Il Casato Di Luna

Casato Borghese della Repubblica di Firenze
 
IndiceCalendarioFAQCercaRegistratiAccedi

Condividi | 
 

 Sulla Strada

Andare in basso 
AutoreMessaggio
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Sulla Strada   Lun 23 Mag 2011, 19:35

28 Aprile 1459

Vindrveraly ha scritto:
Due giorni prima aveva richiesto i permessi per Pisa.
Ieri, lei e suo cugino Michele, non si erano messi in viaggio perchè i permessi valevano solo per il giorno dopo, in questo caso, due giorni dopo.

"Maledetti permessi del cavolo" aveva pensato afflitta, mentre la mente le si riempiva di progetti.

Cosimo Dimitri Di Luna, loro zio, li aveva contattati con una missiva, dicendo loro se potevano raggiungerlo a Fornovo, così da tornare a casa assieme.
Quando Michele le aveva dato la notizia, Vera non aveva fatto che saltare di gioia per tutta la stanza.

Aveva bisogno, ora più che mai, di un viaggio, e da tempo sperava di intraprenderlo per raggiungere la cugina Samantha, rimasta a Mantua, dopo essere uscita dal gruppo Amesha.
La successiva fuga della madre e del cugino Manfredi, non aveva che fortificato il suo desiderio di rinnovamento.

Aria! aveva esclamato più volte, mentre scriveva una missiva alla cugina.

Ma durante la notte del 27, ClaraLuna ricevette una missiva dello zio Cosimo.
Avrebbe fatto ritorno a Livorno con la sua fidanzata, la cara Cleofe, quindi la presenza dei nipoti non era più necessaria.

Michele l'aveva guardata, dicendo "Scusami cugi, preferirei rimanere.
Collegherei il fatto che Samy non sa se sarà fuori dalla black list al mandato di zia, dopo non esisterà altra parola diversa dal viaggio"
- e le aveva sorriso.

Lei scosse il capo, aveva dimenticato che il cugino lavorasse nel consiglio municipale.

Tranquillo cugino, non preoccuparti!
Sarà per un altra volta!


"Ma parti lo stesso?" le aveva chiesto lui, di rimando lei aveva annuito sorridendo.

Certo la compagnia del cugino era fondamentale per non incorrere nel rischio di essere derubata, ma sua cugina Helena, in veste di VicePrefetto, il giorno prima aveva detto che non si segnalava la presenza di briganti verso Pisa...


Vindrveraly ha scritto:
Santa Blatta! aveva esclamato, quando, diretta verso le taverne cittadine per i saluti, aveva raccolto un foglio che, trascinato dal vento, si era staccato da un albero ed attaccato alla sua gamba.

......

ATTENZIONE

Si segnala la presenza dei briganti Etrusco e Senea nel nodo tra Livorno e Pisa!
Si prega tutti i viandanti di fare attenzione, e di chiedere sempre ai VP locali della sicurezza delle strade!


.....

Perfetto.. si disse mentre riponeva lo scritto nella sacca, ed entrava all'Orgoglio Livornese.

Come al solito salutò l'uomo nell'angolo con il mantello verde, del quale ancora non riusciva a capire il nome, dato che era alquanto restio a parlare, poi Ectore, il Sindaco, e Temistocle.
Si parlava dell'Associazione Liberi Professionisti, del Mercato, della Dogana, dei Forestieri e, immancabile notizia del giorno, la presenza dei due furfanti verso Pisa.

Cose che capitano.. aveva detto Vera Sai che noia quando un viaggio fila liscio come l'acqua? e aveva riso.

Era naturale per lei, dato che non era mai stata derubata e al contrario di molti, le avrebbe fatto piacere incontrare un brigante, per chiedergli come se la passava, anche se con molta probabilità l'uomo o la donna, o entrambi l'avrebbero derubata e se la sarebbero data a gambe.

Poi una delle due donne derubate entrò nella Locanda e Vera notò in lei qualcosa di famigliare.
Quando si presentò, le fu tutto più chiaro!

Era Isabella Azzurra Desdemona Bardi, sua vecchia amica e concittadina che si era trasferita a Pisa, mesi, o forse anche anni prima.
Durante un viaggio di Vera si erano incontrare di nuovo, ma poi più nulla.

Sono davvero felice di rivederti, e di sapere che stai bene! le aveva detto Bè si.. tralasciando il fatto che al momento.. non hai più un ducato e sei priva di forze..
Ma l'importante è aver salva la vita, no?


E lei le aveva raccontato della sera precedente e degli averi che aveva con se.

In un momento di pausa Vera aveva lasciato scritto ad una Dama, Shelene, che sapeva diretta a Pisa, se poteva unirsi a lei e a suo figlio Franzoso, che aveva consosciuto durante il suo soggiorno a San Miniato.

Sperem! aveva detto, consegnando ad un giovane, che stava per uscire dalla Locanda livornese, lo scritto.

Stavamo dicendo? esordì, ritornando a far parte della discussione...


Vindrveraly ha scritto:
Buon proseguimento! aveva detto, prima di uscire dalla Locanda.

Il tempo era trascorso, dopo che Azzurra l'aveva salutata ed era andata via, con la sua compagna di viaggio e di sventure, Antea Elvisa Barbarigo, con la quale Vera aveva piacevolmente conversato assieme a Temistocle.

E la conversazione era proseguita con l'ingresso di Nitronory, fratello di suo zio Alexander, e Siebel.
Oltre a conoscere due ottime persone, Vera ebbe l'occasione anche di trovare compagni per il suo viaggio, infatti erano anche loro diretti a Guastalla, o nel ducato di Milano, comunque vicini alla meta che Vera dovava raggiungere.

"La Luna è dalla mia!" pensò, gioendo di quella notizia, e ringraziandoli per averle proposto di unirsi a loro.

Però Vera dovette lasciare poi la Locanda per preparare bene l'occorrente per il viaggio.
E fu sull'uscio della porta che il giovane tornò con la risposta di Shelene.

Sarebbe partita l'indomani per Pisa, perchè il figlio aveva già preso lavoro, presso qualcuno.

Ringraziò il giovane, e, incamminandosi verso casa, si disse "Eh bien, pare proprio che debba partire domani..o forse no?"
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Lun 23 Mag 2011, 19:39

29 Aprile 1459

Nitronory ha scritto:
fu per caso che si accorse di quella signorina simpatica che si trovava nella taverna di livorno,nory ne fu colpito aveva un espressione pimpante, e nory che ancora non conosceva bene il posto ne tanto meno tutte le persone non perse occasiione per presentarsi.......

salve signorna Vindrveraly sono nitronory roccaforte mi sono da poco trasferito qui ........

la ragazza sgranò gli occhi sentendo il cognome del uomo,e dopo pochi minuti si ritrovarono a parlare di una persona che entrambi conoscevano.....

la ragazza sarebbe partita lo steso giorno per pisa in direzione mantua per andare a trovare la nipotina di nory e l uomo comprendendo che fosse da sola guardo il suo amore siebel e si offrirono per scortare la signorina sino a guastalla..........

madonna vin non è sicuro viaggiare da soli se volete noi facciamo la stessa strada saremo lieti di darvi un passaggio sino a guastalla........

la giovane sembrava contenta e nory e siebel le sorrisero.......


Vindrveraly ha scritto:
E Pisa si mostrò in tutto il suo splendore..

O almeno questo era quello che avrebbe voluto vedere.

Dopo aver colloquiato con Madonna Shelene, sua futura cugina, capì che le condizioni per partire si erano fatte alquanto gravose per tutti.

Comunque quella notte aveva sellato il suo cavallo, Endymion, messo in una bisaccia attaccata alla sella, Fides, tanto piccolo da starci comodamente, e si era recata fuori città.
Al galoppo Endymion raggiunse una collina che sovrastava la cittadina, e scorse camini accesi, nonostante fosse primavera.
Quella era una fredda primavera.

Una smorfia si disegnò sul suo volto, nel vedere la Fortezza di ClaraLuna, sua amata dimora.
Nonostante i ricordi che la legavano ad essa, Vera cominciava a sentire dentro se una sorta di insofferenza.

Giorni tetri avevano riempito quelle mura, dalle quali la nostra giovane voleva allontanarsi.

Smontò da cavallo, mise a terra Fides, e da seduta tentò di osservare le stelle in cielo.
"Non ci sono.." constatò, sconsolata, ed accarezzando il muso del cane, disse:

Non è un buon giorno per partire, aveva bisogno di una scusa e l'aveva trovata, inventandone una.

Quel giorno non uscì dalla sua stanza..


30 Aprile 1459

Vindrveraly ha scritto:
Dicono che la notte porta consiglio, a lei portò fortuna!

Uscita da ClaraLuna solo al calar della giorno, si era avviata alla Taverna dei Cavalieri della Torre, gestita dal Capitano Anna, Signora di Casciana Alta, sua concittadina ed amica.

Nel tepore della taverna, aveva incontrato Shelene, Anna ed Ectore, e sua madre e Vittorio.
Una piacevole serata, nella quale venne fuori che ben due gruppi dovevano partire per Pisa, uno di una certa Thea, e l'altro di Nitronory, Siebel e Reginapam.

Mentre sia a lei che a Shelene cresceva il mal di testa, optarono per chiedere di unirsi al secondo gruppo.
"Saggia scelta" pensò la ragazza mentre Shelene scriveva una missiva a Siebel.

L'indomani, il 30 Aprile, uno scritto di Nitronory la raggiunse alla Fortezza, che si concludeva con "..saremo lieti di scortarvi sino a guastalla"

Corse alle stalle e disse ad Evaristo di sellare Endymion, forse non l'avrebbe cavalcato e sarebbe andata a piedi, ma non avendo il carretto e non potendo di certo portare a spalla quello che aveva preparato per il viaggio, quel cavallo le sarebbe tornato utile.

Vestita per il viaggio, si avviò poi fuori città, non avrebbe mai voluto far perder tempo o creare problemi ai suoi gentili compagni di viaggio.

