Grazia.

Allora il momento fatidico si stava avvicinando davvero?


Rosalba ha scritto:
Cele andò incontro a Ginevra che era appena arrivata e fesce un brutto scivolone , subbito Barangay corre da lei per vedere cosa si è fatta di male , Rosalba lo segue anche lei preoccupata .
Avvicinandosi Cele dice di star bene ma Barangay e Alessandro la portarono in camera sua .
Rosalba preooccupata li segui con lo sguardo ......


Tahibha ha scritto:
..un giorno triste per Beatrice..ma allo stesso tempo felice..avrebbe voluto essere la..con la sua famiglia..con i suoi fratelli..aiutare con i preparativi..condividere questo momento così importante per loro..

..quando Dinful si era offerto per andarla a prendere e accompagnarla a Livorno la tentazione era tanta per Beatrice..ma sapeva benissimo che non era possibile..il momento difficile che stavano passando i "Superbi Grifoni" richiedeva la sua presenza a Genova..ma il suo pensiero..il suo cuore era la in quel momento..

..con questo pensiero Beatrice si sedette alla scrivania davanti alla finestra aperta..il sole con i suoi raggi illuminavano il suo viso..in lontananza il porto..e il mare..quella distesa d'acqua che separava lei dalla sua famiglia..

..una pergamena..un calamaio..poche parole..

..sorellissima mia..

..non essere li accanto a te in questo momento così speciale mi rattrista molto..stai coronando il tuo sogno d'amore..chissà come sei bella in abito bianco..l'emozione che stai provando dev'essere immensa..mi sembra di vedere il tuo viso cosi raggiante..
..che posso augurarti sorellissima mia..??..se non di essere felice accanto al tuo sposo..a colui che ti ha scelto per vivere accanto a te il resto della sua vita..
..attendo quel giorno..e sono certa che arriverà..quando finalmente potro abbracciarvi tutti..mi mancate sorellissima mia..tanto..
..ora basta..altrimenti mi vien da piangere..

..ti lascio con un abbraccio immenso..anche per il tuo sposo che un giorno potrò conoscere..salutami tutta la famiglia..

..ti voglio bene..

Beatrice Azzurra Di Luna "Tahibha"..


..le lacrime scendevano mentre Beatrice chiuse la pergamena..chiamò un messo..quella missiva doveva arrivare a Livorno il più presto possibile..


Shelene ha scritto:
Dal suo arrivo a Livorno Clorinda non aveva fatto altro che dipingere. Si era messa in testa di regalare agli zii una serie di quadri per celebrare la loro unione e ora mancava solamente di trovare una degna cornice.
Fece il suo ingresso a palazzo Claraluna trasportando con molta fatica le sue tele. Probabilmente il suo ingresso passò abbastanza inosservato e Clorinda decise di poggiare i suoi quadri nel salotto antistante l'ingresso, ripromettendosi di andare a trovare al più presto una degna cornice.
Con molta cautela appoggiò le tele verso il muro in modo che non si rovinasse il dipinto e si apprestò a raggiungere gli altri parenti.











Hecate ha scritto:
Le decisioni erano state prese, ed in tempo brevissimo, tenendo conto di tutto quello che avevano da fare!

"Bene!" esclamò quindi Helena "Possiamo tornare a Claraluna e darci ognuna da fare!
Devo anche trovare la zia Cleo, ho un compitino anche per lei.."
aggiunse, sfregandosi le mani.

Uscirono di casa e s' incamminarono così verso Claraluna, che raggiunsero più velocemente di quanto Helena fosse riuscita, nella sua mente, a metter ordine.

Entrate in salone, subito si avvidero di una gran quantità di persone accorse con un sorprendente anticipo. Contenta, Helena pensò che dovevano volere tutti un bene immenso alla zia, e che lei se lo meritava tutto quanto.

Cercando con lo sguardo suo fratello Michele e la zia Cleofe tra la folla, Helena vi si addentrò, salutando amici e conoscenti.
C' era Messer Dinful, a cui ricordava d' aver dato il benvenuto più volte; c' era Brian, che fu felice di rivedere di nuovo a Livorno; la sua cara amica Anna, una Princepessa davvero impeccabile nel suo delicato abito; la cugina Ginevra col marito Alessandro e la giovane figlia Irene; vide anche Dama Maria Grazia Morosini, un' altra delle sue solite vittime-turisti; infine incontrò anche Dama Rosalba, che era stata in effetti la prima ad arrivare.
Senza scoraggiarsi, continuò a cercare il fratello e la zia.


Marcos82 ha scritto:
Era un periodo denso e impegnativo per il nostro affezionatissimo, il lavoro assorbiva completamente le sue giornate. Per fortuna la sera poteva contare sull'affetto e la presenza riequilibrante della moglie. Ma in quegli ultimi giorni, con i cicalecci prodotti dall'imminente matrimonio della zia Cele -e altri di cui non voleva nemmeno soffermarsi a pensare- anche quell'appiglio gl'era stato in parte sottratto di sotto il naso. "Quella vecchiaccia! Non poteva restare zittella e contenta? No! Va' a trovarsi il ganzo! Alla sua età!" questo il suo immancabile borbottìo interiore.

Anche quella giornata era trascorsa fra mille vicissitudini. Aveva dovuto prendere per il bavero quello zuccone di Wordan, colpevole d'aver rapito per lunghissimo tempo la nipote Samantha. "Se non la sposa me lo mangio coi panni addosso!" Poi aveva dovuto seguire il cavallo di quel Giovanni -molti lo nominavano aggiungendo il prefisso Don- fino a un roseto presso il fiume Cornia. "Chissà quali intenzioni avrà quello scellerato! Romoletta mia c'è zio tuo che ti protegge!" Quando i due s'avviarono fra le rose lasciando il cavallo incustodito, era sgattaiolato accanto alla bestia. -Tu non mi hai visto, bello..- Sussurrò agli orecchi dell'equino, per poi allentare il sottopancia che assicurava la sella.

Si diresse infine a Claraluna, per vedere a che punto fossero i preparativi per le nozze, sperando di non incontrare la zia isterica, che in quei giorni doveva esser ancor più schizzata del suo solito. E si ritrovò immerso in una fiumana di gente ben vestita, che a gruppetti ciarlava di qua e di la -L'avete vista la sposa? Com'è beeeeella! Com'è fortunato Vittoriooo!- "Eh si.. Vittorio, Vittorio.. e pure mi pari un tipo con il sale nella zucca.. Mah!" Non fece in tempo a finire quel pensiero che la punizione lo raggiunse improvvisa in forma di sonora bastonata nel capo. -Eccoti! Ma dove t'eri cacciato???- Te e le tu' maledette fiaschette!- Helena l'aveva colto alle spalle. Era accompagnata dalla cugina Vera e la nipote Samantha, che risero fragorosamente -Nemmeno oso chiederti se vorresti darci una mano in qualche modo..- lo incalzò con sguardo tagliente.

