Il Casato Di Luna

Casato Borghese della Repubblica di Firenze
 
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 [GdN] Il Prezzo della Libertà

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Vindrveraly
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MessaggioTitolo: Re: [GdN] Il Prezzo della Libertà   Ven 10 Giu 2011, 18:37

Cele ha scritto:
[hrp]Cinque giorni dopo.
Alle porte di Livorno.
[/hrp]

Aurora scese da cavallo e si avvicinò ai concittadini di guardia.

Aurora le disse uno di loro Ma allora stai bene. I tuoi nipoti erano in pensiero!!
Sei sparita senza dire niente a nessuno, la voce si è diffusa rapidamente.
Dove sei stata?


Non c'è da temere. Come vedete sono tornata e sto bene.
Non è importante dove io sia stata, nè perchè.
L'importante è che ora sono di nuovo qui, e se, come mi dite, la mia famiglia è stata in pensiero, mi conviene correre a Palazzo.
Ho il presentimento che questa sarà una giornata molto lunga.


La guardia si limitò ad annuire.
Se c'era una cosa che Aurora non voleva fare in quel momento, era dare spiegazioni a cittadini curiosi, e che soprattutto non fossero i suoi familiari.
Già sentiva nelle orecchie le parole che avrebbe pronunciato Helena.
Già vedeva, riflessi nei suoi occhi, gli occhi delusi di Vera.
La preoccupazione mista a rabbia di Alexander.
L'incomprensione di tutti gli altri.
La paura di Evaristo di essere sgridato.
Le domande da Vice Prefetto indagatore di Marco.
Insomma non si prospettava nulla di buono per quel ritorno a casa, ma Aurora, quando aveva deciso di partire, tutto questo, lo sapeva.

Sul cancello, eccolo, Evaristo.
Aurora si avvicinò
Le notizie a quanto pare corrono veloci in città, no Evaristo? Prendi il cavallo e dopo va' a chiamare Helena.

Il tono di Aurora era fermo, duro, distante.
Era certa che quel ragazzo avesse svelato a Giovanni la sua idea di partire per Mantua, mettendolo in pericolo, e la rabbia di Aurora per questo era evidente.


Dille che sono tornata! Sana e salva... E anche Manfredi e Giovanni.

Il ragazzo abbassò la testa in segno di assenso e prese in consegna il cavallo per portarlo alle stalle.
Evidentemente non capiva quella rabbia da parte della sua Signora.
Difatti disse
Dama Aurora, eravamo talmente preoccupati.
Siete stata via più di dieci giorni
.

Aurora lo guardò
Lo so, Evaristo. E a tutto c'è una spiegazione.
Come sono certa che tu saprai darmi un'ovvia spiegazione del perchè hai detto a Giovanni della mia intenzione di partire. No?


Il ragazzo sgranò gli occhi Bene, l'ho beccato pensò Aurora.

Giovanni? No no.. Mi spiace ma c'è un errore.
Io non ho detto nulla a Giovanni.
Volendo non avrei avuto neanche il tempo materiale.
Io non ho visto Vostro nipote Giovanni quel giorno.


Aurora lo scrutò un attimo. Non stava mentendo.

Allora chi? Tua madre? Fiorenza?

Non credo. Almeno non che io sappia.

Ah... Annuì Aurora. Capisco.
Allora scusami per come ti ho trattato poco fa.
Non era mia intenzione. Credevo fossi stato tu.


Niente scuse, non preoccupateVi. Faccio quanto mi avete detto Dama e bentornata a casa, finalmente.

Grazie, Evaristo. Aurora sorrise anche se ora il suo pensiero era tutto impegnato a scoprire chi fosse stato a dire a Giovanni della sua partenza.
Solo Evaristo e la sua famiglia lo sapevano. Di certo avrebbe appurato presto.

Entrò a Palazzo dalle cucine.


Ciao Agnese, ho una gran fame. Disse con un gran sorriso.

La donna, in risposta, si mise a piangere
Ecco, lo sapevo io pensò Aurora continuando a sorridere.

L'abbracciò.
Finalmente siete a casa. Grazie a Dio siete a casa, sana e salva. I Vostri nipoti?

Stanno bene. Sono già in camera a dormire conoscendoli.

E le altre?
Disse quella domanda in un sussurro, come avesse paura che i muri l'ascoltassero.

Quando racconterò il tutto agli altri ci sarai anche tu e potrai ascoltare.
Comunque stanno bene. Forti come sempre.
E Samantha tra pochi giorni sarà di nuovo qui a Livorno.


Agnese dalla felicità l'abbracciò di nuovo.

Che bello! E ora sedeteVi, sedeteVi! Mangiate...


Black96 ha scritto:
Alexander si era svegliato, come suo solito, prima dell'alba.

Sentì delle voci provenire dalla cucina...Agnese parla con i fantasmi ? , si domandò.

Quindi scese per la rampa di scale, lì trovò una sorpresa, vi trovò Agnese...Aurora e Manfredi che dovevano essere appena tornati.

Alexander si avvicinò senza dire una parola, con uno sguardo leggermente severo, poi, arrivato a una distanza impercettibile dai due, li abbracciò.

Bentornati !
Finalmente a casa eh


Manfredi_lodovico ha scritto:
Appena tornato a casa, il giovane Manfredi salutò con un bacio sua zia Cele e corse in camera con l'intenzione di riposare. Ma il suo riposo non durò che una manciata di minuti,essendo troppo forte il desiderio di abbracciare i suoi cari che aveva lasciato a Claraluna.

Fu così che ridestatosi,ritornò in salone dove incontrò sua zia Cele intenta a parlare con Agnese,che salutò con un affettuoso abbraccio. Poco dopo scese dalle scale suo nonno Black e un gran sorrisone illuminò il volto di Manfredi.


Cele ha scritto:
Aurora vide il nipote Manfredi tornare in cucina, forse aveva fame anche lui.

Bentornato Manfredi disse Aurora Potevi riposare un pochino.
Comunque vieni mangia insieme a me un po' di torta fatta da Agnese.


Mentre si rifocillavano arrivò Alexander.
Aurora si fermò immediatamente. Lo sguardo di lui severo.
C'era da aspettarselo d'altronde.

Si avvicinò e li abbracciò.
Evidentemente aveva avuto tanta di quella preoccupazione in quei giorni che rivederli sani e salvi era l'unica cosa che gli importava.