Nitronory ha scritto:
tutto era pronto,il carretto di mamma era pronto e carico siebel era già a a cavallo,mancava solo nory che come al solito prima di partire doveva fare na capatina al gabbinetto -.-...........

ok sioree sono pronto si parte per pisa.....ma ma ma quella ragazzina ? ehm come si chiama si si vin ? la signorina vin dov è ?.........

il ragazzo si girava su se stesso mentre indossava il suo elmo ,non voleva farla viaggiare da sola ed era piu che intenzionato a scortarla sino a guastalla.....

per un attimo penso che la giovane avesse poi trovato un altro gruppo,quando siebel lo rassicurò ddicendogli che la giovane li aspettava alle porte della città........

salito a cavallo fece una carezza al suo destriero erano pronti..........

giunti alle porte della città nory vide una ragazzetta intenta a sistemare le proprie cose sul suo cavallo.......

signorina vin ma salve ....ehm forse vi serve una mano per tutta quella roba?

nory scese da cavallo e sorridendole prese le sue sacche e le posò dentro il carretto che avevano sempre dietro durante i loro viaggi........

ecco cosi viaggerete piu comoda ed il vostro cavallo si muoverà piu agilmente

nory le sorrise, ed aiutandola a salire in sella riprese il suo cavallo saltò in sella ed insieme al nuovo gruppo ,partirono alla volta di pisa .........

presa la testa della compagnia cominciò a cantare ad alta voce senza curarsi dei commenti dlla madre e dellasua siebel che lo esortavano dal cantare............ Laughing Laughing


Vindrveraly ha scritto:
Fides..Fides sta buono o dovrò lasciarti a Claraluna!
E tu non lo vuoi vero?


Chiese mentre accarezzando il musetto del cane, gli dava un pezzo di pane.
A dire il vero era lei a volerlo fortemente portare con se, il cucciolo sarebbe stato meglio a Livorno.

Mentre aspettava i suoi compagni per mettersi in cammino, cercava di bilanciare il peso delle merci, che aveva messo al povero Endymion.

Qui il pesce, qui il mais..no forse è meglio metterci quei due pezzi di pane che ho con me..
E questo che..un remo? da dove salta fuori?
Uhmm, devo aver bevuto parecchio ieri sera.. ma non ricordo comunque di essere stata al porto.. a meno che..


Fu interrotta, nell'udire una voce a lei famigliare alle sue spalle.

"signorina vin ma salve ....ehm forse vi serve una mano per tutta quella roba?" si voltò, e sorridendo, annuì.

Si, magari!
Ma non vorrei disturbare..
, ma l'uomo era già smontato da cavallo ed aveva preso le sue sacche, che erano accanto ad Endymion, e posandole nel carretto, aveva detto:

"ecco cosi viaggerete piu comoda ed il vostro cavallo si muoverà piu agilmente"

Io..non so davvero come ringraziarvi! esclamò Vera, chinando il capo, abbozzando una riverenza.

L'uomo le sorrise e l'aiutò a salire in sella.

Si parte! aggiunse entusiasta, spronando Endymion a seguire la compagnia.

La meta ora le sembrava più vicina che mai...
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Lun 23 Mag 2011, 19:42

1 Maggio 1459

Vindrveraly ha scritto:
Tra i canti di Ser Nory, e i passi lenti dei cavalli, raggiunsero le verdi colline pisane, incrociando sulla via alcuni volti noti a Vera.

Persone di origini pistoiesi che aveva avuto il piacere di conoscere durante il loro soggiorno a Livorno; ma anche Anchise, di San Miniato, con cui aveva piacevolmente parlato, durante un breve viaggio di Vera in quella città.
In quei giorni lui era il Tribuno, e Vera vide con quanto calore accoglieva gli stranieri e i futuri nuovi cittadini San Miniatesi.

Quasi al sorgere del sole, si trovarono di fronte alle porte della città, e mentre dei soldati controllavano i loro permessi, Vera si volse a rimirar la via, circondata da grandi alberi su cui si posavano piccoli uccelli che cinguettavano allegramente, e le colline, che degradavano verso il lago.

Il porto della città, soleva essere il più importante della repubblica, e per prima cosa, Vera volle visitarlo.

Accanto all'ufficio del CapoPorto, capeggiava una scritta, che la giovane lesse a voce alta:

Il capitano del porto è Federico Tancredi di Montefeltro - Seguita da una breve descrizione -Vi trovate in un porto commerciale. Insomma, non è grandissimo, ma abbastanza da ospitare sette navi.

Sorrise, e si avviò verso le banchine, e con sua meraviglia le trovò completamente piene: sette navi erano pronte a prendere il largo, l'ultima delle quali pareva più grande di tutte.
Riconobbe tra esse l'Arethusa e l'Anteros, con le quali aveva partecipato al viaggio nelle terre francesi.
Poi vi erano "Bellerofonte", "La Perla Pisana", "Arcadia", "Leucas" e l'ultima "Il Giglio del mare", ed Avvicinandosi ad essa, Vera constatò che effettivamente era la più grande nel porto.

Vera ne rimase talmente affascinata che rimase a guardarla, per molto tempo..


2 Maggio 1459

Vindrveraly ha scritto:
Il 2 Maggio, dopo aver riposato la notte precedente alla Locanda dei Miracoli, il gruppo si apprestava a lasciare Pisa.

Mentre sellava Endymion, Vera fu scossa da un brivido freddo. "Eppure l'estate si sta avvicinando.." pensò subito, mettendosi il coprispalle bianco, e quel semplice gesto le fece tornare in mente il motivo di quel viaggio.

Sospirò, avviandosi fuori dalla città in fermento, per l'avvenuta elezione della nuova Principessa di Firenze, la Viscontessa Luna Alessandra Ridolfi.
Fu contenta e sollevata di udire quel nome dai giovani che percorrevano Pisa, urlando la notizia e dando inizio al giorno di festa.

Quella sera avrebbe lasciato Pisa, per andare a Massa e recarsi quindi all'interno del Ducato di Modena.
Era abbastanza agitata, poichè in quelle terre non conosceva nessuno, dato che le erano ancora del tutto ignote, ma con una speranza nel cuore, si convinse che quel viaggio le avrebbe portato tante piacevoli soprese.
Doveva accadere, per forza.
Il suo morale, seppur all'apparenza sereno, era circondato da nubi nere, da ormai giorni, che sempre più le parevano eterni.
Il bisogno di allontanarsi da Livorno, per qualche tempo, era diventato essenziale.

Smontò da cavallo, mentre attendeva i compagni, e tentò di prendere Fides che si nascondeva tra dei cespugli, per farlo tornare nella sacca.
Era troppo piccolo, ed aveva paura che qualche cavallo potesse calpestarlo, dato che il cucciolo, ormai abituato, era solito correre tra le zampe di Endymion, fermarsi e riprendere la corsa.

Dopo qualche caduta, Vera riuscì nell'intento.
Giusto nell'attimo in cui Ser Nory e le Dame, la raggiungevano..


4 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
L'osteria del Comune, in quel di Massa era un luogo alquanto accogliente, anche se non aveva chiesto nè al Sindaco, ne al Taverniere, se poteva tenere un cane nella sua stanza.
Magari l'avrebbero solo guardata male, storcendo il naso e cacciando fuori Fides, o magari avrebbero cacciato direttamente lei.
Oppure non avrebbero detto nulla, ma Vera aveva subito scartato quella possibilità, quindi non disse nulla.

"Meglio non sfidar la sorte, che già mi par malconcia così come è!" si era detta mentre scendeva le scale in legno, tenendo stretto Fides nella sacca, nascosta dal suo coprispalle, che prontamente si rimise sulle spalle, appena varcata la soglia dell'Osteria.

Freddo, anche oggi.. sospirò, guardando il cielo plumbeo.

Era il suo secondo giorno a Massa, ed aveva già notato la straordinaria tranquillità che ricopriva quelle valli.
Al confronto Firenze, pareva un mare in tempesta, sferzato da venti.
Abituata a quel clima, che a volte la rendeva allegra, trovava innaturale tutta quella calma.

La incuriosì poi un Bando affisso in Piazza, ormai quasi scolorito.
Si era alla ricerca di un Gran Ciambellano, "Ma come! Non viene scelto tra i consiglieri?" pensò, meravigliata di quanto potesse essere diverso un luogo così vicino alla sua casa.

Incuriosita sempre più, si avviò verso una Taverna vicina, "Il primo Pensiero", si chiamava.
"Il primo pensiero è dunque la birra qui?" si disse, e, ridacchiando, entrò.


8 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
Da Massa a Modena, poi Guastalla ed infine Mantua!

Appena Pam gliel'aveva indicata, sul viso di Vera si disegnò un sorriso felice.
Il primo dopo lunghi giorni.

Purtroppo Ser Nory si era ammalato durante il viaggio, forse, e Vera sospirando, guardava il dolore dei suoi famigliari da lontano.
Non si permetteva di avvicinarsi e dare parole di conforto, in quei momenti sapeva che sarebbero riecheggiata vuote nella loro mente e nel loro cuore.

Vedere Dama Siebel le straziava il cuore, non potendo far nulla per aiutare il suo amato.
Aveva letto molti libri, e riusciva ad alleviare il dolore alla testa, o agli arti tramite l'utilizzo di erbe specifiche, ma quella era tutta un'altra cosa.
Pur volendo far qualcosa, con lo sguardo basso a terra, aveva viaggiato assieme a loro, incapace perfino di parlare.

"Non sei un medico, potresti peggiorare la situazione" continuava a ripetersi.

Quindi inerme, rimase ad osservare, e sempre di più si convinse che intraprendere la via della scienza fosse la sua aspirazione, il suo desiderio più alto.

A Guastalla la compagnia si sciolse, poichè Ser Nory e Dama Siebel rimasero in città, mentre gli altri contianuarono verso Mantua.
Uno sguardo triste lesse negli occhi di Pam, mentre si allontanava dal figlio, per un solo giorno.

Sulla strada, Vera le si avvicinò, ringraziandola quanto più possibile per quello che aveva fatto per lei in questi giorni, e promettendole che avrebbe prima o poi ricambiato il favore.

Fides allora si mosse nella sacca, e lei, smontata da Endymion, proseguì a piedi, dopo aver posato il cagnolino a terra.

E all'alba, la città portuale di Mantua le si presentò innanzi agli occhi.
L'aria di mare, le banchine, le navi, il mercato, tutto la faceva sentire a casa.

E dopo essersi fatta riconoscere dai Difensori di Mantua, immediatamente, si avviò alla ricerca della cugina..
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Lun 23 Mag 2011, 19:44

9 Maggio

Samy92 ha scritto:
Samantha era un po di giorni che passava le giornate a camminare avanti e indietro per la via che arrivava da Guastalla..preso sarebbe arrivata sua nonna e sua cugina..

alla notte si appoggiava ad un albero e chiudeva gli occhi...e dormiva sotto le stelle...

la volia di riabbracciare sua cugina era troppa...era scappata da Livorno..senza salutare nessuno...

quel giorno alle prime luci dell'alba...si svegliò..
aprì gli occhi e guardò verso le mura di Mantua...tanti viaggiatore le passarono davanti...

ma nessuno era le persone che aspettava lei..

ma proprio quando si era arresa..li video..sua cugina..e sua nonna...stanche...avevano viaggiato senza mai fermarsi..

così si alzò..e corse da loro..

nonnaaaaa..cugiiiiiiiii..che bello siete qui..*_*

e si lanciò al collo di sua cugina..