-Osa, osa! Oh un so' qui apposta!-
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MessaggioTitolo: Re: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:26

Bloop ha scritto:
Cleofe conversava con Cosimo, Michele e il bellissimo Barangay il cugibello, quando vide entrare Helena..i loro occhi si incrociarono ed Helena fece uno sguardo strano.

Miei cari, vado un attimino da Helena, credo mi debba dire qualcosa

Si diresse verso la nipote

Helena, nipote mia dolce cos'è quello sguardo?
Mi devi chiedere per caso qualcosa???


Cleofe sorrise ad Helena e aspettò, impaziente la risposta.


Hecate ha scritto:
Trascinava con sè le povere cugina e nipote, quando vide tra la folla qualcuno di diverso dai suoi due obiettivi... Ma comunque molto interessante.

Con abile mossa, Helena schiantò il suo fedele MenaMani nel capo del marito, a cui nemmeno diede il tempo di lamentarsi: "Eccoti! Ma dove t'eri cacciato???" esclamò "Te e le tu' maledette fiaschette!" aggiunse. Con tutto il lavoro che aveva da fare in quel periodo, che momenti non si faceva vedere nemmeno all' ora dei pasti - ma forse in quel caso il motivo era di altra natura - era sicuramente venuto lì a gozzovigliare, figuriamoci.
Samantha e Vera, vicino a lei, non resistettero allo spettacolo, ed iniziarono a ridere. D' altra parte, erano solite a scene simili.

Helena squadrò Marco, ed in quel momento ebbe una brillante idea.
Insomma, lei aveva sempre idee brillanti, ma stavolta era qualcosa di veramente geniale, una sorta di contrappasso, come le era capitato di leggere in una delle pergamene che custodiva nella Biblioteca della città.
Solo che andava formulata nel giusto modo: "Nemmeno oso chiederti se vorresti darci una mano in qualche modo.." buttò lì.

E come previsto: "Osa, osa! Oh un so' qui apposta!"
Helena rise divertita.
Non c' era niente da fare: lei e suo marito si beccavano piuttosto spesso, a volte si erano ritrovati a discutere anche seriamente, ma mai c' erano state incomprensioni, mai. Intuivano uno i pensieri dell' altra in modo spesso sorprendente, almeno per Helena, a cui capitava di pensare a volte che fosse persino inquietante questo aspetto. Si capivano alla perfezione, e questo, in cuor suo, Helena credeva non sarebbe mai cambiato.
Amava profondamente suo marito.
Il suo pensiero andò alla zia Aurora: le augurò con tutto il cuore che andasse così anche con Vittorio.

Tornò a suo marito, che aspettava con finto sguardo da condannato a morte.
"Ebbene!" esordì "Dato che ti sei offerto volontario così spontaneamente, ho per te un compito di un' importanza cruciale!" sorrise, aspettando un po' per aumentare la suspance "Tu porterai le fedi all' altare!" svelò entusiasta.

Marco aprì la bocca, ma non disse nulla, in un primo momento.
Helena si stava ancora godendo la scena, quando il suo sguardo incrociò quello della zia Cleofe.
Subito ne approfittò e la incoraggiò ad avvicinarsi.
"Helena, nipote mia dolce cos'è quello sguardo?
Mi devi chiedere per caso qualcosa???"
le disse.
"Esattamente!" le svelò Helena in tono da complotto. Avvicinò la bocca all' orecchio della zia, e le descrisse cosa avrebbe dovuto fare. "Sono convinta che la zia Aurora ne sarebbe felicissima!" disse infine a voce alta "Tu te la senti, vuoi?" le chiese.


Bloop ha scritto:
Cleofe sorrise, l'idea le piaceva parecchio, e poi per Aurora questo ed altro!
Nipobella mia ma certo che me la sento, sarà un onore fare questo per voi e per Aurora
Cleo corse da Cosimo e gli sussurrò in orecchio cosa doveva fare, Cosimo sorrise e disse

Cucci fai del tuo meglio
Cleo sorrise e disse
certo tesoro mi impegnerò come al solito, vi amo e non farei mai nulla per voi, senza amore.

Si avvicinò a Cosimo, gli diede un bacino, gli fece l'occhietto e si allontanò correndo.


Giovanni ha scritto:
"ma dimmi questa rosa ha un significato particolare? Tutti i fiori lo hanno"

- i fiori hanno anche un significato.. ? E io che ho sempre perso tempo con le parole.. Chissà se ce n'è uno per dire che son contrario all'idea politica che propone.. - Pensò immaginandosi mentre consegnava fiori a destra e a manca a Firenze.. - però potrebbe essere equivoco se mi trovo a consegnarlo ad un uomo.. tocca desistere mi sa.. -

e guardando i riccioli di Tessa.. - Dunque.. un significato.. si.. significacertamente, capricci.. - ma forse non era la frase giusta vedendo com'era cambiato lo sguardo di lei.. - cioè.. no.. una bellezza capricciosa intendevo! - correggendosi sul filo del rasoio.. e mentre la guardava senza riuscire a capire se era uno sguardo imbronciato o meno.. si trovò a sorridere pensando alla sua innata timidezza per certi argomenti, poteva benissimo discutere ore fra le sale di Palazzo, ma quando si trattava di altro..

Fischiò al cavallo che si avvicinò al piccolo trotto.. Cavallo che stranamente nitrì imbizzarendosi mentre Giovanni provava a salire..
- strano non lo aveva mai fatto.. -

- Buono! - gli disse tirando le redini con una mano.. ma mentre infilava il piede nella staffa si ritrovò senza capire come, a terra.. con il cavallo che emise uno sbuffo quasi a sottolineare il fatto che aveva provato ad avvertirlo..

Allentata.. la cinghia della sella è stata allentata.. ma chi.. disse lasciando cadere la frase..


Contessaromana ha scritto:
-cioè.. no.. una bellezza capricciosa intendevo!- era molto confusa non sapeva se ridere o prenderlo a padellate, si arrampicava sempre sugli specchi e lei si divertiva a fargi domande, per sentire la sua fantasia cosa avrebbe creato.

Il cavallo era agitato, si gustava la scena aspettando che Giovanni si prendesse una zampata...invece lo spettacolo fu molto più divertente, lo vide cadere come una pera cotta e scoppiò a ridere

Allentata.. la cinghia della sella è stata allentata.. ma chi.. lo sentì borbottare

"Non sono stata io" mise le mani avanti, aveva un'idea di chi poteva essere stato, ma la tenne per se.

"Dai alzati su che dobbiamo andare a comprare il regalo per il matrimonio" rideva ancora senza un minimo di contegno..


Vindrveraly ha scritto:
La Fortezza pareva più viva che mai in quel giorno.
Persone conosciute ed amici riempivano le Sale di ClaraLuna, e suoni e profumi si libravano nell'aria festosi e gaudienti.

Mancavano ormai poche ore al matrimonio, e tutti erano pronti per accogliere gli sposi e augurar loro una serena vita assieme.