Grazie Alexander.
E perdona questo mio colpo di testa.
Disse piano Aurora.
Spero ci sarà occasione per spiegarVi tutto.


Vindrveraly ha scritto:
"Andiamo allora...e Vera, sorridi" lei inconsapevolmente, aveva arricciato le labbra, ridendo.

Lei ed Helena poi, avevano raccontato tutto allo zio Alexander.
Più Helena, che Vera, dato che la ragazza lentamente sprofondava sempre più nella poltrona.

Finita la chiacchierata, a ClaraLuna non avevano più toccato l'argomento, decisi che l'avrebbero fatto solo al ritorno di Aurora.
Ciò fu un bene, in un certo senso, perchè placò in buona parte gli animi, o almeno lo fu per Vera.

Passò molto tempo nella biblioteca, a leggere e ricopiare manoscritti, alcuni dei quali, acquistati a Pisa da Evaristo.
Notte e giorno, incessantemente, facendo una pausa solo per riunirsi con i cugini e lo zio, nella Sala da Pranzo.
Elaborava viaggi, anche, che avrebbe voluto affrontare, sola o in compagnia.


Alcuni giorni dopo, stanca, si recò in giardino, costatando quanto Maggio fosse quasi alle porte.
D'un tratto vide un uccellino a terra che pigolava, ed alzando lo sguardo notò un nido fra i rami di un melo.
Prendendo con delicatezza il piccolo uccello, osservò quale punto dell'albero fosse migliore per salire.

"Se volete lo faccio io.." disse una voce alle sue spalle.
Non si voltò, mentre le sue gote si coloravano di rosso, si schiarì la voce e disse:

Evaristo, non mi ritengo ancora così vecchia da non riuscire a salire su di un albero!

Sentì un sorriso soffocato "Si, mia Signora, ma vedete, mia madre Agnese, vedendoVi, direbbe che "è per questo chee non trovi marito, mì bambina"!

Nel sentire Evaristo fare la voce della madre, in tono alquanto stridulo, per poco non svivolò da un ramo.
Ridendo però riuscì a compiere comunque l'impresa.

"Ah! Visto che brava?
Ma non lo dire ad Agnese!


E mentre lui annuiva divertito, lei fece per scendere, ma un ramo le si spezzò sotto i piedi e cadde a terra.


Uh..Che dolor, che dolor.. disse, portandosi una mano alla testa.
Pensava di essere ancora in giardino, ma il suo morbido cuscino di piume, le confermò il contrario.

"Sono nella mia stanza?" pensò perplessa.
Si alzò ed il pavimento freddo la fermò per qualche istante, ma subito si avvicinò alle finestre, spostando i tendaggi che le ricoprivano.
Era mattina, il sole splendeva e a lei faceva male la schiena.

Sospirando cercò di ricordare come fosse arrivata nella sua stanza, ma toccandosi il braccio destro notò delle bende.
Ridendo, sospirò di quanto Evaristo avesse ragione ed indossando la veste bianca, e le scarpe blu, uscì dalla sua stanza.

"Chissà Evaristo dove è finito?
Di certo avrà chiamato zio Bartolomeo!
raggiunse l'ingresso e volse lo sguardo verso le cucine, dalle quali proveniva un gran trambusto.

"Uhm, credo che oggi sia meglio evitare Agnese.." e in silenzio si recò verso le stalle, desiderando controllare che Endymion,il suo cavallo, stesse bene.


Hecate ha scritto:
Come aveva immaginato, la notizia aveva scosso l' intero Palazzo, che ormai sembrava tenersi sulle fondamenta per puro miracolo.
Ma resse anche quello scossone, e la vita ora scorreva in attesa del ritorno dei tre.

Helena aveva infine trovato la missiva di suo nipote Giovanni, in cui la rassicurava del viaggio; ma non aveva saputo più nulla in seguito, ed in questo caso Helena seguiva il vecchio adagio "niente nuove, buone nuove".

Rassicurandosi in questo modo, quei giorni erano passati senza pesare troppo, ed Helena faceva sempre almeno una visita giornaliera a Claraluna, in attesa di notizie.

Anche quel giorno si era recata lì, e per calmare le proprie ansie, era passata per il giardino.
Giusto in tempo per vedere sua cugina Vera precipitare da un albero.

Per fortuna c' era Evaristo con lei, che aiutò Helena a soccorrerla, visto che Vera aveva anche perso i sensi.
La fecero distendere nel suo letto, ed Helena la lasciò alle cure dello zio Bartolomeo.

Subito dopo era tornata in città: aveva diverse commissioni da portare a termine, ma decise comunque che sarebbe passata di nuovo a Claraluna per vedere come stesse la sua cuginetta combina-guai.

Si trovava a - uhm.. ecco.. come lo vogliamo chiamare? - torchiare un suo riluttante informatore per questioni di lavoro, quando nella taverna isolata in cui si trovava spuntò il viso ansioso di Evaristo.
Preoccupata per Vera, Helena abbassò il marchio per mucche dal viso - dalla traiettoria, ovviamente. Una dama per bene si limita al massimo alle minacce, mai e poi mai le metterebbe in atto - del povero malcapitato, concentrando tutta la propria attenzione sul giovane, che raggiunse velocemente, con immenso sollievo dell' informatore.

"Che succede, Evaristo? Come sta Vera?" subito lo apostrofò.
"Ah, no, ehm, Dama Vera non.." balbettò quello, impreparato.
"Insomma parla!" esclamò lei, agitando il ferro caldo ancora in mano da prima.
E forse fu la sua vista a dare l' impulso al povero ragazzo per rispondere veloce: "Dama Vera sta bene, l' ho lasciata nel suo letto, sono venuto da voi come mi ha ordinato Dama Aurora.."
"Zia è tornata??"
chiese Helena interrompendolo. Quello fece segno di sì seguendo con la testa l' impazzito movimento del marchio, probabilmente per non perderlo d' occhio nella folle danza nelle mani di Helena.
"Allora corri, andiamo a Palazzo!"
Evaristo non se lo fece ripetere due volte, e corse avanti, mentre Helena si voltava indietro, assottigliava lo sguardo indicando prima i propri occhi e dopo la persona di quel povero informatore che ancora ansimava per lo sforzo di credere d' esser salvo. Almeno per il momento.