Vindrveraly ha scritto:
"nonnaaaaa..cugiiiiiiiii..che bello siete qui.." udì gridare alle sue spalle.
Voltandosì vide una figura esile, dai capelli corvini, correrle incontro

Samathaaaa! gridò a sua volta, prima di stringere fra le braccia la cugina, che nel frattempo le era saltata al collo.
E guardandola, tra sorrisi e lacrime di gioia, le disse:

Oh, cugina! Cugina mia!
Sbaglio o sei diventata più alta?
- staccandosi da lei, e osservandole il volto, sospirò - Sai, assomigli sempre più a tua madre Francesca! - la riabbracciò forte.

Sono così contenta di rivederti finalmente!
A ClaraLuna eravamo così in pensiero!

Ma ora devi raccontarmi davvero ogni cosa, sai quanto io sia curiosa.. Immagino quanti avvenimenti saranno successi in questi lunghi giorni!!
Ebbene io voglio sapere tutto!


Rise e rimanendo a guardarla con grandi occhi azzurri, attese la sua risposta

Samy92 ha scritto:
Ma ora devi raccontarmi davvero ogni cosa, sai quanto io sia curiosa.. Immagino quanti avvenimenti saranno successi in questi lunghi giorni!!
Ebbene io voglio sapere tutto!

Samantha scoppiò a ridere..e prendendo le borse sia di nonna che della cugina iniziò a camminare con loro verso palazzo Roccaforte..

e camminando passo vicino all'albero dove sopra c'era la sua casetta dell'albero....

cugi...vuoi sapere lee mie avvventure???ecco iniziamo..li ho passato molti notte..dopo che mi hanno cchiuso fuori dal palazzo Roccaforte..

e indicò la casetta...girando lo sguardo verso nonna che era scoppiata a ridere

poco più avanti c'era il campo dove erano accampati gli Amesha

e con un velo di tristezza disse...

qui cugi...ho passato alcune notti...c'era il gruppo degli Amesha accampati...

e proseguirono contente per le vie di Mantua..

Vindrveraly ha scritto:
Dopo che la cugina con le sacche in mano, si era incamminata, Vera aveva tirato le briglie di Endymion, e, con Fides al fianco, l'aveva seguita.

"cugi...vuoi sapere lee mie avvventure???ecco iniziamo..li ho passato molti notte..dopo che mi hanno cchiuso fuori dal palazzo Roccaforte.."

.."Chiuso fuori dalla dimora dei Roccaforte?" pensò stupita la ragazza, che vedendo l'ilarità della cugina non fece domande e si limitò ad osservare la casa costruita sull'albero.
"Anche nei giardini di ClaraLuna, da qualche parte, dev'esserci ancora quella vecchia casetta costruita da Gildo, anni fa.."

Interruppe i ricordi, quando Samantha le indicò uno spiazzo vuoto.

"qui cugi...ho passato alcune notti...c'era il gruppo degli Amesha accampati..."


..Amesha.. disse Vera con un sospiro, mentre pensava a Francesca e Fiamma, in terra straniera, armate di tutto punto, sfoderare la spada contro sconosciuti, per ideali lontani da lei.

Scosse il capo, e sorridendo, le chiese.

Cugina, spero che nelle locande mantuane facciano tenere cani all'interno delle stanze.. senza il mio piccolo Fides al sicuro, non credo riusca a dormire!
E magari una Locanda dove anche Endymion possa riposare!

A proposito, tu mica dormi all'aria aperta?
- agitando il dito, con lo sguardo di una madre in pensiero, aggiunse - Tira una brutta aria in questi giorni, non vorrai ammalarti!

Rise.

Ah! Altra cosa, che tu sappia.. questa città ha bisogno di pesce? mostrando il suo miglior sorriso, concluse con questa domanda, rimanendo poi in silenzio ad ammirare le vie della città di Mantua.
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Lun 23 Mag 2011, 19:46

11 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
Di certo non si può dire che Mantua non fosse accogliente.
Aveva perfino conversato nella Locanda Municipale, "Sulle Rive del Mincio", con una Dama proveniente dalle lontane terre della Turchia, in inglese.
Lingua che aveva appreso durante i suoi viaggi e i suoi studi, per questo, la utilizzava con molta difficoltà, esprimendosi in modo poco comprensibile ai suoi interlocutori, poichè la poca esperienza era mista, inoltre, ad un impeccabile accento fiorentino.

Anche qui non aveva chiesto al Locandiere o al Sindaco, se poteva tenere Fides assieme a lei, ma dato che il cagnolino non dava fastidio, aveva deciso di rimanere in silenzio.

Era già il terzo giorno a Mantua, e sempre più guardava con interesse la vicina Serenissima Repubblica di Venezia, dove le sarebbe piaciuto enormemente andare.
Distolse lo sguardo dalle mura mantuane, e s'incamminò tra le vie interne della città, Dan era tornato in forma dal ritiro in convento e a breve ci sarebbe stato il matrimonio di Aurora.

"Qui bisogna ripartire!" pensò sempre più convinta..


12 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
Qua e là.
Sinistra e Destra.
Su e giù.

Non faceva altro che camminare, avanti e dietro, per la taverna, de' "Sulle Rive del Mincio", in attesa della cugina Samantha.

Quella mattina si era svegliata con un'idea che entro sera desiderava prendesse forma.
Si era informata sullo stato delle serenissime frontiere, da un vecchio proveniente da Udine, che le aveva rivelato

"Si può viaggiare liberamente, tranne in Capitale!
Per quello chiedete i permessi, mi raccomando!"


Vera aveva annuito, e dopo averlo ringraziato, quello era andato via.

Dato che la cugina non si faceva vedere, chiamò un ragazzetto nell'angolo che conversava con un uomo incappucciato, mentre questo, incurante, sorseggiava la sua birra.
Felice, il giovinetto le si avvicinò:

"Mi dica, Madonna!" esclamò, strofinando il naso sulla manica sgualcita e sporca.

Ragazzo, dovresti farmi un favore.. non temere sarai pagato! - puntualizò, quando quello, udita la parola "Favore" iniziò ad indietreggiare -Devi consegnare questo scritto a Samantha Di Luna, credo si trovi nella dimora dei Roccaforte..

Nel frattempo tieni due ducati, ne avrai altri e tanti se compirai il tuo lavoro!


Con un enorme sorriso il ragazzino, dopo essersi di nuovo pulito il naso sulla manica destra, ringraziò Vera e uscì dalla taverna.

Sperèm sosprirò, mentre, sedendosi ad un tavolo, estraeva dalla sacca una mappa.


13 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
Fuori dalle mura di Mantua, seduta sopra un masso, guardava Fides che rincorreva una farfalla.
Rise, quando il cucciolo che, dopo aver spiccato un enorme salto, era caduto a terra.
Distolse lo sguardo per volgerlo alle mura mantuane.

Sua cugina Samantha non le aveva risposto e lei l'aveva cercata per l'intera città, "Probabilmente è chiusa lì.." si disse, sostando fuori dai cancelli della dimora dei Roccaforte.
Tornata poi, sui suoi passi, pensò che forse alla cugina piaceva troppo quella città, e che forse andare a Venezia era un'idea sconsiderata.

"Un po' come tutte le mie idee!" sospirò, mentre guardava giocare dei bambini in strada.
Tornò quindi alla locanda e il mattino successivo raccolse le sue cose, pagò il taverniere, ed uscì.

In quel momento Endymion avvicinò il suo muso, sfiorandole il braccio.

Uhm? sollevando lo sguardo, vide che il sole si stava spegnendo.
Fischiando richiamò il cane e tenendo le briglie del cavallo, s'incamminò sulla via del tramonto.

15 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
Verona e Padova, serenissime città.

Emozionata aveva attraversato il confine con il Ducato di Modena, avendo nel cuore tutte quelle storie che aveva letto sui viaggi dei suoi antenati in quella terra.
In particolare, aveva a mente, il diario di viaggio del Barone Leopoldo Prometeo Di Luna, fratello del suo trisnonno.
In quelle città si era divertito molto: aveva amato, offeso, sfidato, vinto, perso, era corso via e tornato.
Amava Venezia come la sua seconda casa, e visto che Vera era affascinata da quelle letture, anche lei provava un certo affetto per quella terra.

A Verona aveva cercato i luoghi dove Leopoldo era solito recarsi, ma ne aveva trovati solo alcuni fedeli alle descrizioni del trisnonno, infatti la maggior parte di quei luoghi erano cambiato siaperchè i proprietari erano caduti in rovina, sia perchè gli edifici erano stati ristrutturati per altro.

Verso sera aveva ripreso il suo viaggio verso Padova, e all'alba del 15 Maggio si era trovata innanzi alle porte della città.
Con sua sorpresa non aveva incontrato i Difensori della città, come era già accaduto per Verona, quindi tranquilla, aveva cercato una Locanda, dove trascorrere la notte.

Nell' "Antica Hostaria LEON D'ORO", gestita dal Municipio, aveva trovato riparo, e conversato con alcuni cittadini ed anche con alcuni forestieri come lei, ad esempio Ser Asher, di Firenze, e Dama Luisella, di Venezia.

Dopo un buon pasto, si era diretta ad est e con grande meraviglia aveva visto una Miniera di Sale, la prima della sua vita!
Curiosa si era avvicinata, e, dopo aver fermato un uomo che segnava i nomi dei lavoratori, controllava la capienza e la stabilità della miniera e riferiva forse il tutto al Consiglio Repubblicano, chiese:

Buongiorno Ser!
Voi lavorate per il Ministro delle Miniere giusto?
E bene potete dirmi se cercate ancora lavoratori per questa miniera?
Non ho mai visto una Miniera di Sale e mi piacerebbe lavorarvi!


L'uomo la guardò perplesso, dall'alto in basso.

"Sicura di voler lavorare, qui?
Sembrate un po' debole e.. le vostre mani si rovinerebbero.."
aggiunse ridendo.

Vera lo guardò, sospirando: Dunque.. c'è ancora posto?