E mentre, assieme a Samantha, rideva di Marco che prendeva bastonate e rimproveri - come al solito - da Helena, il suo pensiero corse di nuovo alla madre.

Prima di vederla e coriandolarla come Sposa in Chiesa, desiderava abbracciarla un ultima volta come donna nubile, con due figli a cui badare.
"Roberto.." pensò, volgendo lo sguardo verso la porta.

Probabilmente suo fratello non sarebbe riuscito a raggiungere in tempo le terre fiorentine.
Da quando era partito per seguire i suoi sogni, la sua assenza a ClaraLuna era divenuta ogni giorno sempre più evidente.
Mancava a tutti, anche e sopratutto a sua madre Aurora.

Così come presente era l'assenza di Francesca.
Sapeva bene che per Aurora, Francesca, era più di una semplice nipote, era un'amica, una sorella, una figlia, e che in quel giorno avrebbe desiderato enormemente avrela al suo fianco.
Nonostante gli sforzi, Vera era ben consapevole che non sarebbe mai riuscita a colmare quel vuoto che Francesca, con la sua partenza, aveva lasciato nel cuore di sua madre.

Scosse il capo e, sorridendo, guardò i parenti.

Allora, io vado in Chiesa con Evaristo, ci vediamo tra un po' per sistemare l'abito e l'acconciatura alla sposa, prima del grande passo!

Schioccò un bacio sulle guancie dei cugini, e s'inchinò ai presenti, ringraziandoli per la loro presenza e augurando loro un buon soggiorno a ClaraLuna.

Poi si avviò verso le cucine, dove era sicura di trovare Evaristo.


Cele ha scritto:
Aurora era in Salone, in mezzo a quella folla, i nipoti erano rientrati, parlottavano tra loro.

I suoi pensieri galoppavano verso altri lidi.
Chissà se Vittorio era partito da San Miniato, fra quanto lo avrebbe rivisto.

Gli ospiti le sorridevano, facevano auguri.
Lei sorrideva di rimando ma era come assente.
Le gambe pensanti, lo stomaco in subbuglio.

"E se scappassi?? Nessuno se ne accorgerebbe in fondo" Tutti stavano lì a mangiare gli stuzzichini preparati da Agnese e Fiorenza.
Tutto era stato organizzato al meglio.
Il vino non mancava di certo e i bambini che si erano ritrovati per l'evento giocavano divertiti nei giardini sotto lo sguardo apprensivo ma divertito delle mamme.

Discussioni politiche, discussioni su lizze e combattimeti, discorsi su abiti e gioielli per le dame.
Una festa insomma. Solo che stavolta Aurora ne era la protagonista.

Che ansia.

Vide Vera allontanarsi verso le cucine, avrebbe voluto parlarle prima delle nozze. La sua amata figlia. Se non fosse per lei Aurora di certo non avrebbe la stessa serenità.

Non la chiamò per il momento. Chissà cosa avrà da fare pensò.

Fiorenza si affacciò dalla porta e con un segno della testa le fece capire che l'abito era infine giunto a destinazione.

Incrociò lo sguardo di Helena
Che devo fare? le disse muovendo le labbra da lontano e sperando in un suo intervento miracoloso.

Forse era giunto il momento di andarsi a preparare.
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MessaggioTitolo: Re: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:28

Franzoso ha scritto:
Dal suo arrivo a Livorno, Leonardo si era fatto vedere poco nelle taverne della splendida città, non amava stare in compagnia in quei giorni, la sua mente era piena di pensieri che lo portavano altrove, passeggiando nei pressi del porto rimirando il mare azzurrino, si rese conto che quella città con il passare dl tempo gli stava entrando nel cuore, anche perchè quella moltitudine di persone che con il tempo aveva conosciuto l'avevano colpito a tal punto da segnargli il cuore nel profondo.

Leonardo si rese conto che era il caso di avviarsi a Palazzo Claraluna, in quell'istante si accorse che non ci era mai stato, intravide li vicino un viandante a cui chiedere indicazioni.

Scusate buon uomo sapete indicarmi Palazzo ClaraLuna?

il viandante con la stessa cortesia con cui venne interrogato rispose.

Certo messere trovate il Palazzo è in Rione della Cigna

A quel punto ringraziato il viandante, s'incammino verso il Palazzo da li poco distante, quella sera in città c'era fermento nella Cattedrale di Livorno si sarebbe celebrato il matrimonio della zia Aurora e dello zio Vittorio, Leonardo non poteva assolutamente mancare al lieto evento.

Arrivato dopo poco a Palazzo busso all'immenso portone d'ingresso, dopo poco un'anziano inserviente aprì il e gli chiese.

Messere cosa posso fare per voi?

Leonardo con cortesia rispose.

Sono Leonardo Federico Guicciardini nipote di messer Vittorio lo sposo

Udite quelle parole l'anziano inserviente lo fece entrare nel Palazzo, che in quel momento era in fibrillazione per gli ultimi preparativi.


--.agnese. ha scritto:
Le cucine di ClaraLuna erano il mio regno, la Fortezza tutto il mio mondo, e quel giorno poteva dirsi anche il luogo degli sfoghi pre-matrimoniali.

Infatti, prima Aurora era entrata e si era messa a gridare, chiedendomi dove fossero finiti tutti, lasciandomi così davvero senza parole!
Poi tranquilla era tornata dagli ospiti.

Mi ero messa a ridere, perchè capivo bene i suoi sentimenti, la sua paura.

Eh, l'avevo anch'io anni e anni fa, prima di sposare Il mio Giglio adorato!
Avevo così terrore dell'avvenire che per poco non mi rifiutai di andare all'altare!


Mi distraei da quei ricordo con i miei compiti, infatti quando c'era qualche festività in casa ero incaricata alle vivande, ed ora gli ospiti diventavano tanti.

Vero è che ormai avevo pure la mia bella età e presto avrebbero dovuto festeggiare senza di me, ma Fiorenza stava imparando in fretta e avrebbe degnamente preso il mio posto.
Si, anche lei sarebbe stata una moglie, una madre e una balia premurosa, come lo ero io per i Di Luna, per Ermenegildo e per il mio Evaristo.

Mi voltai fiera a guardarlo, mentre giravo una zuppa.

Eccolo lì, il mio bel figlio con le mani nella torta.. le mani.. nella TORTA?!

"Smettila, figlio ingrato, scellerato, manigoldo!
Fellone, io ti disconosco!
Vergogna!
Vergogna.. oh, oh il mio cuore.. oh, il mio cuore non regge!"


"A' mà su, ho preso solo un po' di crema, mica tutta la torta!" mi rispose Evaristo, mentre Fiorenza ridendo, andava ad avvertire Madonna Aurora che l'abito era pronto.

Ero già pronta a rendergli le mani livide, con l'aiuto del mestolo quando la porta si aprì ed immersa in un brusio di voci, entrò Vera.