Giunsero in un lampo a Palazzo, ed Helena seguì Evaristo nelle cucine, dove evidentemente erano riuniti gli altri.
Infatti non appena varcò la soglia li vide: sua zia Aurora, suo padre Alexander e suo nipote Manfredi abbracciati.
Non appena la videro, si staccarono lievemente gli uni dagli altri, quasi come in attesa di un verdetto.
In Helena turbinava un marasma indefinito di emozioni; le labbra strette, i pugni chiusi, e lo sguardo carico di lacrime derivanti da più sentimenti contrastanti, lasciarono infine il passo ad una silenziosa riunione di braccia.
Li riunì di nuovo tutti e tre nelle sue esili braccia, senza dire nulla, stringendo forte come se ci fosse pericolo che potessero cadere.


Cele ha scritto:
Aurora abbracciò forte Helena.
Con quell'abbraccio voleva trasmetterle tutto il dispiacere per quanto aveva fatto.
Per il viaggio così improvviso, aver messo in pericolo Manfredi.
Aver lasciato sulle sue spalle, di nuovo, tutto il peso della famiglia.

Staccandosi da lei la guardò
Potrai mai perdonarmi, Helena?
Potrò mai, io, trovare il modo giusto per chiederti scusa?


Si sedette al tavolo e iniziò a parlare.


Io non so cosa mi sia preso Helena, ma quando ho letto quelle missive è stata la prima cosa che mi è venuta in mente di fare.
Dovevo tentare l'ultima carta in mio possesso per trattenerle.
Per non farle partire definitivamente.

Ti chiederai perchè io non abbia condiviso con Voi, soprattutto con te, questa mia decisione.
Ma, sinceramente Helena, mi avresti mai lasciato partire?
Non sarei mai riuscita a farlo se mi fossi fermata a parlarne con Voi.


Aurora si fermò.

Immagino la rabbia di Vera.
A proposito, dov'è?
Ho tutto quanto da raccontarVi e in più una novità.


Vindrveraly ha scritto:
Curare Endymion le piaceva.
Accarezzarlo, le donava estrema tranquillità, ma nel farlo si accorse di non riuscire ad alzare le braccia al di sopra del capo, poichè se provava le dolevano.
"Chissà in che modo sono caduta?" pensò, riavvolgendo una benda al braccio sinistro che era uscita dalla manica della veste.

Mentre si avviava all'uscita delle stalle, incontro ad un sole non più primaverile, si accorse della presenza di altri cavalli.
Uno in particolare la colpì, e la ragazza si avvicinò con estrema calma.

Ruben? chiese, con aria incredula.

In quel momento una voce rispose, e lei sobbalzò dalla paura che fosse stato il cavallo.

"Si, Vostra madre è tornata questa mattina, prima che Vi svegliaste!
Ma vedo che state meglio di ieri.. Vi fanno male le braccia?
Se si, lo credo bene!
Hanno attutito.. il colpo.."


Risa soffocate, a cui seguirono sospiri di Vera, che si voltò fingendo un sorriso per le parole del suo interlocutore

Sempre tanto gentile a preoccuparti per me!
Già che ci sei, pulisci le stalle, da cima a fondo.. ne hanno bisogno!
E fa presto perchè devi andare a Pisa..


"Di nuovo?" rispose quello sconsolato.

Suvvia un giovane come te, non dovrebbe mai essere stanco .. o cadere da un albero.. alternativa che aggiunse sottovoce, alla quale proseguì un tono più acceso Su su, che perder tempo a chi più sa, più spiace!

E mettendogli un secchio cerchiato in mano, lo lasciò ai suoi "impegni".

Tenendosi i lembi della veste, a passo svelto, raggiuse l'ingresso.

"Magari è per quello che c'era movimento in cucina!
Ed io che pensavo ad una nuova divertente lite tra Agnese e zio.."


Davanti alla porta delle cucine si fermò, lisciò l'abito, nascose le bende delle braccia sotto le lunghe maniche, sistemò i capelli e dopo un profondo respiro, entrò nella stanza.

Pronta sia a rivedere la madre, sia a sostenere una predica di Agnese.


Cele ha scritto:
Vera entrò nelle cucine.
Aurora rimase immobile ad osservarla.
Il suo cuore si riempì di gioia ma gli occhi duri di lei non le permisero di trasferire sul suo volto, con un grande sorriso, tutto quell'amore.

Vera! Disse infine Come stai?


Hecate ha scritto:
La zia ricambiò con forza il suo disperato abbraccio, dopodichè si staccò da lei e pronunciò le fatidiche domande che dovevano aver pesato anche sul suo cuore per tutto quel tempo:
"Potrai mai perdonarmi, Helena?
Potrò mai, io, trovare il modo giusto per chiederti scusa?"

Spiegò cosa e perchè avesse fatto tutto quel che aveva fatto, ed anche se Helena già lo immaginava, e doveva sapere che non poteva essere per motivi diversi da quelli, sentirlo dire direttamente da lei fu come una boccata d' aria fresca nel fumo nero di un camino, come un piccolo sollievo ferito di striscio, come una mano posata sul cuore inquieto.

Stava per rispondere alle sue frasi, ed alla sua domanda su Vera, quando entrò proprio la cugina.
Sapeva che la lotta interiore di Vera era sicuramente più violenta di quella che stava provando lei stessa, perciò lasciò che l' incontro e le spiegazioni tra madre e figlia avessero la precedenza: il loro piccolo nucleo, ora, era quello che una volta risanato avrebbe ridato stabilità a quello più grande, intero, della famiglia.


Vindrveraly ha scritto:
Nella cucina vide, con rapida occhiata, Helena, Alexander, Agnese, Fiorenza, Manfredi e sua madre.

Ferma sulla soglia, rimase a guardarla, per un momento che le sembrò eterno.

Stava respirando?

Non lo sapeva con certezza, poichè la sua mente era tutta intenta a ricordare i giorni precedenti.

Silenzio.

Attorno a lei pareva esserci solo la figura della madre, semplici ombre sfocate sullo sfondo le circondavano, entrambe.

"Vera! Come stai?" esordì lei, interrompendo il flusso dei pensieri di Vera.

La ragazza tornò a respirare, prima di fare un passo avanti.
Voleva abbracciarla, dirle quanto l'aveva fatta preoccupare e soffrire la sua fuga, piangere e continuare a stringerla forte.
Voleva, ma in quel momento il dolore alle braccia e alla schiena la raggiunse, e chinando il capo, cercò di non pensarci.