Uhm .. Fate come volete, ragazza!
Andante lì, hanno bisogno di altri..uomini
rise e continuò date il vostro nome a quel ragazzo, e buona fortuna!
Oggi dunque lavorare per il Principato"


Bene! esclamò Vera, sorridendo all'uomo e dirigendosi poi verso l'interno della miniera.
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Lun 23 Mag 2011, 19:49

17 Maggio

Ladymady ha scritto:
Giunta a Padova, LadyMady aveva incontrato Vindrveraly e insieme pensarono di fare ritorno a Livorno dato che Cele stava per sposarsi e loro erano state invitate al suo matrimonio, solo che Lady viaggiava in carrozza da ormai un sacco di tempo, e per l'occasione andò a comperare un cavallo in una scuderia dei dintorni di Padova. Quando entrò in scuderia vide un bellissimo cavallo bruno quasi nero ancora da addomesticare, il padrone del cavallo disse a Lady:

E' suo se riesce a addomesticarlo, io non ci sono ancora riuscito, glielo vendo per poco basta che me lo tolgo di mezzo

Lady annuì, prese la sua lenza per pescare e ci attaccò una delle sue carote, con un balzo si trovò a cavallo di quello spirito libero, che vedendosi la carota ballonzolare davanti agli occhi, cercò in ogni modo di mangiarsela, ma solo quando si calmò Lady fece in modo di fargliela mangiare, scese da cavallo e levò l'amo per non ferirlo, e poi gli diede anche un'altra carota presa dalla sua borsa, il cavallo era intelligente e vide in Lady la sua scorta di provviste, i due diventarono amici e il cavallo decise che solo LadyMady l'avrebbe cavalcato, così Lady decise di chiamarlo Spirit perchè era un cavallo libero. Poi raggiunsero Vindrveraly e partirono, galopparono a lungo e si divertivano come delle matte fino all'arrivo alle mura di Verona. Arrivate in città Lady ricevette un messaggio da una sua amica che voleva un passaggio fino a Livorno:

Mittente : Evangeline
Data d'invio : 17/05/2011 - 16:30:59
Titre : sono Evangeline
Lady, sono Evangeline!!
Mi sono scordata di mettermi in ritiro mi trovo a Verona posso tornare giù con te?


Lady pensò di avvisare immediatamente Vindrveraly per fermarsi e prendere Evangeline con noi e poi doveva avvisare Evangeline e ripartire tutte insieme verso la beneamata Livorno

18 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
A Padova aveva avuto la fortuna di trovare, in un momento come quello, un viso amico, quello di Lucrezia Merisi Orsini, sua cara concittadina.

Nelle strade, dalle finestre, perfino in cielo, riecheggiavano urla strazianti delle madri, delle figlie e delle spose, per l'enorme quantità di morti.
Il Doge aveva proclamato una giornata di Lutto, ed ancora ci si chiedeva perchè tutto ciò fosse accaduto.

Peste? Terremoto? Ira divina?

Giunsero anche notizie da Firenze, e nella confusione riuscì a capire solo che la Principessa era morta.
Preoccupata per la sua famiglia e non sapendo cosa fare, guardò Lucrezia, che nel mentre aveva acquistato un cavallo e lo stava ammaestrando.
"Meglio non pensarci..stanno tutti bene, ne sono sicura.."

E assieme alla concittadina aveva raggiunto all'alba, Verona, dove si sarebbero unite ad Evangeline, un'amica di Lucrezia che voleva tornare a Firenze.

Oggi ci fermiamo qui, domani riprenderemo la via per Mantua.. Sospirò, si sentiva improvvisamente così stanca.

Trovò posto al Refugium Peccatorum II, della Contessa Scila II Visconti, dove decise di scrivere una lettera a Livorno, che, secondo i suoi auspici, sarebbe arrivata, alla meglio, tra 5 giorni.



Refugium Peccatorum II, Verona
Anno 1459, Giorno XVIII del Mese V,

Alla famiglia Di Luna,



Si fermò, non sapendo come continuare.
Desiderava avere loro notizie, sapere cosa era accaduto, avere la conferma che le sue preoccupazioni fossero infondate.
Guardò fuori, chiuse gli occhi per qualche istante e continuò.


Il mio viaggio mi ha portato ben oltre il limite prefissato che era Mantua, come vedete ora mi trovo a Verona, ed il mio soggiorno nelle serenissime terre è giunto al termine.
Ho incontrato Lucrezia e tornerò anche assieme a lei, in tempo per le nozze di mamma con Vittorio.

Mentre ero a Padova, due giorni fa, ho ascoltato notizie terribili riguardo grandi stragi avvenute anche a Firenze.
Vi mando questa mia, appunto, per sincerarmi delle Vostre condizioni, spero vivamente che siate tutti in salute ed abbiate superato immuni questa sciagura.
Fonti poco attendibili, poichè essendo straniera non so dove o da chi informarmi con certezza, dicono che non sia finita.
Spero davvero si sbaglino.

Nel caso non dovessi tornare, colpita da improvvisa malattia, o inghiottita dalla terra o uccisa da eserciti o briganti, desidero sappiate che Vi voglio bene e spero di essere stata per Voi una buona cugina, nipote, sorella e figlia.

Perdonate queste scarne parole, ma la paura che ho nel cuore, non essendoVi accanto, è grande.

Con infinito ed estremo affetto,
Sempre Vostra


Vera I. Rosalinda Di Luna


La ripiegò.
Dei mercanti erano diretti a Pisa, e Vera era quasi sicura che lì avrebbero incontrato Evaristo in cerca di posta diretta alla famiglia.
Sperando che qualcuno avesse ricordato a quel farfallone amoroso di partire, separandosi per almeno qualche ora dalla sua Fiorenza.

Diede loro 20 ducati, e le sue tasche ne risentirono.

"Non preoccupatevi, Madonna, troveremo il vostro amato, Evaristo, durante la sosta a Pisa e gli daremo la vostra lettera!
Saluti"


Spronarono i cavalli e i carretti, prima che lei potesse precisare che Evaristo era un suo domestico, alla meglio il figlio della sua balia, e non il suo "amato".
Rise ed il suo animo si fece più leggero.

Tornando indietro, rientrò al Refugium, sperando di vedere Lucrezia o di conoscere Evangeline...


20 Maggio

Ladymady ha scritto:
Eran già diversi giorni che LadyMady, inviava messaggi a Vin senza alcuna risposta... e cominciava a pensare di andare via , anche Evangeline non rispondeva hai messaggi... desolata, Lady andò a fare una passeggiata in città per vedere se forse riusciva ad incontrarle ma ... nulla di fatto, in effetti Lady aveva chiesto di fissare un appuntamento ma nessuna delle due aveva risposto, andò a cercare lavoro per poi ripartire da sola il giorno seguente, se non si facevano vive in qualche modo.

Vindrveraly ha scritto:
Il pomeriggio del 20 Maggio, dopo alcune incomprensioni, Vera, Lucrezia ed Evangeline erano riuscite ad incontrarsi e, finalmente, a partire per Mantua.

La Serenissima era un bel luogo, ma Vera non avrebbe mai stabilito lì la sua dimora, poichè lontana da quello che c'era a Firenze.

Sospirò, proseguendo queste considerazioni.

"Magari il mio problema risiede nel fatto che paragono ogni Ducato o Repubblica a Firenze..
Magari se non lo facessi, troverei finalmente la città dove trasferirmi..
Ma poi alla fine.. voglio davvero lasciare Livorno?"


Un respiro caldo del vento, le fece guardare innanzi.
La strada era piena di pietroline bianche, ai lati della quale nascevano fiori bianchi, gialli, altri rosa, alcuni rossi.

E pensando al giardino di ClaraLuna, si voltò a guardare se le sue compagne stessero bene, spronando poi Endymion, il quale non deteneva mai un andatura superiore al "passo d'uomo", per il peso delle merci, di Fides e di Vera, che il cavallo era costretto a sopportare..

"Arriveremo all'alba a Mantua.. spero di incontrare presto Samantha e decidere cosa fare.."
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Sab 23 Lug 2011, 13:38

23 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
Stavano partendo per Modena, dopo aver vagato un po' per la città di Mirandola.

Lei, Lucrezia ed Evangeline, viaggiavano tranquille, con il desiderio di tornare nelle terre fiorentine il prima possibile.
Ognuna con motivi diversi, ma tutti legati alla propria famiglia.

"Bisogna conoscere il proprio passato, per comprendere bene dove si andrà alla fine.."

Le tornò in mente questa frase di Agnese, uno di quelle che ripeteva spesso, mentre si sciacquava il viso sulle sponde di un fiume fuori dalla città di Mirandola.
Vera, allora, rimase a contemplare la propria immagine, riflessa nell'acqua che scorreva velocemente.

Sapeva bene chi fosse sua madre.
"Certo! Tutte e tre!" rise ed il suo pensiero corse alle tre donne: Sirya, sua madre naturale che l'aveva mandata in convento per ricevere un'istruzione adeguata, Letizia, sorella della madre, si era occupata di lei, durante i lunghi ritiri di Sirya, ma alla fine impazzita e scomparsa.
E poi c'era la dolce Aurora, cugina di Sirya, ufficialmente sua madre adottiva.

Ma suo padre? Vera ignorava chi fosse.
Aveva appellato un solo uomo così, Filippo, marito di Sirya.
Ma quando i due si conobbero, anni prima di convolare a nozze a Pisa, lei era già nata e stata spedita in convento.
Dunque egli con molta probabilità non era suo padre, non lo era mai stato.

Bagnò di nuovo il viso con l'acqua gelida del fiume, scosse il capo e si avvicinò alle sue compagne di viaggio, con volto disteso e sorridente.

Era inutile pensarvi in quel momento, il viaggio doveva continuare..


25 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
25 Maggio - Tra Modena e Massa.


Guardò in alto, il sole splendeva ed iniziava a fare caldo.

Avevano sostato qualche ora, durante la notte, per riposare, e subito all'alba, prima che il caldo aumentasse fino a divenire insopportabile, erano ripartite per Massa.

La città però non accennava a mostrarsi.
Così dopo aver trovato un grande faggio, Vera aveva deciso di attendere lì, che le ore del meriggio, passassero.

Mentre attendevano, Vera consigliò a Lucrezia ed Evangeline di riposarsi:

Continueremo a camminare anche durante la notte, quindi vi conviene dormire un po' adesso

Aveva sorriso, e con la schiena appoggiata alla ruvida corteccia, aveva volto lo sguardo intorno.

"Samyna deve trovarsi a Guastalla adesso.. avevo promesso di riportarla con me, ma esigenze diverse ci hanno spinte a partire in giorni differenti.. spero non le accada nulla..
Se così fosse, non potrei perdonarmelo!"


Con un sospiro, cercò di togliersi dalla fronte un ciuffo di capelli.

"Devo tagliarli, stanno ricrescendo più velocemente di quanto credessi.."

Li sistemò, legandoli dietro la nuca, e vide che le piccole ferite alle sue braccia erano scomparse.