"Uh, bambina mia!" - le dissi subito, allungando una mano verso di lei, e picchiando con il mestrolo il mì figliol ladro - "Pensaci tu a 'odesto figlio, che sta tentando di finire le nostre scorte di cibo!

Evaristo! Allontanati da te quel piatto, e seguimi!
Ho del lavoro per te!
gli ordinò Vera, come era solita, con fare bonario e poi continuò verso di me sorridendo Mà Nounou, non preoccuparti, ora me lo porto via, così i tuoi cibi prelibati sarannò al sicuro dalle sue grinfie e in mano agli ospiti!

Mi schioccò un bacio e le sorrisi.
Tentò di farlo anche Evaristo, ma quando alzai il mestolo contro di lui, si nascose dietro di Vera.
Sospirai, e bacchettando ancora Evaristo, mentre Vera rideva, li vidi uscire dalle cucine ed andare in giardino, pronti ad avviarsi verso Livorno.

Un silenzio improvviso scese nella stanza, sentivo solo il rumore del fuoco che lentamente scaldava l'acqua, nel caso Madonna Aurora chiedesse a Fiorenza di prepararle un bagno caldo.

E mentre posizionavo l'ultimo strato di torta, una lacrima mi scivolò sulla mano.

Aurora, la mì bambina, si sposa!
Era tanto giovane quando la vidi entrare incerta a ClaraLuna la prima volta, stringendo la mano di sua sorella Alice, e poi quando uscivo in giardino e la vedevo giocare assieme alle altre a rincorrersi, farsi fare una collana di fiori da Helena o dare battaglia ai giovani, e poi ancora quando le portavo il latte caldo nelle sue stanze perchè malata e restavo con lei, finchè non si fosse addormentata..

Ed ora, ecco qua che preparo la sua torta di nozze!

Le mì bambine, tutte già grandi!


E mi sedetti accanto alla finestra aperta, con gli occhi gonfi di lacrime.
Ma no, non potevo continuare a quel modo, c'era una torta da terminare, e quella era tanto importante quanto grande, che doveva essere trasportata in giardino da tre uomini, ma solo quando la sposa fosse andata in chiesa.

Presi allora la panna che avevo preparato, avvolgendo con quella tutti gli strati.
Poi guarnii con piccole palline dolci i bordi, e alla fine presi i fiori che Fiorenza mi aveva portato.

Uhm, questo qui, questo qua.. magari questi vicini.. così.. cosà
Voilà, come dice Vera, ho terminato!


Mi affacciai alla porta e gridai Gildoooooo, Giglio miooooo!
Vieni qua, che la torta è finalmente prontaaaaa!!


Vindrveraly ha scritto:
Evaristo!
Evaristo, avanti muoviti!
Siamo già in ritardo!

Attento a non far cadere nulla!

Ma vieni quiii!
Sei forse impazzito? Vuoi che mamma ti veda?


Gridò Vera ad un mucchio di pacchi dietro di lei dal quale spuntavano dal basso due gambe, che la seguivano a stento, cambiando direzione più e più volte.
Dietro i pacchi, vi era Evaristo, a cui aveva affidato il compito di aiutarla, "O questo fannullone se ne starà beato in cucina a mangiare, mentre gli altri faticano!"

Si era accordata con le cugine, ed ora lesta si dirigeva verso la Chiesa di Livorno, passando per le vie secondarie del Rione Montenegro.
Helena, Samantha e Michele si sarebbero occupati delle decorazioni in giardino.

Giunta finalmente nel Rione Cappuccini, e da lì all'interno della chiesa, tirò un sopiro di sollievo.

Poi, con le mani sui fianchi, guardò, dal fondo della navata centrale, l'altare, pensando ad un modo per sistemare le decorazioni.

Allora, Evaristo, dovrà essere qualcosa di semplice e meraviglioso.. come l'amore!
Chiaro no?


Rise, guardando l'espressione stranita di quello.

Da bravo, prendi le stoffe che abbiamo preso dalla bottega di Helena e di Giovanni.. si, si quelle verdi!

"Verdi?" disse stupefatto, prendendole.

Oh, sei un ignorante! Che perdo tempo a fare con te?
Il verde, mio caro, è il colore della speranza, della gioia, della lealtà in amore, dell'amicizia, dell'onore e della vittoria!
Ecco perchè decoriamo la Chiesa di quel colore!


"Ma.. e i fiori?"

Mpf, non sono semplici fiori, ma dei Ranuncholi, coltivati in molti giardini fiorentini!
Evaristo senti, tu aiutami soltanto, va bene?


Gli mostrò il suo miglior sorriso, ed assieme iniziarono a ricoprile le panche in fondo delle verdi stoffe, fino a raggiungere quelle innanzi all'altare.

Senti un po' Evaristo - chiese all'improvviso, assorta in dubbi matrimoniali, mentre passavano a ricoprire le panche dell'altra fila - Secondo te perchè alcune persone piangono ai matrimoni?

Quello si fermò e ci pensò un po', grattandosi il mento, prima di rispondere "Bè magari alcuni pensano "Povero sposo, non sa quel che l'aspetta da oggi ad essersi maritato con una donna!"

Lo guardò ed avvicinandosi a lui, lo colpì con uno dei mazzi di Ranauncoli che avevano a disposizione.

Finisci tu qui, che io sistemo i fiori! disse con tono di rimprovero, mentre quello si massaggiava la testa.

Ridendo, Vera iniziò a disporre i fiori lungo la navata centrale, tra le panche, dove avevano precedentemente steso un lungo tappeto verde, come le stoffe utilizzate per ricoprile le panche.

"Boia de', scherzavo!"

Evaristo! Ricordati che siamo in Chiesa!

E quello iniziò a ridere, terminando il suo compito.

Si certo ridi! Voglio proprio vedere che farai quando ci sarai tu sull'altare, assieme a Fiorenza!

Il giovane picchiò la testa contro una panche, sorpreso dalla domanda, e poi alzando il capo, arrossì senza dire nulla.

Continuarono ancora per qualche ora, finchè soddisfatti non visionarono il tutto, dal termine della navata centrale.
Una luce entrava da una finestra alle loro spalle, e le due sedie, innanzi all'altare, pronte ad accogliere gli sposi, creavano un ambiente particolare.

Sorridendo Vera si complimentò con il giovane, che a sua volta disse:

"Avevate ragione, il verde è un bel colore.."

Oh non ringraziare me, dillo ad Helena!

Rise, mirando l'affresco che si stagliava sul fondo, al di sopra dell'altare.

Sai, spero davvero che le piaccia la Chiesa così decorata.. respirò quell'aria che sapeva d'incenso e subito sistemò i restanti ranuncoli bianchi.

"Mia madre si sposa" tornò a pensare, posando l'ultimo fiore.


Barangay ha scritto:
Nel frattempo il salone si era riempito di invitati. Aurora gli presentò Dama Maria Grazia Morosini che, oltre ad essere di aspetto piacente, aveva modi assai gradevoli. Vide anche un Compagno della Torre e gli fece un cenno col capo.