Rialzò lo sguardo e lo puntò verso Aurora.

Noi stiamo tutti bene..come vedi ClaraLuna è ancora in piedi.. - improvvisamente stanca, le rivolse un sorriso. -Sono contenta di rivedervi, Madre.. finalmente Agnese smetterà di piangere e ci preparerà qualche ottima pietanza per il vostro ritorno!
Sono lieta di vedere che Manfredino ha sostenuto bene il viaggio, il mio figlioccio Giovanni immagino che sia nelle sue stanze..
Bene, finalmente pranzeremo assieme..


Si bloccò di nuovo, ed alzò per un istante lo sguardo al cielo.
Guardò i presenti e sorridendo, con voce quasi strozzata, disse

Perdonate, devo lasciarvi per qualche momento.. magari avviso zio Bartolomeo e cerco Michele..

Ennesimo sorriso, e velocemente uscì dalle cucine chiudendosi la porta alle spalle.
Le braccia in quel momento iniziarono a tremare, e lei corse verso il suo Studiolo.
"Probabilmente zio deve avermi dato qualcosa per attenuare il dolore, e l'effetto deve essere svanito..

Accidenti dovevo rimanere a letto.."


Entrò e si buttò sulla poltrona, un infuso di fiori Arnica e uno di Issopo, di questo aveva bisogno, poi senza quel dolore, sarebbe andata dalla madre.


Cele ha scritto:
Aurora ascoltò la risposta di Vera.
Voleva fermarla ma la freddezza e la distanza con cui pronunciò quelle poche parole le servirono e bastorono per fermarla.

Abbassò lo sguardo triste.
Forse aveva sistemato il problema della partenza di Francesca e Fiamma, verificando che le due nipoti stessero bene, ma aveva provocato un danno e un dolore ancora più grande a sua figlia.
A lei che con un solo sorriso riusciva a regalarle la gioia più grande del mondo.

Aurora guardò Helena senza riuscire a dire nulla.
Forse la nipote, che la conosceva così bene, avrebbe compreso la pena che adesso aveva nel cuore e l'avrebbe aiutata.
La cucina si riempì di un silenzio carico di parole.

Alla fine decise di dire qualcosa
Francesca sta bene.
Quella è la sua decisione definitiva, almeno per ora.
Non fa che pensare a noi e le manchiamo.
Vi saluta e Vi abbraccia tutti.
Ha mandato dei doni per i figli, in realtà glieli ha consegnati direttamente lei. Noi dobbiamo consegnare solo quello per Alessandra.
Erano in partenza. Mi ha promesso che avrà cura di se stessa e di Fiamma.

Samantha invece sta benissimo, tornerà tra pochi giorni. Doveva aspettare il suo caro Wordan.
Ha detto che quella non era la sua strada e ha fatto in tempo per rimanere dov'era.


Aurora si fermò, quel fiume di parole sperava potesse ricoprire la tristezza che ora provava per Vera. Ovviamente non funzionò.
Abbassò di nuovo lo sguardo e si mise ad osservare ossessivamente le pieghe del tavolo.


Hecate ha scritto:
Come mestamente aveva immaginato, nessuna delle due era riuscita a sciogliersi.
Helena sospirò sentendosi impotente. Una sensazione che si era trascinata dappresso per tutta la durata degli avvenimenti che avevano scosso la sua famiglia.

"Accidenti!" pensò, battendo il piede a terra, frustrata.
"Adesso mi sono stancata!" esclamò d' improvviso.
S' avvicinò alla zia, la prese poco elegantemente per il braccio, e disse, incamminandosi per il corridoio e trascinandosela appresso: "Non me ne importa niente di Francesca e di quello che è successo: stanno tutti bene, e questa è l' unica cosa rilevante; il resto ce lo racconterete più tardi.
C' è solo una cosa da fare, ora, e dato che sembro l' unica dotata del buonsenso necessario a farla, vorrà dire che ci penserò io!"


Ignorando a bella posta i tentativi della zia - che andavano dal cercare di divincolarsi al mero borbottio di disappunto - Helena continuò a trainarsela fino allo studiolo di sua cugina Vera, dentro il quale la ragazza doveva essersi sicuramente rifugiata.
Prima di fermarsi davanti alla porta, Helena disse alla zia: "Vera è caduta da un albero, stamattina, perciò sicuramente accuserà dolori e quant' altro anche nel tentativo di scacciare entrambe. Non farti scoraggiare ed ignora questi tentativi, per piacere." ingiunse con voce perentoria.
Dopodichè, si rivolse a voce alta alla porta: "Vera, apri questa porta!
Ti ricordi il discorso sulla comunicazione, vero? Vorrai mica dar ragione a certi atteggiamenti che tendono al segreto, che ignorano la buona creanza e la condivisione? Vorrai mica eguagliare certi esempi ed andar contro alle tue stesse convinzioni?
Forza, la zia è quì, ed è pronta - te l' assicuro, ignora i borbottii - a parlare ma anche ad ascoltare, di qualsiasi cosa si tratti! Dì quello che senti, e lei ti dirà quello che sente lei!
E che finalmente si parli, inferno e dannazione!!"
esclamò infine, cercando di scuotere entrambe fosse anche spostando la loro attenzione sulla sua poco ortodossa espressione.
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MessaggioTitolo: Re: [GdN] Il Prezzo della Libertà   Ven 10 Giu 2011, 18:39

Vindrveraly ha scritto:
Nel suo studiolo, dopo aver molto ponderato come fare per non rovinare la veste e allo stesso tempo togliere le bende e cambiarle, giunse alla conclusione che era impossibile per la sua mente, in que momento, risolvere tale problema.
Così velocemente fece a brandelli l'abito, e decise che il rimanente sarebbe stato utile per ottime bende.

Poi passò a togliersi le bende, e vide le sue braccia ricoperte di macchie viola, verdi e blu, in alcuni punti, per brevissimi tratti, la pelle pareva lacerata.. Albero del cavolo! bofonchiò, prima di passare al vaglio le condizioni della schiena.
Con sua sorpresa si accorse che non aveva subito gravi danni, anzi, ricordando le parole di Evaristo, la schiena non doveva essere stata quasi toccata.
"Forse il dolore è dovuto al fatto che ho passato questi giorni china sui volumi della biblioteca.."