"Ah, bien! La cura ha funzionato, devo dirlo a zio Bartolomeo!
Ancora due giorni e sarò a Pisa, poi arrivare a Livorno sarà un attimo.."


Fides in quel momento si appoggiò sulle sue gambe e poco dopo pareva essersi addormentato.
Vera allora, ridendo, rimase ad accarezzare il pelo del cagnolino ed a guardare Endymion che, libero per un po' dal peso delle merci, trottava e si sfamava con dell'erba.


26 Maggio

Ladymady ha scritto:
Tratto Mirandola - Massa.

Lucrezia Vera e Evangeline erano partite e un bel pezzo di strada avevano ancora da fare, ogni tanto capitava di scendere da cavallo e continuare la strada a piedi anche solo per sgranchire un po' le gambe, il cane di Vera giocava con loro, ma come si sa, Lady non amava molto i cani soprattutto dopo aver subito l'aggressione di due cani, la paura le era rimasta dentro, per cui quando il cagnetto si avvicinava a lei, il gelo scendeva dentro le sue ossa e restava ferma immobilizzata da quella paura che non riusciva a togliersela di dosso. Evangeline raccoglieva fiori di tutti i colori, fiori di campo e anche di prato e li metteva dentro i nostri carretti che erano diventati veramente allegri, sembravano carretti da festa, Vera era immersa nei suoi pensieri ed era in pena per Samy, il perchè Samy non era partita con loro a Lady non era dato saperlo, per cui non approfondì il discorso con Vera che stava giocando con l'acqua, poi si lavò il viso e vedendola come rigenerata anche Lady e Evangeline si dettero una lavata per levare il caldo e lo sporco di un viaggio dove non c'erano soste almeno fino a Massa. Lady vide in un fosso delle cose santellanti, e incuriosita si avvicinò erano rane e rospi in atteggiamento amoroso Beati loro... e pensò al suo sposo Pippolotto che la stava aspettando, questo la faceva sentire su di morale, mentre i suoi occhi sembravano palleggiare nel guardare le rane e rospi che saltellavano continuamente, pensava alla minestra calda che le aveva promesso Liù la sua nutrice, cameriera e molto altro insomma una factotum d'eccezione, brava a fare ogni tipo di mansione. Si alzò in piedi e Lucrezia Vera e Evangeline ripresero il cammino, arrivate alle porte di Massa le tre stavano cantando una canzone di Cecco Angiolieri "Se fossi foco" e così varcarono le porte e arrivarono a Massa.


27 Maggio

Vindrveraly ha scritto:
Pisaaaa! un agognato grido uscì dalla sua bocca.

Lucrezia, Lucrezia, siamo a Pisa! disse rivolta alla compagna, incitandola a spronare i cavalli. Siamo ormai ad un passo da casa!
Finalmente!


Il suo sguardo si beò così delle colline pisane, del porto e della Torre.
Dopo aver attraversato l'intera città, ripartirono immediatamente per Livorno.
La voglia di vedere la sua ClaraLuna, quasi le fece dimenticare di dover mangiare qualcosa.

Si fermarono, allegre...


28 Maggio

Ladymady ha scritto:
Arrivate a Pisa il dolcissimo consorte di Lady le mandò una missiva dove l'avvisava che tra Pisa e Livorno c'era un brigante, Lady rise con tutti quelli che aveva incontrato per la strada uno solo era veramente uno scherzetto, e poi non viaggiava sola era sempre con la sua amica Vin che anche lei non vedeva l'ora di arrivare a Livorno, così si avviarono verso la strada "pericolosa" e giunsero a Livorno in prima mattinata, proprio quando erano ancora tutti a dormire e forse solo i lagonauti si stavano alzando. Varcando le mura di Livorno, in un impeto di gioia le due fanciulle gridarono felicemente:

Siamo a casa, dolce Livorno Cool


I cavalli fecero un'ingresso trionfale, mentre la città sonnecchiava, gli alberi le videro arrivare e con l'aiuto del vento sparsero parola, anche gli animali del luogo si accorsero di loro e incominciò un concerto tra abbai e miagolii nitriti e ululati, tutta la natura circostante le stava dando il benvenuto e le fontane facevano giochi d'acqua inaspettati. Poi le due scescero da cavallo e si salutarono promettendosi ri rivedersi ancora in taverna e di trovarsi per il matrimonio di Cele dato che loro avevano ricevuto l'invito e si erano squartate per giungere in tempo, si abbracciarono e poi presi i propri bagagli, carretti, animali, fiori e chissà che altro avevano con loro, si salutarono e ognuna di loro si avviò verso la loro casetta per riposare, finalmente! Very Happy

Vindrveraly ha scritto:
ClaraLuna.
Dopo aver tanto atteso, era giunto il momento di coricarsi nel suo dolce amato morbido letto.

Appena giunta a ClaraLuna, però, incontrò Evaristo nelle stalle.

"Oh, mia Signora, bentornata, finalmente!"

Vera sorrise, stanca e gli affidò le briglie di Endymion.

"Speravo tornaste presto!
Ho...bè una missiva da darvi.."
- Lo guardò perplessa e lui subito continuò - "Non l'ho data a Vostra madre per via del matrimonio, sapete, viene dal convento..ed è indirizzata a Voi!

L'ho tenuta con me, aspettando il Vostro ritorno.."
lui abbassò lo sguardo e lei protese la mano verso di lui.

Presa la lettera, si rifugiò con Fides in camera, passando dalla Torre, affinchè nessuno potesse vederla.

"Una lettera, dal convento.." preoccupata e stupita, appena giunta nell'anticamera si premurò di aprirla e leggerla.


Convento dell'Arcidiocesi di Pisa.
Ventesimo giorno del mese di Maggio, Anno Domini 1459


Cara Vera,
è con il cuore in mano che ti scrivo questa lettera, pregando l'Altissimo affinchè giunga velocemente a te.

...

A causa degli avvenimenti che ti ho appena descritto, qui, abbiamo bisogno del tuo aiuto!

...

Le nostre porte sono sempre aperte, sai come raggiungerci!
Appena puoi, arriva presto

Contando su te, che non mi hai mai deluso,
rimango in attesa di risposta

Che la luce dell'Altissimo ti accompagni sempre,


Madre Angelica



Si gettò sulla sedia che aveva raggiunto, e rimase a fissare il paesaggio marino fuori dalle finestre.
"Ecco, e adesso?"
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Sab 23 Lug 2011, 13:41

8 Giugno

Vindrveraly ha scritto:
I giorni a Livorno erano trascorsi in fretta.
Sua madre si era sposata, e lei lentamente aveva dimenticato quella lettera ricevuta tempo prima, lavorando per la città come Tribuno.
Ma poi il sei Giugno sua madre era entrata nel Salotto di ClaraLuna, esordendo con un "Buonasera miei adorati!", ed iniziando a parlare di un viaggio con la sua nave, Presence, verso Gaeta, per andare in cerca di Roberto.

Suo fratello, Sindaco della ridente città di Terracina, sicuro di non riuscire a raggiungere in tempo Livorno per il matrimonio, era rimasto nel Regno delle due Sicilie, e la sua assenza, come quella di Francesca, erano pesate negli animi dei Di Luna.

Così aveva deciso di partire anche lei, assieme a loro, poichè tra i suoi desideri ricorreva spesso quello di vedere Capua.
Precisamente quello che c'era al di là delle sue alte mura, sentire il vento scompigliarle i capelli e perdere lo sguardo tra quelle colline a Sud, che si confondevano con il cielo.

O almeno così se la immaginava Vera, ma preferiva non pensare a quella idilliaca visione.

"Del resto imaginavo anche che le terre francesi fossero semplicemente me ra vi glio se!
Ma mi sono dovuta alla fine ricredere.. non voglio commettere lo stesso errore anche con Capua.."


Pensava mente preparava i bagagli per il viaggio.

Di sfuggita, le capitò allora fra le mani la lettera di Madre Angelica.
Si sedette sul letto e rilesse quelle parole.

Dopo un profondo respiro, la mise nella sacca e velocemente si avviò fuori da ClaraLuna, diretta al porto livornese.

Salì sulla passerella della Presence e, piena di speranze, si avviò verso la sua cabina


9 Giugno

Vindrveraly ha scritto:
"Bene, si salpa!
Siamo io, zio Alexander, Mamma, Vittorio, Nuada e .. oh c'è anche il cugino Marco!"


Marco? si voltò e per poco non cadde in mare.
Effettivamente mentre si è seduti sulle reti con le gambe che penzolano sull'acqua, è decisamente facile cadere giù.
Sarebbe bastato anche un semplice colpo d'aria.

Vedere Marco ancora sulla nave era molto più di un colpo d'aria, ma fortunatamente Vera si era retta ad una fune, e con un balzo aveva raggiunto il ponte.

Così potette avvicinarsi alla Madre e a Marco che parlavano.

"Si torna indietro" - aveva detto poi La Capitana, a tutti i passeggeri. - "Domattina si risalpa e stavolta senza interruzioni, in un paio di giorni saremo a destinazione..."

Uhm! - aveva esclamato Vera, che di nuovo si era proclamata "Mozzo", questa volta della Presence - Vorrà dire che trascorrerò la giornata lucidando il ponte!

Sorrise, e si avviò in Cambusa in cerca del secchio...


10 Giugno

Vindrveraly ha scritto:
Sbadigliò, distendendo le braccia davanti a se per poi piegarle dietro la nuca.
La nave ondulava, e cullata, Vera aveva dormito per molte ore.

A ClaraLuna non vi riusciva mai, se non dopo giorni, perchè piuttosto che dormire, Vera preferiva leggere, ricopiare vecchi manoscritti, studiare le erbe medicinali, che riposavano in un angolo del giardino della Fortezza, lontani da occhi indiscreti.

Sulla nave, invece, aveva molto tempo da trascorrere senza far nulla, che Vera aveva deciso di dedicare a se stessa, come molto spesso le accadeva in viaggio.

Si rigirò nel piccolo spazio che era stato adibito a letto, ripassando a mente tutti i lavori che avrebbe dovuto compiere una volta alzata.
Stanca al sol pensiero, si alzò a fatica e si avviò verso il ponte della nave.

Da lontano ancora erano visibili le coste fiorentine, ed ella scuotendo il capo, volse il suo sguardo verso l'ampio mare.

L'avrebbe guardato per ore ed ore.
Del resto dai racconti di Agnese aveva appreso che il vento, che spirava la notte in cui lei era nata, sapeva di fiori e mare.

Inarcò le labbra in un sorriso, e sperò che quel sole che ora morente si immergeva tra i flutti, risplendesse allo stesso modo anche i giorni a seguire.