Andò a salutare la cara Anna, era sempre così bella, elegante e raffinata. Siete proprio una Principessa degna di questo nome. Le disse. Lei ricambiò il complimento con un sorriso.

Si diresse quindi verso Ginevra. Era molto felice di rivederla dopo tutto quel tempo. Nutriva per sua nipote un affetto speciale e aveva molta simpatia anche per suo marito Alessandro. Intrattennero una breve conversazione e promise loro che presto sarebbe andato a trovarli.

Non smetteva di guardasi intorno, la cercava. La vide seduta sul sofà e il posto accanto al suo era libero. Si avvicinò, si sedette e, malgrado un certo imbarazzo, disse. Come vedete Dama Rosalba io e mia sorella abbiamo rinunciato a lasciare Claraluna, spero che ciò vi faccia piacere. Sembrava felice della sua presenza ma Bartolomeo notò che era molto riservata nel parlare. Evitò dunque di farle troppe domande, le raccontò della vita livornese e del suo nuovo incarico di Rettore che lo impegnava molto ma gli dava anche tante soddisfazioni.

Vide Aurora raggiante, tutto procedeva per il meglio.


Bloop ha scritto:
Cleofe torno a Claraluna e vide molta gente,
Uh che bello pensò.

Cercando Helena vide Bartolomeno intrattenersi con una bella e gentile dama, li lasciò parlare, con gli occhi scrutò tutta la sala ma Helena non c'era,

Uff pensò io il mio lavoretto l'ho finito dove lo metto?

Cleofe cercò Cosimo, ma non c'era neanche lui, corse allora nelle cucine dove Agnese, indaffaratissima, le sorrise e la invitò ad allontanarsi per non sporcare il vestito.
Cleofe rispose che non faceva nulla, adorava vedere Agnese fare quelle cose così buone e voleva imparare.


Vindrveraly ha scritto:
Profumando di Ranuncoli, Vera s'incamminò verso ClaraLuna assieme ad Evaristo.

Erano soddisfatti e contenti del loro lavoro, considerando anche il poco tempo impiegato, e quindi si concessero una sosta all'Orgoglio livornese.

Dopo pochi minuti, posando una mano sulla spalla di quello, sorridendo, disse:

Evaristo, io torno a ClaraLuna!
Mia madre si starà preparando ed io voglio aiutarla..non fare tardi!


Salutò i presenti e s'incamminò a cuor contento verso la Fortezza.

Superò il ponte, e dopo il lungo viale, raggiunse i neri cancelli.
I suoi piedi producevano un delizioso rumore sulle pietroline bianche davanti ai dieci scalini che conducevano alla porta principale.

Varcata la soglia, salutò con un'inchino i presenti, amici e futuri parenti, dirigendosi poi verso la scalinata che conduceva agli appartamenti privati.

Svoltò a sinistra e percorse il corridoio fino ad una porta bianca.
Bussò tre volte ed attese che la madre le permettesse di entrare.


Hecate ha scritto:
La festa si stava svolgendo tutta come previsto, ed infine anche Vera, Samantha, e la zia Cleofe erano corse a sbrigare le loro faccende.

Ovviamente anche Helena s' era data da fare con il suo compitino finale, e stava per l' appunto tornando dai giardini (e dalla sua sartoria), quando vide sua zia Cleo in cucina ad osservare Agnese.
Pensò fugacemente:
"Che la zia Cleo sia un' inaspettata alleata delle avverse alla cucina?", prima di dire: "Zia, allora fatto tutto?" al cenno positivo, continuò: "Ottimo! Allora vieni con me, sto andando su dalla zia, per aiutarla con il vestito e l' acconciatura." le fece un' occhiolino.

Uscirono dalle cucine, e salirono le scale.
Lungo il tragitto Helena vide che la zia portava in mano il suo "lavoretto", così le disse: "Zia, mettilo in questa scatola che porto io. Dentro c' è uno dei miei regali!" rivelò con aria cospiratoria.

La zia era già in fibrillazione, e le fece accomodare in camera con un' aria frenetica che raramente Helena le aveva visto.
Poco dopo si voltò verso di lei e le mimò un disperato:
"Che devo fare?"
Le sorrise, cercando di essere rassicurante: "Devi farti bella, zia mia, niente altro!" le rispose scherzosa.

Poi si scharì la voce ed aggiunse: "E' forse il caso che vada a disincagliare lo zio Bartolomeo dal divanetto su cui è seduta Dama Rosalba?"
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MessaggioTitolo: Re: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:31

Cele ha scritto:
Aurora salì in camera e Fiorenza le fece trovare una vasca già pronta per un bel bagno.
Ci passò dentro qualche rilassante minuto ma il tempo di prepararsi incalzava.

Uscì e tornò in camera sua.
Si guardò intorno, l'abito lì sul letto... Bianco, bello, troppo bello.
Di nuovo l'ansia in agguato.
Ma no, quel giorno non voleva ansia. Non voleva problemi. Voleva solo divertirsi.

Si sedette davanti allo specchio.


Aurora, Aurora, ma che fai?? Ti sposi?? Mannaggia a te, mannaggia.
A quest'ora ci sono Marco e Giovanni a ridere, la zia vecchiaccia zitellaccia si sposa! E se li piglio che gli faccio io...


Sorrise da sola al suo riflesso pensando ai nipoti.

Mi sposo! Ecco... Mi sposo! Quante volte dovrò ripetermelo per ficcarmelo in testa?
Vittorio è quello giusto. Non lo vedo da giorni, questa maledetta regola di non vedere la sposa prima delle nozze, e mi manca da morire.
Chissà come sarà bello.
Se gli è venuta la malsana idea di tagliarsi la barba per l'occasione lo spadello sull'altare. Lo sa che mi piace con la barba lui.


Sospirò senza neanche rendersene conto. L'amour.

Chissà se Francesca si ricorderà che le nozze sono oggi! E chissà che fa ora? Magari sta combattendo contro chissà chi... Che pena!
E chissà quel malandrino di mio figlio.
Ohhhhhhhh quanto mi manca. Mannaggia pure a lui il giorno che ha deciso di andarsene.
Ma subito dopo le nozze trascino Vittorio sulla nave e vado a Terracina a prenderlo a randellate. Poi mi sente e impara a non darmi sue notizie per tutto sto tempo.


Accarezzò un cofanetto che aveva lì davanti a sè. Lo aprì senza pensarci.

Vera, la mia pietra più preziosa. Il mio diamante eterno.
Spero questo anello le possa piacere.
Io dopo stasera non potrò più indossarlo, lo sostituirà la fede nuziale.
E ce l'ho da sempre. Magari era di mia madre, mi piace pensarla così.
A lei starà divinamente.
Appena arriva glielo dò, anche se di certo non basterà per dimostrarle tutto il mio amore smisurato per lei.


Bussarono alla porta.
Guardò il suo riflesso
Ma da quanto tempo sto così? pensò guardando i suoi capelli ancora bagnati.