Prese l'Arnica e L'Issopo,, sarebbe andata nello studio dello zio ed avrebbe usato il camino per riscaldare l'acqua, per le bende.
Nel frattempo si fasciò velocemente le braccia, e mentre fece per prendere il libercolo medico, sentì urlare fuori dalla porta sua cugina Helena:
"Vera, apri questa porta!
Ti ricordi il discorso sulla comunicazione, vero? Vorrai mica dar ragione a certi atteggiamenti che tendono al segreto, che ignorano la buona creanza e la condivisione? Vorrai mica eguagliare certi esempi ed andar contro alle tue stesse convinzioni?"


..Accidenti.. disse, aggiustando le bende.

"Forza, la zia è quì, ed è pronta - te l' assicuro, ignora i borbottii - a parlare ma anche ad ascoltare, di qualsiasi cosa si tratti! Dì quello che senti, e lei ti dirà quello che sente lei!
E che finalmente si parli, inferno e dannazione!!"


Ecco inferno e dannazione, per la barba di Aristotele, le avevo sulla punta della lingua..

Aprì la porta ed esclamò: Entrate! Entrate!
Ma per favore Helena, evita di urlare!


Cosa che fece lei per il corridoio, quando le due furono dentro.

Fiorenzaaaa! Fiorenzaaa vieni immediatamente quiii!

Vedendo lo sguardo della cugina, pensò che la cosa migliore fosse affidare a Fiorenza il compito di mettere l'acqua sul fuoco, ed al momento giusto, fare un'infuso delle erbe di cui aveva bisogno.

Si gettò sulla poltrona e con un gesto invitò Aurora ed Helena a fare altrettanto, mentre lei metteva via le bende sporche ed i resti della veste che non aveva usato.

Bene, parliamo esordì Anche se avrei preferito farlo più tardi..
Ma comprendo che certe cose non possano attendere..
O forse si! Del resto abbiamo atteso per un'interminabile settimana il vostro ritorno, madre.


Si abbandonò alla poltrona con un sospiro

Potevate parlarcene prima di compiere questa fuga!
E portare con voi il giovane Manfredi!
Se fosse successo qualcosa?
Lo zio ci ha raccontato, ed io ho assistito mentre medicava il giovane messo che ha raggiunto ClaraLuna, quasi in fin di vita!
Stesso viaggio che avete fatto voi, madre!

Come se l'angoscia di sapervi lontana non fosse stato già abbastanza!
Ringrazio Iddio di avervi riportato da noi indenni..

Lettere, solo lettere sono state lasciate in questi mesi, nessun abbraccio, nessuna parola..

Non vi odio madre, se questo vi chiedete, non potrei mai farlo.. perchè l'affetto che mi lega a voi è ben superiore a qualsiasi cosa!
Ma avrei tanto voluto parlare di questo viaggio, magari sarei venuta con voi e non vi avrei lasciata sola.. non mi avreste lasciato sola...
Perchè così mi sono sentita in questi giorni di lontananza.. e magari potrete pensare che sono un'egoista!

Si, si lo ammetto!
..Voglio più di quanto meriti in realtà..voglio una madre che non abbia timore di annunciarmi la sua partenza verso un accampamento Amesha, se è questo quello che vuole davvero!
Voglio che ricominciate a fidarvi di me, madre..


Aveva parlato presa dalla foga, e non era certa di aver fatto capire quello che desiderava davvero, ma era stanca e sempre più si accorgeva di aver bisogno di un po' di riposo.


Cele ha scritto:
Ed Helena alla fine non ce l'aveva fatta a sopportare oltre.
Aurora sapeva che prima o poi quel momento sarebbe arrivato.
Provò a dimenarsi, bofonchiava, ma non c'era niente da fare.
La nipote la trascinò letteralmente davanti allo studio di Vera e lì intimò alla ragazza di aprire quella porta.


Oh Helena. Magari ora non ne aveva voglia. Continuava a dire Aurora.
Ma la nipote non l'ascoltava proprio.
Le disse che la figlia era caduta da un albero.


Come caduta? Che caduta? Cosa si è fatta? Dovevate dirmelo subito! Ma Helena!!! La porta davanti a loro si aprì.

Di nuovo silenzio.

Aurora entrò nella stanza e si sedette di fronte alla figlia, non toglieva gli occhi dalle bende sulle braccia, da quel vestito tutto a brandelli.
Voleva prendere parola, chiederle che fosse successo, come stava, uscire a chiamare immediatamente Bartolomeo.
Non glielo permise.
Iniziò a parlare.

L'ascoltò in rispettoso silenzio, continuando a guardare le sue braccia.
Storcendo il naso quando la figlia le si rivolse dandole del Voi.
Lo facevo raramente. Quasi mai.
Quando finì il suo discorso raccolse le parole che aveva in testa e parlò.


So che potevo dirvelo Vera, soprattutto a te.
Lo so perfettamente. E mi rendo conto solo ora che forse sarebbe stato meglio farlo.
La mia non è stata una fuga da Voi. Ci mancherebbe pure.
Ma se qualcosa di brutto doveva succedere doveva succedere a me e a me soltanto. Non avrei mai permesso che qualcosa succedesse a te. Mia figlia.
Come ti viene in mente che lo avrei permesso?
Ti sei sentita sola in questi giorni?
Pensa a come mi sarei sentita io se durante il viaggio ti fosse successo qualcosa.
Sei caduta da un albero e mi sembra di impazzire soltanto a guardare quelle bende e senza sapere che t'è successo.
Immagina a saperti in pericolo, anche se al mio fianco.


Si fermò un attimo.

Manfredi non potevo non portarlo con me. E' sua madre. Doveva vederla.
Io non avevo chiamato neanche Giovanni. Non so come lo ha saputo e ce lo siamo ritrovati lì.

Hai ragione. Ho lasciato parlare al posto mio un biglietto quando avrei dovuto guardarti negli occhi e dirti direttamente cosa avevo deciso di fare.
Anche se il tempo è stato talmente poco che a stento mi sono ricordata di prendere qualche mela per il viaggio. Se non fosse stato per Agnese saremmo morti di sete e fame.

Io non ero sola e sapevo di non lasciare te da sola.
Volse velocemente uno sguardo verso Helena.