12 Giugno

Vindrveraly ha scritto:
Silenzio.

Sospirò, mentre guardava le onde infrangersi contro le coste lontane e sentiva il ruomore della carena fendere l'acqua.
Case di lontano si scorgevano.

"Terracina! Siamo arrivati!" le avevano detto.

Finalmente, ancora un po' e mi gettavo in mare , rise.

Era stato un iter decisamente silenzioso, e se non fosse stato per suo zio Alexander, l'avrebbe anche trovato noioso.

Era il suo secondo viaggio in mare, quindi già sapeva come muoversi, dove andare, e cosa fare.
I movimenti quindi erano veloci, ed il tempo a disposizione era aumentato.
Nel tempo libero era così migliorata nel fare i nodi ed aveva cominciato ad intagliare pezzi di legno.

"Il desiderio di ogni donna!" aveva pensato sorridendo, mentre con un piccolo coltello portava via la corteccia ad un ramo.

Sentì allora l'irrefrenabile esigenza di entrare in una locanda e scoprire visi amici, camminare e non più su quel ponte che cominciava ad essere piccolo, guardarsi attorno e vedere alberi, strade, case e non più legno, mare e coste.

Ma desistette dall'aprire bocca e si recò in Cambusa a spazzare il pavimento, lucidare i tavoli e lavare i boccali.

Nel mentre pensava a quanto possedeva e se fosse il caso di mettersi immediatamente in viaggio per Gaeta, una volta a terra.
Aveva preso parte di quei pochi risparmi che aveva nel ricavo del muro a ClaraLuna, e non si sa come alcuni li aveva persi prima di salire sulla Presence, quindi le rimanevano solo 15,07 ducati.

Chissà se ci sono leggi per i viaggiatori in Terra di Lavoro..
Dovrò informarmi dell'eventuale presenza di una dogana..


Silenzio

Mpf, avrei potuto portare Fides invece di lasciarlo ad Evaristo, avrebbe portato un po' di allegria..
Ma che dico, è un viaggio di nozze, si è allegri per forza! Penso..
L'ho vista davvero poco mamma in questi giorni, immagino sia con Vittorio..
Ah, l'amour!

Che mi fa parlare da sola mentre termino di asciugare questi boccali!
Rise e voltandosi vide un topino che la osservava con la testa inclinata a destra.

Uh, allora non son da sola, abbiamo un clandestino qui, eh?

Sorrise e posò un piccolo pezzo di pane vicino a lui.
Il topo prima scappò, ma poi tornò indietro e afferrato il cibo cominciò a mangiarlo.

Ecco si, rimani qui con me!
Almeno se qualcuno mi sente e viene posso sempre dire che stavo parlando con te!

Dunque dove ero rimasta?
Ah si, l'amour!
Chissà come se la passa Roberto, non vedo l'ora di rivederlo!
Vedere come si è sistemato e sopratutto , scoprire se ha conosciuto qualche incantevole fanciulla!

Prima di partire per Terracina i suoi occhi brillavano!
Chissà! .. Oh, io lo spero tanto!

Che poi, caro topolino, ..


E continuò a parlare con il suo nuovo amico, mentre lucidava il pavimento della Cambusa, chiamata "Tra Scilla & Cariddi"..
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Sab 23 Lug 2011, 13:44

13 Giugno

Black96 ha scritto:
Era il suo primo viaggio in nave.

Si era spostato sempre a terra, e quanti viaggi aveva fatto, ma mai in nave.

All'inizio stava molto sul ponte, in piedi davanti al mare.
Aveva un po' il senso di mal di mare, ma lo sopportava bene.
Era un fastidio simpatico, lo stomaco gli si era rivoltato contro tante volte, soprattutto quando era bambino e nella sua città imperversava la guerra.
L'odore ferreo del sangue gli intricava le narici.
Guardò la spada che gli penzolava al suo fianco, quante ne avevano passate insieme. La sua compagna più fedele.

Per il resto stava insieme ai suoi compagni di viaggio a divertirsi e....a ubriacarsi.

La meta era all'orizzonte in pochi giorni ma...


Cele ha scritto:
Vittorio! Non farmi perdere la pazienza pure tu sbottò Aurora dando un pugno sul cornicione del ponte.

Lo vedi che fanno? Lo vedi? Sono due giorni che ci tengono qua in alto mare. Due.
Con Roberto che si sbraccia dal porto per salutarci.
Tutta sta strada per niente.
Sbuffò.

Era partita con mille progetti, con la voglia di riabbracciare suo figlio e conoscere la realtà in cui adesso viveva.
Vedere come stava, se s'era allungato ancora, se era dimagrito, ingrassato, se dormiva, se faceva ancora incubi strani con le fatine, insomma se stava bene.

Il viaggio era andato bene, anche se, sulla scia dell'entusiamo da neo sposini, il tempo passato in cabina con Vittorio era di gran lunga superiore rispetto a quello passato con tutti gli altri a chiaccherare.

Ma si sa l'amore fa pure passare l'appetito.
E difatti lei e Vittorio a stento mangiavano.

Arrivati lì però il Capo Porto diede l'ALT. Non c'era posto.
Le chiesero di attendere, che si sarebbe risolto in poco tempo, ma il tempo si allungava e le scorte di cibo diminuivano.

Al termine dei due giorni Aurora non ce l'aveva fatta più.


Lo vedete là? Urlava dal ponte. C'è un posto là. Nella baia naturale.

Ma niente, quelli manco l'ascoltavano.
Spazientita, al punto che neanche Vittorio riusciva più a calmarla, aveva salutato quel porto invitando tutti a leggersi qualche guida in più, mandando baci al figlio da lontano e facendo inversione di marcia.


Vittorio! Vado a dirlo a Vera. Tienimi sto timone prima che lo spacchi dal nervoso.

E senza voltarsi andò dritta verso la Cambusa, si sentiva davvero come se fosse Tra Scilla & Cariddi.
Con Vittorio avrebbe fatto pace più tardi.

Entrò e trovò la figlia a sistemare.


Vera, prendiamoci una birra su. Almeno così non penso ad altro.

Si sedette e pizzicandosi le labbra, ormai quel gesto lo conoscevano tutti, iniziò le sue lamentele.

Ti starai chiedendo perchè siamo fermi da due giorni, con poco cibo e i nervi a fior di pelle.
Ebbene, non hanno posto nei porti.
E nonostante io lo veda fin da qua un posto nella baia naturale, e nonostante mi avevano garantito una soluzione rapida al problema, oggi mi hanno comunicato che prima di Venerdì non potremo toccare terra.
Tanto vale toccare terra fiorentina entro Mercoledì ti pare??


Fermò le sue parole piene di rabbia e delusione e poi sussurrò sconsolata.

Stiamo tornando indietro!


Vindrveraly ha scritto:
Stava lucidando il tavolo, già perfettamente pulito, quando sentì qualcuno entrare in cambusa.

Sua madre le venne incontro, con qualche ciocca di capelli che le ricadeva davanti al viso.
Le sorrise.
Aveva trascorso ore tentando di comunicare con la riva, con il Capo Porto e con Roberto, scarne parole e pochi risultati.
Comunque Vera rimaneva fiduciosa.
"Non per niente il mio quarto nome è Speranza!" rise, riflettendo sulla sciagura in cui s'imbattevano coloro che le inviavano le lettere, dovendosi ricordare i suoi quattro nomi, più un soprannome alquanto complesso.

"Vera, prendiamoci una birra su. Almeno così non penso ad altro."

La ragazza annuì ed immediatamente portò alla madre, seduta al tavolo, un boccale colmo di birra.
La vide pizzicarsi le labbra, nervosamente.
Rimase a guardarla, sicuramente c'erano dei problemi.


"Ti starai chiedendo perchè siamo fermi da due giorni, con poco cibo e i nervi a fior di pelle."

Eh si le rispose, sosprirando

"Ebbene, non hanno posto nei porti.
E nonostante io lo veda fin da qua un posto nella baia naturale, e nonostante mi avevano garantito una soluzione rapida al problema, oggi mi hanno comunicato che prima di Venerdì non potremo toccare terra.
Tanto vale toccare terra fiorentina entro Mercoledì ti pare?? "


Si certo, anche perchè le nostre scorte stanno giungendo al termine, temo.. disse, rivolgendo lo sguardo alle sacche ed ai barili dietro di lei.

"Stiamo tornando indietro! " le sussurrò poi Aurora.

Oh! - fu sconsolata, seppur consapevole della situazione. - Maman, ma prima o poi torneremo, vero?
.. Io avrei tanto voluto visitare Capua..
.

Fece le spallucce, e terminò in un sol sorso la sua birra.


Cele ha scritto:
Maman, ma prima o poi torneremo, vero?
.. Io avrei tanto voluto visitare Capua..
.

Ma certo le rispose Aurora l'ho promesso a Roberto e comunque voglio verificare se quello che ho detto è stato capito e hanno imparato la lezione. Sorrise alla figlia e sorseggiò la sua birra.

Questi viaggi in nave ogni volta mi fanno venire un esaurimento nervoso.
Meno male che troviamo sempre il modo di divertirci almeno.
E anche in Terra di Lavoro ci siamo fatti riconoscere direi.
Bevve di nuovo.

Ah... Disse alzandosi Capua manca anche a me come città da visitare quindi si tornerà quanto prima. Finì la birra e sorrise più rilassata.


Vindrveraly ha scritto:
"Questi viaggi in nave ogni volta mi fanno venire un esaurimento nervoso.
Meno male che troviamo sempre il modo di divertirci almeno.
E anche in Terra di Lavoro ci siamo fatti riconoscere direi."
Rise ed annuì, soddisfatta, mentre riempiva un altro boccale di birra.

"Ah...Capua manca anche a me come città da visitare quindi si tornerà quanto prima."

Bien, maman!
Non vedo l'ora!
Quindi saremo presto di nuovo a casa, giusto?

Brindiamo a venti favorevoli!
e seguì la madre, e alzando il boccale la guardò sorridendo.
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Sab 23 Lug 2011, 13:49

16 Giugno

Vindrveraly ha scritto:
Ed i venti, fortunatamente si mostrarono sereni e clementi con loro.

Il 16 Giugno, infatti, percorrendo la passerella, raggiunsero terra.

Un viaggio breve, il primo viaggio della Presence, che li aveva portati nel Regno delle Due Sicilie, luogo dove sarebbero tornati.

Pur non avendo messo piede sul suolo tidiellino, si reputavano contenti e con allegria, dopo aver salutato Brian Della Luna, si erano incamminati verso la Fortezza di ClaraLuna..

"Bentornati a casa!" aveva esclamato Agnese nel vederli varcare il portone d'ingresso.