Ripose l'anello nel cofanetto e intimò a chi stava dietro la porta di entrare.

Erano Helena e Cleo.


Oh, misericordia divina. Entrate. Entrate.
Guardate ancora come sto.


Helena la rassicurò e si misero subito al lavoro per aiutarla.

No vabbè, non disturbiamo Bartolomeo. Fa il farfallone lui... Me la pagherà. Magari lo chiamiamo quando avrò indossato l'abito.
E ricordiamoci di chiamare pure Alexander dopo.


Bussarono di nuovo, tre volte, era Vera. Sicuro.

Avanti dissero le tre in coro.
E il visino furbo della sua picciridda fece capolino in camera.


Bloop ha scritto:
Cleo entrò e vide Aurora ancora così...non vestita ma aveva negli occhi una luce...che bastava quello per dire...

Aurora sei stupenda, cugina mia sei davvero bellissima, non serve trucco, i tuoi occhi brillano
Cleofe nascodeva qualcosa, aveva il braccio dietro la schiena, lo tirò avanti e mostrò ad Aurora il bouquet che aveva confezionato per lei, con i fiori del giardino di Claraluna...


Ti piace tesoro? Spero di aver fatto un bel lavoro Le disse

Lo mise sul tavolo affinche Aurora potesse osservarlo, mentre Vera e Helena cercavano di tenerla ferma, per cominciare a prepararla.


Contessaromana ha scritto:

Arrivò il giorno delle nozze della zia, dopo la giornata stressante che aveva passato, con una bella dormita era tornata in forma...

"è tardissimo, non ce la farò mai ad arrivare prima per aiutare la zia, spero solo che Giovanni sia in orario oggi che è il giorno giusto" pensò

Cominciò a prepararsi velocemente "metto questo?no questo...meglio l'altro" alla fine mise quello che piaceva tanto alla zia Cele

Prese i fiori che aveva raccolto per lei e il regalo si mise seduta e aspettò, a minuti sarebbe arrivato il suo accompagnatore


Vindrveraly ha scritto:
"Avanti"

Tre voci, contemporaneamente le risposero da oltre la porta.
Vera sbirciò, infilando la testa nella stanza, e sorrise nel vedere Helena e Cleo darsi da fare per domare i capelli di Aurora.

Come sta la nostra incantevole, dolcissima e meravigliosa sposa? disse, entrando nella camera.

Avanzò fino alla sedia dove c'era un'agitata Aurora e schioccandole un bacio sulla guacia, sotto lo sguardo severo di Helena a cui chiese scusa con gli occhi per aver toccato la sua "opera d'arte", le disse Sai Mamàn, ti ho pensata molto in questi giorni.. e dirai come non avresti potuto!

Rise, ma continuò Non ti ho ancora augurato buona fortuna, o qualunque cosa si dica in questi casi ad una sposa..
Da oggi la tua vita sarà assieme a Vittorio, con lui condividerai l'amore e il dolore, avrai al tuo fianco qualcuno con cui ridere ed una spalla su cui piangere..
Insomma avrai l'affetto e il costante appoggio che hai sempre avuto con noi ..
indicò se stessa e le due donne accanto a lei, riferendosi a tutta la famiglia però in un'unica persona!

E questo trovo che sia meraviglioso!
Si madre mia,
le prese le mani, inginocchiandosi davanti a lei L'amore è qualcosa di totalmente meraviglioso!
E la mia felicità.. oh, come dicono "Il silenzio è l'araldo più perfetto della gioia, sarei ben poco felice se riuscissi a dire quanto!"
Per questo ti guarderò in silenzio, madre mia, stringere in chiesa la mano del tuo sposo e giurargli amore eterno, tornare a casa e festeggiare, e poi iniziare a vivere una nuova vita come la Moglie di Vittorio Guicciardini..

Ti voglio bene mamma, e spero che questo per te sia un giorno perfetto, che ricorderai sorridendo.

Ogni cosa è ormai pronta, tu sei stupenda, lentamente la chiesa diventa gremita di gente che attende, la via è libera, Vittorio ti starà già aspettando...


Si alzò soffocando le lacrime in un sorriso.

E comunque non credere che ora l'unico ad amarti, e a cui potrai concedere il tuo amore sarà Vittorio!
Magari questo i primi mesi, ma poi..
mentre rideva, le lacrime le rigavano il volto ricordati che noi ci saremo sempre, per te e con te!

Ora basta altrimenti ti rovinerò la veste, e di certo non possiamo andare in chiesa con gli occhi rossi dal pianto.. questo è uno dei giorni più felici di sempre e come tale va onorato e rispettato!


Si staccò da lei, abbozzando un sorriso e si asciugò il volto.
In quel momento pensò ad Evaristo, alla sua risposta quando gli aveva chiesto "Perchè si piange ai matrimoni".
Ora sapeva il perchè, e gliel'avrebbe detto, una volta conclusa la cerimonia ...


Giovanni ha scritto:
Giovanni nella speranza di non sbagliare nuovamente giorno si ripresentò da Tessa..
Questa volta aveva fatto preparare la carrozza per andare comodamente fino al matrimonio.. ma.. come al solito c'è un ma..

Tessa lo aspettava a braccia conserte e battendo nervosamente il piede a terra..


Ma vuoi farmi arrivare in ritardo? Cos'è questa?

- Una carrozza mi sembra.. - - ironia decisamente fuori posto.. - E capita l'antifona.. con un cenno al cocchiere Giovanni si fece aiutare a sciogliere il cavallo ma non riusciava a non scrutare con la coda dell'occhio la dama..

Il galoppo fu quasi furioso.. evidentemente Giovanni temeva di arrivare in ritardo..
- o meglio, di far arrivare Tessa in ritardo.. - fortuna volle che il Palazzo di Claraluna fu presto in vista..


Cele ha scritto:
Aurora sgranò gli occhi davanti a quel bouquet.

Cleo, ma... ma... sono i ranuncoli! Come lo sapevi?
I miei preferiti.
Non osava toccare quella meraviglia.

Cleo sei stata stupenda. Grazie. E' bellissimo.
Chissà, magari tra poche ore sarà tuo. Mettiti in una posizione favorevole quando lo lancerò
e fece un occhiolino.

Si guardò allo specchio.
Wow. Helena, ma sei bravissima anche come acconciatrice, non solo tessitrice. Toccò l'acconciatura. Grazie. Diadema e velo si mettono alla fine vero? Disse in preda al panico.

Mettiamo il vestito?

Vera si avvicinò e dopo averla baciata iniziò a parlarle e come sempre le sue parole le toccarono il cuore.

Aurora piangeva come una bambina, per fortuna Helena non aveva ancora iniziato a truccarla, altrimenti chi l'avrebbe sentita.

Guardò Vera negli occhi
Amore mio, picciridda preziosa.
Il mio amore per te non potrà che crescere, anche e soprattutto ora.
Non sai quanto sono agitata ma con Voi al mio fianco mai niente di male potrà succedermi.