Ma credi davvero che il mio cuore non sia sempre con te, Vera?
Credi davvero che un miglio, o mille miglia, o il mondo intero, possano separarmi da te? Potrei mai io lasciare da sola una delle cose più preziose che ho al mondo?
E' stata la volontà di risolvere tutto questo trambusto, e di portare di nuovo serenità e unione nella nostra famiglia che mi ha spinto a fare tanto.
Ripongo in te una fiducia smisurata, ma mi preoccupo per te ogni istante, ogni mio respiro è per te Vera.

Guarda come ti sei conciata!!
disse alla fine inginocchiandosi accanto alla figlia e prendendole delicatamente un braccio.

Ma che hai combinato? Zio Bartolomeo ti ha visitato? Dov'è?


Vindrveraly ha scritto:
La vide inginocchiarsi davanti a lei e prenderle il braccio.
Lo ritrasse, non volendo mostrarle quei lividi e con la mano destra le strinse la mano

Oh, madre mia le sorrise, tentando di rincuorarla.

In quel momento bussarono.

Entra pure Fiorenza disse, e poi rivolta ad Aurora aggiunse Non preoccuparti, so come curarle, tra due giorni tornerò ad alzarle anche ben oltre la mia testa!

Ho seguito e seguo, lo zio Bartolomeo, che mi ha insegnato i primi rudimenti della medicina, e poi ho trovato un libercolo in biblioteca, che apparteneva a mio nonno Michele.. sai anche a lui piaceva aiutare le persone e per quello intraprese la via della scienza.. è tutto scritto qui, nelle prime pagine..


Le porse il libro che aveva sulla scrivania e continuò a parlare.

Avrei tanto desiderato avere un tuo consiglio su questi miei progetti futuri.. ma la tua partenza me l'ha impedito..

Così ho fatto da sola
le rivolse un sorriso, e poi si voltò verso Fiorenza.

Fiorenza, metti dell'acqua sul fuoco.. molta acqua.. e quando è calda, prendi quei pentolini che Agnese ripone nella credenza in alto, in uno metti questi fiori - le porse l'Arnica - In un altro metti queste radici, e sta bene attenta a non confonderli o mischiarli!
Ora va


Poi rivolse un sorriso anche ad Helena, prima di tornare a guardare la madree chiedere:

Allora come stanno le nostre Francesca, Fiamma e Samantha?


Cele ha scritto:
Aurora sorrise Spero Zio Bartolomeo abbia almeno visto questi brutti lividi.
Ha ragione Agnese, se continui così un marito lo trovi tra cent'anni.

Rise pensando ad Agnese che ripeteva quella frase in maniera quasi ossessiva a Vera.

I tuoi progetti sono bellissimi e in realtà, pensandoci, non riuscirei a vederti in altro modo se non a studiare i rudimenti della scienza su quei terribili tomi che troppe volte ho visto sfogliare a mio fratello.

Sono sicura che saprà guidarti al meglio e secondo me in poco tempo lo supererai pure. Ma questo meglio non dirglielo.
Sorrise di nuovo.

L'ascoltò dare direttive a Fiorenza e poi rivolgerle una domanda.


Allora come stanno le nostre Francesca, Fiamma e Samantha?

Ecco sì, il motivo della mia partenza. Disse Aurora. Come vuoi che stiano? bene. Chi le butta giù quelle. Rise.

Francesca e Fiamma sono in partenza, come dicevano nella lettera.
E in realtà a quest'ora dovrebbero essere già lontane da Mantua.

Francesca ha pianto quando ci ha visti. Figuratevi.
Non si aspettava proprio una sorpresa del genere.
Mi ha rassicurato sulle loro condizioni.
Stanno bene anche se la mancanza di casa la sentono moltissimo.
Hanno trovato delle persone che si sono affezionate molto a loro e sono ben volute.

Sapete quel Colonnello a cui ho scritto, Tito Colonna, se non erro lo chiamano Nobledupont, beh... l'ho conosciuto di persona.
Pensate un po' cosa si è permesso di chiedermi.
Si fermò un attimo e poi proseguì Mi ha chiesto di unirmi a loro.
Vi lascio immaginare la mia risposta.
Se la rise di gusto pensando a quel momento.

Comunque non sono stati astiosi nei nostri confronti e tutto sommato sono partita da quell'accampamento con il cuore un po' più leggero.
Anche se non condividiamo, quella è la scelta che hanno fatto. Non ci rimane che rispettarla per il loro e soprattutto per il nostro bene.
Vi saluta tanto.


Si alzò da terra e tornò sulla poltrona.

Samantha è sempre più bella. Somiglia incredibilmente a sua madre, ogni giorno che passa sempre di più.
Ha detto che aspetta Wordan e poi torna qua da noi.
Evidentemente non era quella la sua strada, dice che non si vedeva proprio a combattere con una spada in mano contro chissà chi.
Mi è sembrata serena.


Si fermò di nuovo.

Mi sembra tutto.
Il viaggio è andato bene a parte l'andata un po' faticosa.
Per fortuna c'era Manfredi con me e poco lontano Giovanni, anche se noi lo abbiamo visto solo una volta all'accampamento Amesha.
Non so neanche come ci sia finito lì sinceramente.

Piuttosto qua novità?
Per caso Vittorio Vi ha fatto visita in questi giorni?


Hecate ha scritto:
Fortunatamente, la chiusura a riccio sembrava meno grave di quanto Helena avesse prospettato, così entrarono subito nello studiolo, e nel giro di qualche frase esitante, la zia e la cugina sembravano avere raggiunto una calma - seppur prudente - comunque incoraggiante.

Un paio di volte, nei loro discorsi, avevano accennato a Giovanni, e lei aveva cambiato posizione sulla poltrona, o dato un lieve colpo di tosse.
Per fortuna non se ne erano accorte.
Helena non aveva intenzione di tener loro nascosta la cosa, ma voleva dirglielo in un altro momento: ora la cosa più urgente era che si ripristinasse il rapporto tra le due, non importava che poi fossero entrambe arrabbiate con lei. L' importante era che non lo fossero tra loro.

La zia raccontò poi di cosa fosse successo una volta giunta a Mantua.
Raccontò della commozione di Francesca, ed un pugno crudele si strinse intorno al cuore di Helena.
Poi riportò della "proposta indecente" del Colonnello, al che Helena rise insieme alla zia e disse: "A conferma di quanto sia sul serio un po' frastornato! Non s' è minimamente reso conto di chi avesse di fronte!"
Di Samantha, Helena si sentiva ogni volta più fiera: aveva fatto una scelta che le stava costando ed avrebbe continuato a costarle molto.