Ma Nounou, preparaci un pasto abbondante!
Siamo terribilmente affamati!
le disse Vera, abbracciandola.

La donna sorrise e corse nelle cucine.


17 Giugno

Vindrveraly ha scritto:
Prossimo duello
Grande evento! Il prossimo duello vedrà sfidarsi Black96 e Vindrveraly il 2011-06-17 20:30:00 in questa magnifica città!


Sorrise, nel leggere quel messaggio posto nella Lizza di Livorno.

Lei e suo zio ne avevano parlato durante il viaggio in nave, ed erano giunti all'accordo di sfidarsi una volta giunti a Terracina.
Lei voleva provare almeno una volta a calpestare quell'arida terra, a lui sarebbe valso come un semplice allenamento.

Non avendo poi raggiunto la città, decisero al ritorno di sfidarsi comunque a Livorno.
Presero accordi la sera precedente, e quella mattina la scritta del loro incontro era affissa in bella mostra.

Con il cesto in mano, quindi si recò al mercato per gli ultimi acquisti..

Black96 ha scritto:
Alexander era pronto alla sfida.

Qualche giorno prima ne aveva parlato con la nipote.
Lei voleva provare l'emozione di un duello e lui aveva deciso di accontentarla per allenarsi in vista dei duelli che avrebbe affrontato giorni dopo.

Si recò in Lizza di buon'ora, quando ancora non c'era nessuno.
Spada infoderata e scudo alla mano...non voleva usare le armi, si sarebbe deciso poi con la nipote al suo arrivo.

L'attese

Vindrveraly ha scritto:
Raggiunse in fretta il Rione San Jacopo, e scelse di passare davanti al Tribunale, strada poco visitata, visto che a qualche passo c'era la via del Mercato, e tutti percorrevano quella.

Svoltò a sinistra e cominciò a vedere il profilo della Lizza.
Entrò allora in quella piccola arena dove aveva visto disputarsi molti duelli.
Oggi toccava a lei.

Vide suo zio già al centro e lo salutò con un sorriso.

Grazie per essere qui! gli disse subito.

Nessuno aveva mai voluto accettare una sua sfida in Lizza, di coloro ai quali l'aveva chiesto.
Solitamente la sua scelta ricadeva su Francesco, che ripetutamente declinava il "gentil invito".
Avendo forse paura di farle male.
In effetti data la sua statura minuta e la sua pelle candida, si poteva facilmente incorrere in quello sbaglio.

Ferite però le riempivano le gambe, e segni di uno scontro con l'esercito erano ancora evidenti sulla sua schiena.
Era sopravvissuta a cose ben peggiori, cosa mai avrebbe potuto farle una sfida nella Lizza cittadina?

Sorrise all'uomo davanti a lei, e fu in quel momento che notò il suo scudo.
Della spada non si curò, dato che era solito portarla sempre al fianco.

Se useremo le armi, mio caro zio, devo avvertirti che io ho con me solo il bastone..
La mia cara Undomiel giace, ahi lei, inerme a ClaraLuna da anni!
rise.

Visto che è un allenamento potremo farlo senza armi..
Sai, sono un po' negata con la spada!
Magari nei prossimi giorni potresti anche darmi qualche lezione, che ne pensi?
lo guardò, allora, sorridendo.

Black96 ha scritto:
Alexander sorrise alla nipote.

Perfetto, neanche io volevo usare le armi disse strizzando l'occhio sinistro.

Quindi lasciò lo scudo sugli spalti e, slacciandosi il fodero della spada, ripose anche quello.

Si riportò al centro dell'arena sempre con un sorriso stampato sulla faccia.

A te l'onore del primo colpo, piccola

Poi si mise in posizione d'attacco.
L'aria arida gli riempiva i polmoni, sentiva ogni minimo spostamento d'aria, chiuse gli occhi e si concentrò.

Anche se non era una battaglia vera e propria un pensiero si impossessò della sua mente...

Era tornato !

Vindrveraly ha scritto:
"A te l'onore del primo colpo, piccola" annuì e si disse pronta.
Respirò a fondo, indecisa sul da farsi.
Fu in quel momento, mentre si sporgeva in avanti per affrontare suo zio, che comprese che forse una sfida non era il modo migliore per imparare.
Si sarebbe fatta male, questo ora le sembrava certo.
Sarebbe caduta subito, o avrebbe resistito almeno un po'?

Il tempo di pensare era terminato.
Come se per lei fosse semplice agire e basta.
Iniziò a correre da suo zio agitando le braccia, affatto sicura di cosa volesse dire "primo colpo".

Così senza pensare, come si era ripromessa, tentò di pestargli un piede e di spingerlo a terra.

Ecco, far finire l'avversario a terra, era quello lo scopo di una sfida in Lizza, no?

Black96 ha scritto:
Alexander sentì i passi veloci e scoordinati della nipote arrivare verso di lui.

Non è avvezza ai combattimenti, userà la foga.

Aprì gli occhi un istante prima che Vera gli fosse addosso e schivò di lato...pensava a un colpo frontale, a un pugno e invece gli aveva pestato un piede e con le mani cercava di spingerlo a terra.
Alexander sentì la forza della ragazza scaraventarsi su di lui per farlo cadere.

Si piegò sulle ginocchia e fece sbilanciare anche l'avversario che però inspiegabilmente rimase in piedi mentre lui cadeva seduto per terra.


Ma cosa fa ?

Pensò mentre con una capriola all'indietro si alzò e prese la distanza di sicurezza.

Un colpo non al massimo della lealtà disse sorridendo.

Si avvicinò con calma a lei, appena la vide indietreggiare di qualche passo scattò veloce verso di lei. L'attacco frontale era uno dei più pericolosi per l'attaccante, ma solo se si il ricevente era abbastanza esperto.
Quindi gli venne facile posare la mano pesante sulla piccola spalla di Vera per stringerla e fare forza non verso terra, ma verso l'interno destro.
Sarebbe caduta comunque.

Vindrveraly ha scritto:
Quando lo vide a terra esultò con un salto e si lasciò distrarre da quel colpo fortunato.
Senti suo zio dire

"Un colpo non al massimo della lealtà"

Ed in pochi istanti si trovò la sua mano che la spingeva la spalla.
Cadde a terra, e si sfiorò la spalla destra che ora le faceva male.

Si rialzò in fretta, e tenendo premuta la mano sinistra sulla spalla destra, si avvicinò di nuovo a suo zio.
Tentò di colpirlo di nuovo sul ventre, con il gomito sinistro, con le forze che aveva.

La prossima lezione però me la dai in giardino, eh zio? disse, sorridendo.

Black96 ha scritto:
Alexander vide la nipote che raccoglieva le forze per alzarsi.

Si allontanò da lei ma in poco tempo si era giù avventata su di lui cercando di colpirlo con una gomitata nello stomaco.
Provò a scivolare a sinistra, ma comunque il colpo lo prese nel bassoventre.

Vera accennò qualcosa con respiro affannato.

Scoppiò in una risata.

Però una lezione senza colpi dolorosi, così potrai massacrare il tuo prossimo avversario e magari lo vincerai... Non finì di parlare, interruppe la voce e scattò alla sinistra di Vera.


E' ora di finire il duello.

Mise la sua gamba destra su quella sinistra dell'avversario, si voltò su di lei immobilizzandola.
Pensava fosse finito, ma Vera lo colpì in testa e vide nero per qualche secondo.
Poi notò che era ancora in quella posizione e accinse il collo della ragazza con un braccio, senza fare pressione.

Lo vincerai con questa mossa, dicevo.

Poi mosse la gamba e la ragazza cedette cadendo al suolo, ma Alexander la fermò prendendola tra le braccia prima che cadesse a terra.


In fondo non doveva farsi male, non l'avrebbe mai permesso.

Vindrveraly ha scritto:
Oltre alla spalla destra, ora le faceva male anche la testa.
Magari sferrare quel colpo a suo zio non era stata una grande idea, ma su due piedi sembrava la decisione migliore.

Comunque invece di cadere al suolo, si ritrovò sorretta tra le sue braccia.

Ohi, ohi, ohi brontolò portandosi una mano al capo.

Poi lo guardò e sorrise.

Onore al vincitore! esultò, quando l'aiutò a toccare terra.

Grazie zio!è stata la miglior lezione a cui abbia partecipato! Bè.. anche l'unica.. Però ora so più o meno come muovermi e dove andare! - rise e continuò - Quando avrai tempo mi piacerebbe mi insegnassi anche come usare la spada e qualche mossa come quella di poco fa!

Lo osservò estasiata.
Essere un soldato, non le era mai piaciuto, e da anni provava un forte risentimento e grande avversione verso la guerra.
Però adorava viaggiare, e da futuro medico capiva che forse il suo aiuto sarebbe stato utile in battaglia, quindi voleva imparare per lo meno come riuscire a difendersi.
E chi meglio di suo zio poteva impartirle questa lezione?

Si avvicinò a lui, sfiorandogli la spalla

Torniamo a ClaraLuna, così controllo le mie ferite, e vediamo se ne hai riportate anche tu.. son certa che se ci saranno, saranno lievi.. ma meglio comunque curarle!

E sorridendo, massaggiandosi la spalla, attese che lui riprendesse lo scudo e la spada, prima di incamminarsi assieme verso il Rione della Cigna.

Black96 ha scritto:
Alexander la prese sottobraccio.

Certo, quando vorrai, ti insegnerò tutto quello che so.

Le disse sorridendo poi si incamminarono

Si, in effetto sento uno strano dolore alla testa
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Vindrveraly
Admin
avatar

Messaggi : 242
Data d'iscrizione : 23.06.10
Età : 26
Località : Quel posto chiamato "Casa"

MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   Sab 23 Lug 2011, 13:52

28 Giugno

Vindrveraly ha scritto:
"E così, riparti di nuovo.. sei rimasta poco questa volta.."

La guardai e sorrisi, annuendo, mentre terminavo di ricopiare un libercolo del Monastero per inserirlo tra i volumi di ClaraLuna.
Scese dal baule, e vagò per la cella, prima di fermarsi davanti alla finestrella.

"Ogni volta che ti vedo andar via.. vorrei seguirti, per vedere che c'è la fuori.."

La sua mano scivolò sulla tenda.
Conoscevo Teresa da sempre, avevamo trascorso l'infanzia insieme in quel luogo e nel momento in cui, ancora piccole, dovevamo decidere tra la vita monastica e il mondo, lei, al contrario di me e di molte nostre compagne, scelse di prendere i voti.
Ammirai il suo coraggio e la sua dedizione all'Altissimo, ma curiosa molti anni dopo le chiesi il perchè della sua decisione.
Mi rispose che aveva paura, perche non era mai andata oltre le mura del monastero e non conosceva altra vita che quella, e mi spronava ogni volta a raccontarle dei miei viaggi, delle persone che avevo incontrato, dei luoghi che avevo visitato.