La mia gioia più grande è averti qui al mio fianco.
Avere Voi qui al mio fianco.

A tal proposito
prese il cofanetto che aveva aperto prima e ne prese l'anello.

So che non è usuale e spero che presto un anello molto più importante, magari quello che ti donerà un bravo ragazzo, prenderà il posto di questo che ti dono io adesso.

Prese la mano della figlia e mentre infilava l'anello Ce l'ho da quando sono bambina, in realtà da sempe, che io ricordi.
Credo fosse di mia madre.
Io stasera indosserò al suo posto una fede nuziale, se ti fa piacere, vorrei che questo lo indossassi tu.

Ti adoro Vera e mai nessun gioiello potrà eguagliare la profondità e la bellezza di questo mio amore per te.
Le diede un bacio sulla fronte e poi, asciugandosi gli occhi Siamo in ritardo? Sorrise.


Black96 ha scritto:
Alexander era nel giardino del Palazzo, attendeva che Aurora fosse pronta per varcare, accompagnata da lui stesso, le porte della Chiesa, lì dove Vittorio l'avrebbe attesa con il sorriso sul volto.

Il sorriso di chi è innamorato e sta per realizzare un sogno, sposare la propria amata.
Guardava fisso in un punto, i pensieri lo assorbivano completamente...


Chissà come sarà bella, chissà come sarà l'abito e chissà come sarà emozionata.
Chissà se avrà qualche ripensamento
Alexander, ma a cosa pensi ? Perchè queste cose malsane ti percuotono la mente ?
Ma dai, smettila, andrà tutto bene e lei sarà felice e se sarà felice lei lo sarai anche tu.
Se non ti va bene...bhe te lo devi far andare bene comunque.


Si prese la testa fra le mani...


Contessaromana ha scritto:
Il viaggio fu breve e non fu proferita parola...appena arrivati Tessa scese dalla carrozza e si precipitò nella sala dove vi erano tutti gli ospiti e dopo averli salutati frettolosamente " Dov'è zia?" gli invitati fecero cenno e lei corse su per le scale ed entrò nella camera

"Zia!!!" urlò vedendo saltare tutte e quattro "ops scusate non volevo spaventarvi... zia scusa per il ritardo avrei voluto aiutarti a preparare tutto ma ho avuto un contrattempo e ho fatto appena in tempo a prenderti un piccolo regalo, scusami, avrei voluto starti vicina ogni momento" continuò a scusarsi con la zia e con le altre "oggi sei stupenda così, più del solito è il giorno più importante della tua vita e io volevo esserci di più" abbassò lo sguardo

" volevo dirti un milione di cose,ma non c'è tempo voglio solo che tu sappia che ci sono sempre per te e che sono sicura che sarai felice con Vittorio ed io sarò felice per te zia...ti adoro" non era solita fare certi discorsi ma in quell'occasione sentiva il bisogno di dimostrare quanto fosse importante per lei quel momento e quanto voleva passarlo con la futura sposa, l'abbracciò e si complimentò con le altre per l'organizzazione "siete state braverrime"

"Zia questo è per te, li ho raccolti ieri,poi c'è un lungo bigliettino ma voglio che lo leggi dopo la cerimonia, o quando vuoi ma non adesso che è tardissimo...




ovviamente non è questo il mio regalo"


Shelene ha scritto:
Clorinda era ritornata stanchissima trascinando quattro cornici per le sue tele. Aveva intravisto Hecate e Black e tanti altri, ma con tutti aveva scambiato rapidi cenni di saluto. Il tempo stringeva e ne aveva veramente poco a disposizione se voleva che tutto fosse pronto per la fine della cerimonia. Proprio vicino alla sala di ricevimento scovò una piccola stanzina dove si mise a sistemare le sue tele che aveva frettolosamente recuperato e dopo poco sistemò i quadri da lei preparati in quei giorni di viaggio alla volta di Livorno in compagnia di zia Celele e zio Carn. Sperava proprio che gli sposi apprezzassero il suo dono di nozze e dopo aver sistemato con cura i suoi quadri decise di andare a festeggiare nelle taverne della città-











Nuada ha scritto:
Dopo aver vagato per le sale incrociando quà e là visi familiari che salutò con un cenno della testa e con uno sguardo, la vide all'improvviso entrare nel salone e dopo aver salutato alcuni dei presenti, procedere verso di lui regalandogli un bellissimo sorriso.

Benvenuti a Palazzo ClaraLuna, non potete immaginare che gioia vederVi qua. Grazie per essere venuti.
Spero il Vostro viaggio per raggiungerci non sia stato troppo faticoso.
disse non appena gli fu vicino

solo allora si avvide, girandosi che anche Dinful era presente al ricevimento e lo salutò

Riportato lo sguardo sulla festeggiata la abbracciò

- Sei veramente stupenda amica mia -
le disse ossevandola da capo a piedi
- Il viaggio è stato lungo ma non potevo certo mancare a questo giorno così importante -

All'improviso notò uno sguardo preoccupato sul suo volto e dopo esersi congedata la vide allontanarsi verso la cucina
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MessaggioTitolo: Re: Cosa Fa Fare l'Amore [Nozze Cele & Carn]   Ven 03 Giu 2011, 19:32

Hecate ha scritto:
Helena rise, quando la zia Aurora promise che l' avrebbe fatta pagare allo zio Bartolomeo che le corteggiava le invitate.
Ma in quel momento, bussò qualcuno, che entrando si scoprì poi essere sua cugina Vera.

Mentre lei entrava, la zia Cleofe consegnò il bouquet che aveva confezionato per la zia.
Helena ora lo vedeva anche meglio, e dovette ammettere che la zia Cleo aveva fatto proprio un ottimo lavoro. Era un bouquet meraviglioso.
Ed in effetti la zia Aurora ne fu davvero deliziata: le disse addirittura di mettersi in prima fila al lancio che ci sarebbe stato di lì a poco!

Helena rise divertita, trovandosi perfettamente d' accordo.
In quel momento la zia Aurora le disse:
"Wow. Helena, ma sei bravissima anche come acconciatrice, non solo tessitrice. Grazie."
"Grazie a te zia, sono contentissima che ti piaccia!"
rispose, arrossendo di piacere. Poi aggiunse scherzosamente: "Che dire, sarò portata per tutte le forme artisiche!"
La zia si stava però innervosendo sempre più, ed esclamò impanicata:
"Diadema e velo si mettono alla fine vero?"
"Oh sì, certo.."
rispose allora Helena con nonchalance.

Prima di indossare il vestito, Vera però si avvicinò alla madre, ed Helena le lasciò un po' di spazio, rintanandosi in un angolo: dall' atteggiamento della cugina aveva capito che stava per dire qualcosa di importante, e voleva che il momento fosse tutto per loro il più possibile.
Infatti le due si scambiarono delle parole piene di sentimento e significato, così pregne dell' amore che provavano l' una per l' altra, che fu impossibile per Helena non commuoversi in silenzio insieme a loro.
Amava moltissimo le due donne, anche se di un amore diverso che provavano a vicenda.
Helena era già stata nei panni di Vera, ma la donna che aveva chiamato madre si era rivelata crudele ed insensibile, presenza effimera persino al suo matrimonio, scappata dagli affetti, affetta da pazzia.
Fortunatamente, Helena era certa che lo stesso destino non avrebbe mai colto sua cugina.
E che dire del ruolo di sua zia Aurora? Helena non aveva ancora avuto figli, perciò poteva solamente immaginare cosa potesse essere l' amore di una madre. Un giorno, sperava veramente di poterne provare, ed assistere orgogliosa a sua figlia, o suo figlio, che giurava amore eterno alla persona con cui avrebbe scelto di dividere la vita.

Ci fu appena il tempo per ricomporsi tutti, che arrivò la nipote Alessandra, trafelata come non mai.
Si prodigò in mille scuse per non esser stata d' aiuto, o vicino alla zia, ed Helena bonariamente sorrise comprensiva, mentre le osservava.
Era stato davvero un periodo turbolento per Alessandra, ed ora si andava avvicinando forse un po' di felicità.
Helena era certa che la zia Aurora lo sapesse bene, e che meno che mai ce l' avrebbe avuta con la nipote per questo, neanche in condizioni normali.
Alessandra fece i complimenti a loro - Helena rispose con un sorriso - e consegnò un mazzo di straordinarie rose colorate alla zia, precisando che non era propriamente quello, il suo regalo.

C' erano ancora così tante cose da fare, persone da interpellare, parole da scambiare. Ma è così che vanno i matrimoni, ed ogni istante sembra una vita intera.
Helena ebbe la consapevolezza di essere davvero fortunata a far parte di tutta quella vita, di tutto quell' amore.
Con una punta d' amaro.


Carn ha scritto:
Finalmente era arrivato a Livorno

Era stato un viaggio estremamente lungo e stancante,ma la fatica si sentiva appena in quel giorno, perchè era stata completamente sommersa dall'agitazione e dall'emozione.

mmm dovrei bere qualcosa ,per tranquillizzarmi un pò
meditò Vittorio fermandosi in piazza ,cercando con gli occhi la taverna più vicina.

ma si ,beviamoci su e speriamo che la birra mi tranquillizzi un pò


pensò Vittorio mentre percorreva le strada Principale della città brulicante di persone.

Chissa cosa sta succedendo in questo momento a palazzo Claraluna....

agitazione,confusione,preparativi,regali , ospiti ,tensione ,felicità...

probabilmente c'era tutto ciò....


Cele ha scritto:
Il terremoto Alessandra irruppe nella stanza.

Tutta trafelata si scusò cento e più volte per il ritardo e per il fatto che non avesse aiutato nei preparativi.

Aurora si voltò verso lo specchio con aria da finta arrabbiata
Beh... diciamo che così non potrai di certo mangiare la torta nuziale ma se, e solo se, mi darai mille baci, sarai perdonata. Si voltò sorridendo e abbracciò la nipote.

Ma su, non preoccuparti. Vedi? Tutto è sotto controllo e con Helena all'organizzazione non potrebbe essere altrimenti. Sorrise all'altra nipote.

Poi Alessandra le diede un bellissimo mazzo di rose, ce n'era di ogni colore.


Ovviamente non è questo il mio regalo

Sarebbe già tanto tesoro mio, sono bellissimi. Davvero.
Grazie mille.
E accarezzò la nipote.

Allora? Me lo infilate l'abito si o no? Disse alle presenti.
Così poi possiamo chiamare Bartolomeo e Alexander perchè mi accompagni in Chiesa.


Rosalba ha scritto:
Rosalba era seduta sul sofà difiaco a Bartolomeo che gli raccontava della vita livornese e del suo nuovo incarico di Rettore che lo impegnava molto ma gli dava anche tante soddisfazioni.
Nonostante per la sua riservatezza nel parlare Rosalba gli disse che viene da Volterra che è assessore al turismo, tutor e catastale di Volterra , lavori che la impegnavano ma gli danno soddisfazione e non solo quando gli disse che è un Alfiere dell'esercito fiorentino , Bartolomeo rimase a bocca aperta non ci credeva.....

Ormai era quasi sera e tutti gli invitati stavano arrivando , da lontano vide Shelena la sua adorata nipote con le sue tele gli fece cenno con la mano sperando che l'abbia vista, sci scusò con Bartolomeo
Scusate vado a salutare mia nipote Shelene che è appena arrivata , ritorno subbito gli fece un sorriso e si alzò andando verso l'entrata della sala....


Vindrveraly ha scritto:
Mentre stava al suo fianco, la madre le rispose, guardandola negli occhi, che Vera al momento aveva offuscati per via delle lacrime:

"Amore mio, picciridda preziosa." sorrise, lo faceva sempre quando la madre la chiamava "Picciridda", ed entusiasta, aveva nel cuore quel soprannome.

Le disse di essere agitata.
Per l'esperienza matuarata con i matrimoni delle cugine, sapeva bene lo stato d'animo della sposa a poche ora dalla cerimonia.
Anzi, sua madre era la sposa più tranquilla che finora Vera aveva avuto il piacere di aiutare negli ultimi preparativi.

Poi prese un cofanetto che aveva davanti a se:

"A tal proposito" disse "So che non è usuale e spero che presto un anello molto più importante, magari quello che ti donerà un bravo ragazzo, prenderà il posto di questo che ti dono io adesso. "

Abbassò lo sguardo, ormai le speranze di trovare "quel bravo ragazzo" erano quasi sparite, ma li rialzò quando Aurora le prese la mano e mentre le infilava l'anello al dito, continuò

"Ce l'ho da quando sono bambina, in realtà da sempre, che io ricordi.
Credo fosse di mia madre.
Io stasera indosserò al suo posto una fede nuziale, se ti fa piacere, vorrei che questo lo indossassi tu. "


Oh, madre mia, porterò questo anello con orgoglio ed amore sospirò, guardandolo.

"Ti adoro Vera e mai nessun gioiello potrà eguagliare la profondità e la bellezza di questo mio amore per te."

Accolse il suo bacio e lo ricambiò con un abbraccio, sussurrandole Je t'aime, ma douce maman!

E proprio quando Aurora chiese sorridendo: "Siamo in ritardo?"

Dalla porta della stanza entrò Alessandra urlando: "Zia!!!"

Giusto in tempo! esclamò Vera, mentre la cugina si scusava per il ritardo con la sposa, porgendole quello che non era il suo regalo.

"Allora? Me lo infilate l'abito si o no?
Così poi possiamo chiamare Bartolomeo e Alexander perchè mi accompagni in Chiesa."


Subito Helena, Vera, Cleofe ed Alessandra aiutarono Aurora a sistemare l'abito, infilare le scarpe, stringere il corpetto, indossare il velo.

Quando ebbero finito, Vera, immensamente contenta, rimase a guardare la madre.
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