La zia chiese infine se ci fossero novità, e se Vittorio avesse fatto visita.
Helena rispose: "Nessuna particolare novità.
Vittorio non lo abbiamo visto per niente, e d' altra parte avevo deciso di non dirgli nulla: sapevo che saresti tornata a breve - o perlomeno, ero quello che mi auguravo con tutte le mie forze - perciò ho pensato che una persona preoccupata in più non avrebbe affatto giovato all' intera situazione."
concluse, in tono scherzoso.


Cele ha scritto:
Mi sembra tu abbia fatto la scelta migliore, Helena. Come sempre. Concluse Aurora.

Fece passare qualche minuto prima di continuare il suo discorso.
Un sorriso le si piantò in viso e se non si decideva a condividere con le due i suoi pensieri avrebbero finito per crederla matta.

Guardò Helena e poi Vera. Infine decise che la cosa migliore da guardare per dire quella cosa erano le sue mani e così fece.
Andando a riprendere il discorso appena concluso disse
Anche perchè mi sa che ci toccherà vederlo molto spesso in giro per questa casa. E in sussurro Mi ha chiesto di sposarlo.


Vindrveraly ha scritto:
"Anche perchè mi sa che ci toccherà vederlo molto spesso in giro per questa casa... Mi ha chiesto di sposarlo. "

La guardò, non sicura di aver recepito bene le ultime parole.
Anzi no, aveva solo capito "sposarlo", e bastò il semplice richiamò al matrimonio, per far si che a Vera brillassero gli occhi.

Cosa? Cosa? Cosa?
Mamma ho capito bene? Ti sposi?
Vi sposate?
Tu e lui?
Lui te l'ha chiesto?
Ma quando?

E poi, che ci facciamo ancora qui?
Dobbiamo iniziare i preparativi!


Scattata in piedi, si rigettò sulla poltrona, poichè un dolore improvviso alla schiena l'aveva colta.

Mpf e dopo un respiro, le chiese Ma la data l'avete già fissata?


Hecate ha scritto:
Helena ricevette i soliti complimenti per aver fatto la scelta giusta. Pensò fugacemente che se avessero continuato a dirglielo, alla fine ci avrebbe creduto sul serio.

Ma c' era qualcos' altro che la zia voleva dire, lo vedeva dai suoi occhi inquieti e dal silenzio prolungato.
Infine la zia Aurora disse: "Anche perchè mi sa che ci toccherà vederlo molto spesso in giro per questa casa." e più piano: "Mi ha chiesto di sposarlo."

Helena aprì istantaneamente la bocca in un afono "Ah!" d' esclamazione mancata.
Nel frattempo, sua cugina Vera s' era ripresa, ed aveva come suo solito formulato mille domande pronunciate ad una velocità media d' un battito di ciglia. Aveva poi infine tentato d' alzarsi, ma evidentemente ancora dolorante, s' era rituffata nella poltrona, chiedendo se avessero fissato la data.

A quel punto Helena non poté trattenersi: scoppiò in una risata liberatoria che tornò a farle scorrere il sangue nel viso, come non ricordava di succederle da tempo.
Rise di gioia così tanto da farsi sgorgare le lacrime dagli occhi, così tanto da rimanere quasi senza fiato, così tanto da non riuscire a trovare niente di più esplicativo da commentare che abbracciare forte sua zia, e sussurrarle contenta all' orecchio: "Non vedo l' ora!"


Cele ha scritto:
Aurora fu colta all'improvviso dalla reazione delle due.
Vera subito si riprese e l'inondò di domande, Helena scoppiò in una risata che sembrava non dovesse avere più fine.


Se ci sente Agnese penserà che siamo diventate matte, più di quanto non lo siamo mai state finora pensò.

La figlia provò ad alzarsi ma il dolore era ancora forte.

Non ti sforzare le disse Aurora mentre Helena la travolgeva con un abbraccio mentre le sussurrava "Non vedo l'ora!"

Anche lei si mise a ridere e dopo un po', sempre con il sorriso sulle labbra, ma con molta più serenità rispetto a prima, iniziò a raccontare.


Prima di partire, in realtà ancora prima che io decidessi di partire, e prima che Vittorio tornasse a San Miniato dai suoi parenti, ci siamo incontrati in taverna.

Lui era a chiaccherare con Ectore e mi avvicinai, come sempre.
I due smisero subito di parlare, come se non volessero che io sentissi i discorsi che stavano facendo.
Lì per lì non capii minimamente quelle che erano le loro intenzioni, fin quando Vittorio non prese parola e, sostenuto da Ectore, che a quanto pare lo aveva tranquillizzato e aiutato fino ad un minuto prima, mi dichiarò nuovamente il suo amore, ma stavolta fece finire il discorso dicendo che non poteva non dividere la sua vita con la mia per sempre, e mi ha chiesto di sposarlo.


Aurora era di nuovo tutta rossa.
Quelle sue maledette guance riuscivano a svelare i suoi sentimenti anche quando lei, con tutte le sue forze, provava a nasconderli dentro di sè.


Tesoro disse rivolgendosi a Vera non preoccuparti per i preparativi, c'è tempo. La data è stata fissata per il primo giorno del mese di Giugno.
Sono così emozionata.

Cosa devo fare ora?
Chiese a Helena che c'era già passata. Mi sa che dovrò dirlo anche agli altri, e chissà, magari riusciremo di nuovo a festeggiare come si deve in questa casa.


Vindrveraly ha scritto:
Sua cugina Helena iniziò a ridere, e nel vederla anche a Vera scappò più di un sorriso.
Era certamente un lieto evento, il più bello avuto nella fortezza negli ultimi tempi, e questo avrebbe fatto in modo di annullare i dissidi se c'erano, e tornare alla frenetica tranquillità giornaliera.

Rise ancora, ma poi si fece seria, ed ascoltò attentamente il racconto di Aurora su come Vittorio le aveva chiesto la mano.

Che beeeelloooo sospirò entusiasta, immaginando la scena.

Poi la madre le disse:

"Tesoro non preoccuparti per i preparativi, c'è tempo. La data è stata fissata per il primo giorno del mese di Giugno.
Sono così emozionata."


Si immagino! Il Primo giugno!
Bene, bene, abbiamo allora tempo per far bene tutto!
Siamo ad Aprile, quindi diciamo che tra meno di due mesi sarà tutto pronto.. Uh meno di due mesi!
Ma è tardi, invece!
Bisogna spedire gli inviti, sistemare il Salone delle Feste, ed i fiori, e la Chiesa... e poi.. anche questo.. e quest'altro.. potremo anche fare così.. ma magari è meglio colà.. ...


Presa com'era aveva cominciato a parlare da sola, a scrivere l'occorrente su di un foglio pulito, a ponderale le possibili situazioni.
Nel mentre, Aurora parlava ad Helena.

Ma si fermò quando sentì:

"..Mi sa che dovrò dirlo anche agli altri.."

Gli altri!
Samantha è ancora a Mantua!
- esclamò - Bisogna andare a prenderla, in tempo per i preparativi naturalmente..

Guardò entrambe: sua madre era appena tornata e certamente non poteva assolutamente ripartire di nuovo, sia perchè ClaraLuna e Livorno avevano bisogno di lei, sia perchè era giusto che rimanesse qualche tempo accanto a Vittorio prima del matrimonio, Helena era Viceprefetto della città, assieme al marito Marco, quindi che partisse, era escluso.
Sorrise, e disse:

Vi sta bene, se parto io per Mantua e vado a prendere sia lei che Wordan?
Mi accompagnerà Michele, son certa che non mi dirà di no!
E poi.. avrei giusto bisogno di allontanarmi per qualche giorno da Livorno..


E con sguardo supplichevole, rimase ad osservare le due donne.


Hecate ha scritto:
La zia aveva iniziato a raccontare come fosse successo, ed Helena la vedeva così contenta ed emozionata, che non potè fare a meno di immaginare quanto lei descrivesse, ed arrossire di gioia insieme a lei.

Per l' organizzazione, Vera era già tutta in fermento, e prendeva appunti, proponeva, organizzava.
Era una vera gioia vederla di nuovo illuminata dalla felicità.

Poi sua zia si rivolse a lei:
"Cosa devo fare ora?"
Chiaramente le stava chiedenedo della sua esperienza, essendo lei l' unica delle tre ad essersi mai sposata.
Sorrise divertita alla zia, e stringendole la mano, disse: "Essere innamorata, zia, essere tanto, tanto innamorata. Non devi far altro.
...Anche perchè a quell' "altro" ci pensiamo già noi!"
le fece un occhiolino, accennando con la testa alla cugina su di giri.

La zia accennò anche al doverlo dire agli altri, così Vera si offrì di andare a prendere Samantha a Mantua e riportarla lì per tempo.
Helena sapeva che Vera sarebbe stata davvero contenta d' andare, e poi valutava che fosse al sicuro, con suo fratello Michele a proteggerla.
"Ma certo!" la incoraggiò "Penso sia un' ottima idea!
Quì nel frattempo ci sono sempre io per l' organizzazione, e sono altrettanto certa che la famiglia di Vittorio parteciperà entusiasta!
Non credi zia?"


Cele ha scritto:
Essere innamorata, zia, essere tanto, tanto innamorata. Non devi far altro. Le disse Helena.

Come avrebbe fatto Aurora senza di loro, senza di lei.
Così preziosa e presente soprattutto nelle ultime settimane.
Come risposta l'abbracciò forte. Non c'era bisogno di troppe parole tra loro due.

Vera invece, come era prevedibile, aveva già iniziato ad organizzare tutto e, ovviamente, si era convinta di essere già in ritardo.

Aurora ascoltò le ultime parole di Vera mentre ancora sorrideva per tutta quella improvvisa felicità.


Già... E' vero! C'è Samantha che deve arrivare... mormorò Beh! In realtà è con Wordan, non corre pericolo, poi le tue condizioni di salute... Non saprei. Disse pensierosa e poi ascoltò le parole di Helena.

Aurora si fece silenziosa, guardava quelle bende e pensava al lungo viaggio che la figlia avrebbe voluto affrontare.
Di certo sarebbe stata assalita dalla preoccupazione per tutto il periodo di assenza di Vera ma come poteva negarle quella "boccata d'aria"?


E sia! Per me va bene.... Ma stai attenta e bada a te, Vera.
Per il mio matrimonio ti voglio tutta intera.


Sorrise alle due, finalmente una bella ventata di aria pulita e fresca aveva ricominciato ad inondare ClaraLuna.


Vindrveraly ha scritto:
"E sia! Per me va bene.... Ma stai attenta e bada a te, Vera.
Per il mio matrimonio ti voglio tutta intera."


Rise ed annuì.

Vedrai mamma, sarà in ottima forma quel giorno!

Successivamente uscirono dallo Studiolo, e si recarono assieme nelle cucine.
Poi, Vera, curate le ferite, era andata alla ricerca del cugino Michele, mentre sua cugina e sua madre davano l'annuncio agli altri famigliari, spiegando.. Cosa fa fare l'amore!

Con quel festoso annuncio, tutta ClaraLuna si rallegrò, e quel 6 Aprile, la Fortezza ricominciò a splendere.

Purtroppo, fin dopo il suo primo viaggio, a Vera risultava impossibile restare in un luogo, il quale spesso coincideva con Livorno, per più di tre mesi.
Quindi, nonostante i preparativi per il Matrimonio della madre, iniziava a provare un senso d'insofferenza nei confronti di ClaraLuna.

Così verso la fine di Aprile, era riuscita finalmente a spronare Endymion Sulla Strada per.. Mantua!






[hrp]Il cerchio si chiude, e così chi inizia finisce pure!! [cit. Hecate]
Ebbene è ormai giunto al termine il GdN, "Il Prezzo della Libertà", un Capitolo della storia della famiglia Di Luna.

Ringraziamo in quanti hanno partecipato e hanno apprezzato il nostro racconto, noi dal canto nostro abbiamo cercato di rappresentare il più possibile i diversi sentimenti provati da ciascuno, alcuni rimanendo fedeli a degli ideali, altri prendendo strade diverse, cercando comunque tutti la Felicità.

La Famiglia Di Luna desidera in particolare ringraziare:
Nitronory
Carn
Nobledupont
Maghella
Agnese, Evaristo e Fiorenza
Fra Benedetto da Terracina
Vari Soldati e Messi

A presto [/hrp]
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