Ero sempre titubante nel farlo perchè temevo che raccontandole ciò che sapevo, lei sarebbe stata triste, ed io non volevo.

Uhm.. continuerò più tardi, siamo in ritardo per la funzione!
La Badesssa non la prenderà bene..
sosprirai, lasciando le amate carte.

Avrei fatto ritorno a ClaraLuna, in pochi giorni.
Volevo godermi ancora un po' di quella pacata serenità, assieme alla mia amica Teresa, e alle donne che mi avevano allevato in monastero, l'attuale Badessa e Suor Marta.


30 Giugno

Vindrveraly ha scritto:
Ormai tutto era pronto per la mia partenza.
M'incammai quindi verso la stanza della Badessa.

Bussai ed una voce m'invitò ad entrare.
Per un momento quella seduta alla scrivania mi parve la donna che mi aveva accolta e spesso rimproverata quando ero piccola.
Lo sguardo perennemente austero disegnato sul suo volto, nascondeva la giovane donna passionale che era stata in passato.

I ricordi svanirono, lasciando posto al presente.

La nuova Badessa era divenuta Angelica, poichè la precedente era scomparsa durante la peste assieme a molte anziane Sorelle.

La salutai con un cenno del capo, ella senza alzare gli occhi dal foglio sorrise e disse

"Grazie per essere venuta..
Come vedi questa volta ti abbiamo trattenuta poco"


Per tua gioia accennai ad un sorriso sardonico.

Io e Angelica non avevamo mai avuto buoni rapporti e molto spesso finivamo le nostre discussioni insultandoci a vicenda.
Come spesso mi rivelavano, ero una delle poche persone che riuscivano ad alterare la maschera di inumana pacatezza che manteneva sul volto.
Ciò mi divertiva, e non poco.

Lei sbuffò ed io sorrisi.

Prenditi cura di Teresa le dissi, mentre lasciavo la stanza.

"Lo faccio da sempre!" strepitò affinchè sentissi

Risi e mi recai fuori, dove mi attendeva un carretto che mi avrebbe riportato a ClaraLuna.
Salutai le mie allieve e abbracciai Suor Marta, lei mi rivolse un debole sorriso ed a modo suo mi augurò buona fortuna

"Fa che non ti riveda qui tanto presto!"

Annuii e mi lasciai il Monastero alle spalle.

Andiamo a Livorno, per favore dissi all'uomo che mi era accanto ed in silenzio proseguimmo il cammino.


2 Luglio

Vindrveraly ha scritto:
Al mio arrivo trovai una Livorno cambiata, spenta e quasi senza vitalità.
Dove un tempo c'era la Piazza Municipale sempre affollata di cittadini e di idee, adesso si trovavano cani randagi, case abbandonate, taverne in disuso e solitudine.

Il carro mi lasciò nella Piazza del mercato, nel Rione San Jacopo.
Dall'altra parte della città, avrei trovato ClaraLuna.

Lentamente percorsi le vie a me note, gettando gli occhi in quella che era diventata la mia città.



E venne il 2 Luglio..

Giunta nel Rione Montenegro, passai innanzi al Municipio, l'elezione del Sindaco sarebbe avvenuta tra qualche giorno, ma ancora nessun candidato.
Così come erano vacanti le cariche di CapoPorto e Viceprefetto.

Scorsi allora da lontano un gruppo di persone che davanti alla Locanda Municipale dibattevano animamente.
Riconobbi Giovanni, mio cugino e figlioccio che, appena eletto nel consiglio repubblicano, cercava un sostituto per l'incarico di CapoPorto, mia cugina Samantha in dolce attesa.
Sorrisi nel vedere la sua pancia, e continuai ad osservare i presenti, tra i quali Enrico ed Helena.
Il Sindaco fece una breve comparsa, prima di tornare ai suoi affari.

La discussione si fece accesa, finchè stremata dalle loro parole non esordii con: Avrete il vostro Sindaco!

Sentii il mio futuro scivolarmi tra le dita, mentre rubati un foglio, una piuma e dell'inchiostro, nella guardiola municipale, mi accingevo a scrivere il mio "messaggio elettorale".

Cari Concittadini livornesi,

come alcuni sapranno sono già stata Sindaco di questa bella cittadina nel lontano 1458!
Mi ricandido oggi per cercare di migliorare il lavoro svolto dai miei predecessori ed aiutare ancora una volta questa città a crescere.

La stagione estiva da sempre porta con se numerosi problemi nella vita di una cittadina, ma cercherò per quanto mi sarà possibile di limitare i danni.

Nonostante tutto è sempre richiesta la Vostra partecipazione, sia in piazza, sia nel prossimo consiglio cittadino.

Miglioriamo Livorno, assieme!


Scrissi d'impeto quelle parole e pagando ben cinquanta ducati, le affissi in Municipio.

Abbasai lo sguardo.
Ormai è fatta.. dissi e senza voltarmi m'incamminai verso la Fortezza.


3 Luglio

Vindrveraly ha scritto:
Dopo una lunga passeggiata per le vie livornesi avevo finalmente compreso cosa volevo esporre nel mio "programma elettorale".
Ogni Sindaco, del resto, ne aveva sempre avuto uno.

Luglio.
Mi trovavo nella stessa precisa situazione dell'anno precedente.
Nessun candidato a Sindaco, la città semi-vuota, l'elezione che coincideva con l'inizio di un nuovo mandato Consigliare.

Comunque trafugando piuma e carta dalla Locanda municipale, avevo trascritto il mio programma e l'avevo posto in bella mostra al Municipio.


Locanda "Orgoglio livornese", 3 Luglio 1459

A tutti i cittadini di Livorno,

io, Vera Isabella Rosalinda Di Luna, porgo i miei saluti!
Come avrete già visto in Municipio, ho proposto la mia candidatura come Sindaco della Vostra città, sperando di far un buon lavoro.

Cercherò di non deludere le Vostre aspettative e la Vostra fiducia nei miei confronti.
Non Vi nascondo che era mio desiderio partire per lidi distandi dalla nostra città, ma poichè Livorno aveva bisogno di me, non mi sono tirata indietro.

Vi espongo quindi in scarne parole i punti di questo mio programma, che spero di raggiungere durante questo mese.

Punto Primo: il Mercato.


Sarà la stagione estiva, sarà il calo degli arrivi e trasferimenti in città, resta comunque palese che al mercato abbiamo un problema di sovraproduzione.
Da parte mia cercherò di fare il possibile per ricondurre le merci ad una misura e ad un prezzo più adeguato di vendita.
So che sarà difficile ed avrò bisogno del Vostro contributo, in che modo?
Non solo lavorando per il Municipio, ma anche per la Repubblica!

Il Ministro del Commercio cerca, con proclami in Piazza, dei proprietari di bottega disposti a lavorare per conto repubblicano!
Ma non solo, è presente nelle nostre terre anche la Fiera del Principato, che agevola gli scambi tra i privati ed il Ministro del Commercio stesso.

Naturalmente se avrete bisogno di merci, io, in quanto Sindaco, sarò sempre presente per risolvere ogni Vostro dubbio o ogni singola Vostra richiesta, nei limiti, purtroppo, delle mie capacità!

E qui giungiamo al secondo punto..

Punto Secondo: Sala Municipale.

Verrà allestita una sala in Municipio dove Voi potrete entrare, attendere qualche istante, giusto il tempo di essere annunciati dall'anziano signore che c'è in guardiola, e conferire direttamente con il Sindaco, o dove magari esso può comunicarVi le richieste del Ministro del Commercio, o quant'altro.

Il dialogo in una città, è estremamente importante, se non fondamentale, per questo desidero che Voi, Vi sentiate liberi di esprimere i Vostri pareri e le Vostre opinioni in qualsiasi momento.

Punto Terzo: il Lago

Essendo una città con un bene così prezioso come il pesce, è necessario garantire a tutti i cittadini la possibilità di ragiungere i luoghi migliori del nostro lago.

E così conto di rinnovare l'incentivo alla pesca, con l'aiuto dei Carpentieri livornesi, ovvero sei (6) pesci per ricevere una barca.

Visto che il pesce abbonda al mercato, potrete con quello effettuare scambi con barche, o magari ricorrere alla Fiera del Principato, presente al punto primo, e richiedere lo scambio direttamente al Ministro del Commercio, con le merci di cui avete bisogno.
Non tralasciando comunque che, se non trovate delle merci al Mercato, dovete avvisarmi, sarà mio preciso compito far si che ogni Vostra richiesta venga risolta.

Punto Quarto: I Cavalieri della Torre di Matilde.

Come ben saprete, i Cavalieri ormai difendono da anni la nostra amata città con devozione ed impegno.
Proprio per questo verrà incentivato dal Municipio l'acquisto di bastoni, scudi e carne per i volenterosi Cavalieri, che difendono senza mai essere retribuiti.

E naturalmente verranno spronati i nuovi concittadini a partecipare alla vita cittadina, sopratutto, per quanto concerne appunto la difesa della nostra bella Livorno.


Questo è quanto, come vedete non sono molte ed elaborate proposte, mi limito semplicemente a migliorare quello che abbiamo ed è stato messo a nostra disposizione.

Concludo chiedendoVi di partecipare costantemente, lietamente e assiduamente alla vita della Vostra città.
Perchè solo tutti i livornesi assieme riusciranno a rendere migliore Livorno, e non il contrario!


Non mi resta che augurarVi una felice giornata,



Vera I. Rosalinda Di Luna


L'elezione sarebbe stata l'indomani, ed io certamente sarei diventata il nuovo Sindaco.

Non mi resta che attendere.. dissi, mentre aspettavo, in riva al lago, di prendere un pesce..
Torna in alto Andare in basso
Visualizza il profilo http://famigliadiluna.forumotion.com
Contenuto sponsorizzato




MessaggioTitolo: Re: Sulla Strada   

Torna in alto Andare in basso
 
Sulla Strada
Torna in alto 
Pagina 1 di 1
 Argomenti simili
-
» Una bolla per sognare
» goffagine questa sconosciuta
» Primi rumors sulla nuova squadra di Khorne
» [La Rosa Camuna] LA ROSA CAMUNA --- Numero 7
» [GDR] Sulla protezione e sulla sicurezza del Ducato

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
Il Casato Di Luna :: Sale aperte agli Ospiti :: Il Giardino di ClaraLuna-
Vai verso: